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  • Campobasso - Lunedì 25 Maggio 2026

Giallo di Pietracatella (Cb): la Procura di Larino amplia pool di esperti, nominati il chimico forense Merli e il tossicologo Locatelli

La procuratrice Elvira Antonelli potenzia il collegio investigativo sul caso delle due donne decedute a Natale per una presunta contaminazione da ricina. Giovedì prossimo negli uffici della Questura il conferimento ufficiale dell'incarico per eseguire accertamenti irripetibili sulle matrici biologiche, fortemente soggette a degradazione temporale.

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Le indagini sul misterioso decesso di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, consumatosi durante le scorse festività natalizie a Pietracatella (Cb), registrano una decisiva accelerazione sul fronte degli accertamenti scientifici. La Procura della Repubblica di Larino ha disposto un significativo allargamento del collegio dei propri consulenti tecnici d'ufficio nel tentativo di blindare il quadro probatorio legato al giallo di Pietracatella, la comunità scossa dalla morte delle due donne per una presunta e letale esposizione a sostanze tossiche. I nuovi provvedimenti emessi dagli uffici giudiziari fioriscono dalla necessità di affiancare all'equipe medico-legale già operativa sul campo, composta dai dottori Benedetta Pia De Luca e Giovanni Battista Laterza, due profili accademici e di laboratorio dotati di altissima specializzazione nel settore della chimica di precisione e della risposta alle emergenze tossicologiche.

La scelta della procuratrice capo Elvira Antonelli è caduta sul professor Carlo Locatelli e sul professor Daniele Merli. Il primo riveste il ruolo di direttore del prestigioso Centro Antiveleni di Pavia, la medesima struttura scientifica d'eccellenza che nel corso dei primi screening di laboratorio effettuati subito dopo il dramma era riuscita a isolare e a tracciare la presenza di tracce di ricina all'interno dei campioni ematici prelevati dalle salme delle due vittime.

L'atto di designazione e la relativa convocazione ufficiale sono stati formalmente notificati in queste ore sia ai difensori legali iscritti nel registro degli indagati, sia ai rappresentanti delle parti offese, in modo da garantire il pieno rispetto dei diritti di difesa e la trasparenza delle operazioni peritali fin dalle battute inaugurali.

Il conferimento solenne dell'incarico investigativo avverrà giovedì prossimo, alle ore 14:30, all'interno degli uffici della Questura, dando esecuzione a un decreto siglato dalla titolare dell'azione penale lo scorso 12 maggio. In quella sede, tutte le parti coinvolte nel procedimento giudiziario avranno la facoltà e il diritto di nominare i propri esperti di fiducia affinché partecipino attivamente alle operazioni di laboratorio.

La decisione di irrobustire il pool di esperti risponde a un'esigenza tecnica di assoluta urgenza dettagliata dalla stessa procuratrice nel testo del provvedimento: l'obiettivo primario è infatti quello di dare il via a una serie di accertamenti tecnici non ripetibili finalizzati a verificare la perfetta compatibilità tra le risultanze emerse dai tavoli autoptici e l'effettiva ingestione della tossina vegetale.

L'attività investigativa si preannuncia particolarmente complessa e delicata sotto il profilo puramente scientifico a causa delle caratteristiche chimiche intrinseche della sostanza killer: gli esperti dovranno analizzare i reperti attualmente sotto sequestro giudiziario e tutti i campioni biologici finora repertati prima che i fattori ambientali e il naturale scorrere delle settimane possano alterarne definitivamente la struttura. La ricina è infatti caratterizzata da una marcata tendenza alla degradabilità rapida all'interno dei tessuti e dei fluidi corporei, un elemento instabile che rischia di rendere i dati quantitativi raccolti finora semplici indizi orientativi se non supportati da una rigorosa validazione chimico-forense.

A complicare ulteriormente il lavoro degli accademici concorre inoltre la scarsa disponibilità di casistiche analoghe e di pubblicazioni nella letteratura scientifica internazionale su episodi di avvelenamento da ricina della medesima portata, un fattore che impone il massimo rigore metodologico prima del deposito delle conclusioni finali.

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