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  • Roma - Giovedì 4 Giugno 2026

Giorgetti sulla flessibilità: "Valuteremo con calma come usarla, non possiamo permetterci di sbagliare"

Il titolare del diccastero dell'Economia ha annunciato misure urgenti per il caro carburanti e un piano di monitoraggio per il 5 per mille. Il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha discusso l'assegnazione degli alloggi pubblici e la modernizzazione delle patenti di guida. Infine, la ministra Eugenia Roccella ha affrontato la tutela dei minori online, evidenziando l'importanza di un'educazione digitale.

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Il quadro delle compatibilità finanziarie e i margini di manovra concessi dalle nuove regole comunitarie rimangono al centro della strategia economica dell'esecutivo.

Intervenendo davanti ai deputati e parlando successivamente con i giornalisti a margine del question time alla Camera, il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha raccomandato la massima prudenza nell'utilizzo dei margini di bilancio concordati con le istituzioni europee.

Il titolare del Tesoro ha raffreddato gli entusiasmi su un eccessivo allentamento dei cordoni della spesa pubblica, delineando un approccio improntato al rigore e alla selezione degli obiettivi: “Per quanto riguarda gli spazi che abbiamo visti riconosciuti dalle dall'Europa, valuteremo con calma perché lo spazio non è esagerato e non possiamo permetterci di sbagliare di dosare le misure, quindi dobbiamo capire come aiutare le famiglie e come aiutare le imprese più meritevoli”.

Rispondendo a una domanda specifica sull'attivazione di clausole europee per sbloccare risorse da destinare ad aiuti diretti tramite il ricollocamento di fondi già assegnati a investimenti strutturali, Giorgetti ha confermato la volontà di sfruttare ogni canale utile, ricordando i passaggi tecnici in corso con i vertici della Commissione e con il commissario Valdis Dombrovskis: “Noi abbiamo parlato a lungo con la Commissione, anche se leggevamo delle cose diverse. Ma ieri ci sono state le domande e risposte col commissario Dombrovskis, le norme devono essere approvate dal Consiglio europeo, eccetera eccetera quindi chiaramente useremo tutti gli spazi di flessibilità che ci saranno consentiti”.

Sul fronte stringente del caro carburanti, in vista della scadenza delle agevolazioni fiscali fissata per il giorno 6, il ministro ha anticipato l'adozione di un provvedimento d'urgenza di natura amministrativa: “Voi sapete che scadono gli sconti sugli accise il 6: interverremo con decreto ministeriale, con il noto meccanismo, quindi non c'è bisogno di una norma di legge del Consiglio dei ministri”. Giorgetti ha poi specificato che l'esecutivo si muoverà “con il meccanismo delle accise mobili e dobbiamo effettivamente valutare quanto è la disponibilità, e fino al giorno 6 non l'abbbiamo e, in base a quello vedremo in qualche modo, date anche le condizioni di mercato, come prorogare” i sostegni ai consumatori.

Nella prossima programmazione della legge di stabilità, il ministro dell'Economia ha inoltre annunciato un piano di riordino e monitoraggio per l'istituto del 5 per mille, finalizzato a collegare strettamente le scelte dei contribuenti con le erogazioni effettive, prevedendo “un adeguamento normativo diretto a garantire costantemente il monitoraggio e l'allineamento dell'ammontare delle risorse frutto delle scelte dei cittadini con le somme effettivamente erogate per le previste finalità, assicurando al contempo una attenta verifica, ed eventuale revisione, dei criteri in base ai quali i beneficiari possono accedere alle risorse pubbliche”.

Ricordando che l'ultima manovra ha innalzato il tetto massimo di spesa per la misura a 610 milioni di euro annui e che i dati dell'Agenzia delle Entrate relativi al 2025 registrano oltre 96.500 enti ammessi per un totale di circa 602 milioni di euro, Giorgetti ha rimarcato che il futuro impianto normativo “deve significare anche un accurato monitoraggio sulle effettive destinazioni delle risorse medesime, al fine di evitare abusi e garantire che l'opzione del contribuente consenta di realizzare i previsti fini sociali”.

Il dibattito parlamentare ha visto protagonista anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il quale ha risposto a un'interrogazione incentrata sui criteri di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Salvini ha annunciato che “è imminente la nomina del Commissario per il piano casa. Dove governa Lega e centrodestra sono state approvate norme per dare alloggio a chi è cittadino da piu' tempo”, specificando tuttavia che, in base alle regole sul decentramento amministrativo, “ogni scelta relativa ai criteri di assegnazione degli alloggi pubblici spetta unicamente alle Regioni. Parallelamente, resta fermo l'impegno straordinario posto in essere da questo Governo con il decreto-legge sul Piano casa a supporto delle iniziative territoriali volte ad incrementare l'offerta abitativa, recuperare gli alloggi inutilizzati e sostenere il diritto alla casa delle persone e delle famiglie in condizioni di maggiore fragilità”.

Il vicepremier ha confermato una misura di welfare familiare per l'anno in corso, dichiarando: “Quest'anno confido anche di dare i primi 5000 assegni per i genitori separati”. Replicando ai parlamentari che paventavano uno squilibrio nell'accesso alle case popolari a svantaggio dei cittadini italiani, Salvini ha confermato la volontà delle amministrazioni regionali di centrodestra di ridefinire i punteggi di accesso: “Lo spazio per valorizzare le prospettive di stabilità territoriale dei richiedenti c'è ed è su questi criteri che stanno lavorando le Regioni di centro-destra più sensibili alla materia. Cito, in particolare, il ddl n. 80/2026 presentato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia al Consiglio regionale lo scorso 24 aprile che, per l'edilizia convenzionata, propone di valorizzare come criterio la data di presentazione della domanda, alternativamente o alla residenza continuativa di due anni oppure alla dimostrazione della titolarità di un rapporto di lavoro nel territorio regionale.

Il tema è peraltro di primario interesse anche per altre Regioni, come la Lombardia e il Veneto, che stanno valutando iniziative in materia”. Il ministro ha concluso il punto ribadendo “l'importanza del diritto alla casa e dell'accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica quale diritto di cittadinanza. La questione deve però essere inquadrata nell'ambito delle tendenze che emergono dal decentramento delle competenze di settore”.

Un secondo capitolo affrontato dal titolare dei Trasporti ha riguardato la modernizzazione dei percorsi formativi per il conseguimento delle patenti di guida, con l'apertura all'uso delle piattaforme telematiche all'interno della riforma complessiva del Codice della strada, attualmente all'esame del Senato. Salvini ha spiegato la situazione attuale e la filosofia della nuova delega legislativa: “Per l'utilizzo di strumenti digitali e dell'e‑learning nelle autoscuole, ricordo che la normativa vigente, allo stato attuale, non consente l'impiego di tali modalità formative. Nella consapevolezza dell'importanza delle semplificazioni amministrative per imprese e cittadini, abbiamo in ogni caso voluto inserire il tema nell'ambito della delega per la revisione complessiva del Codice della strada. Ricordo che sulla delega è all'esame del Senato il disegno di legge di proroga già approvato da questo ramo del Parlamento”.

Il percorso di revisione prevede una forte collaborazione con i rappresentanti della categoria per bilanciare innovazione e rigore didattico: “In questo contesto, stiamo lavorando all'aggiornamento delle regole con un principio semplice e di buon senso: semplificare e innovare, senza abbassare la qualità della formazione, né mettere a rischio la serietà delle autoscuole autorizzate. Per garantire standard elevati, percorsi tracciabili e controlli efficaci, stiamo portando avanti un confronto costante con le associazioni del settore, perché chi lavora ogni giorno nelle autoscuole conosce meglio di chiunque altro i problemi, le esigenze degli utenti e soluzioni percorribili. Ascoltare questi operatori non è un atto formale: è il modo più serio per costruire regole concrete, applicabili e davvero utili”.

Per quanto riguarda lo sviluppo dei decreti, il ministro ha concluso: “Quanto ai tempi, nelle prossime settimane proseguirà l'attività del gruppo di lavoro interistituzionale istituito al fine di dare seguito al percorso di attuazione della delega. Seguiranno ulteriori confronti istituzionali con gli stakeholder per definire gli interventi di aggiornamento della disciplina. L'obiettivo è quello di pervenire, entro questa legislatura, alla definizione di un testo organico che possa recepire gli esiti del confronto e delle valutazioni tecniche svolte”.

Il pacchetto delle risposte governative si è completato con l'intervento della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, focalizzato sui rischi connessi alla navigazione sul web da parte delle fasce d'età più giovani. Roccella ha espresso forte apprezzamento per il dibattito in corso nelle commissioni parlamentari, sottolineando l'attivismo delle istituzioni nazionali: “Guardiamo con attenzione anche al lavoro parlamentare in corso. Sono infatti all'esame delle Camere diverse proposte di legge che affrontano il tema della tutela dei minori online”, ha detto Roccella, ricordando come il Paese sia stato “tra i primi paesi a porsi il problema della tutela dei minori nell'ambiente digitale”.

La ministra ha rivendicato il primato italiano nell'introduzione di strumenti tecnici obbligatori per il blocco dei contenuti non adatti ai minori, pur evidenziando i recenti ostacoli di natura giurisprudenziale: “Siamo, per esempio, il primo Paese europeo che si è dotato di una disciplina specifica per impedire ai minori di accedere a siti pornografici attraverso sistemi di verifica dell'età. Questo risultato è stato raggiunto grazie al cosiddetto decreto Caivano, il 15 settembre del '23, mentre l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel maggio del '25, ha definito il modello tecnico di attuazione”.

Roccella ha tuttavia segnalato un rallentamento nell'applicazione della normativa dovuto all'intervento della giustizia amministrativa: “una recente sentenza del Tar del Lazio, l'11 marzo 2026, pur confermando la validità dell'impianto elaborato dall'Agcom, è intervenuta con ulteriori e complesse richieste procedurali, che dovranno essere espletate prima di rendere la verifica dell'età pienamente efficace”.

Oltre alle barriere tecnologiche, l'azione del ministero punta in modo deciso sulla formazione del nucleo familiare e sulla prevenzione diffusa sul territorio, stanziando importanti risorse economiche negli ultimi due anni: “Indispensabile promuovere una più ampia educazione alla vita online, che riguardi l'intero ecosistema digitale. Per valorizzare il fundamental ruolo educativo dei genitori e della comunità educante, nel 2024 e nel 25 oltre cento milioni del Fondo per le politiche della famiglia sono stati destinati anche al finanziamento di attività di formazione digitale e mediatica, con l'obiettivo di garantirne una diffusione il più possibile capillare, attraverso i Centri per la famiglia”.

La titolare delle Pari Opportunità ha concluso il suo intervento tracciando le linee guida per una collaborazione allargata tra tutti gli attori industriali e sociali del comparto hi-tech: “La sfida che abbiamo davanti non riguarda soltanto l'accesso ad alcuni siti o ai social. È necessario costruire un vero ecosistema digitale a misura di minore, che coinvolga famiglie, istituzioni, scuola, operatori tecnologici e anche le piattaforme, e che sia modulato in funzione dell'età e del livello di maturazione dei ragazzi”.

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