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- Roma - Lunedì 29 Giugno 2026
Giuseppe Cucè torna con "Estasi e veleno": il nuovo singolo tra simboli, spiritualità e critica alla società contemporanea
Dal 3 luglio il cantautore catanese pubblica il nuovo brano disponibile in radio e sulle piattaforme digitali. Un viaggio musicale che riflette sul confine tra realtà e apparenza, tra informazione, ideologie e ricerca della propria identità.
Da venerdì 3 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali "Estasi e veleno", il nuovo singolo di Giuseppe Cucè, pubblicato da TRP Vibes - Track Records Productions. Con questo brano il cantautore siciliano inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, affrontando attraverso immagini evocative e simboliche alcuni dei temi più complessi della contemporaneità.
Un racconto sul disorientamento del nostro tempo
"Estasi e veleno" nasce come una riflessione sul mondo di oggi, caratterizzato da un flusso incessante di informazioni, immagini e verità spesso contraddittorie. Nel testo convivono simboli, visioni e frammenti solo apparentemente scollegati, restituendo l'impressione di osservare la realtà attraverso uno specchio deformante. Più che una denuncia sociale, il brano racconta il senso di smarrimento che accompagna l'uomo contemporaneo, sempre più incapace di distinguere ciò che è autentico da ciò che è rappresentazione, ciò che appartiene alla coscienza da ciò che è semplice rumore. L'estasi diventa così il fascino esercitato dalla società moderna, mentre il veleno rappresenta l'assuefazione che porta ad accettarne ogni contraddizione senza più interrogarsi.
Giuseppe Cucè: "Metto in discussione le domande che abbiamo smesso di porci."
L'artista spiega così il significato della nuova canzone. "In Estasi e veleno osservo il mondo come un viaggiatore che attraversa un paesaggio di simboli, senza la pretesa di interpretarli fino in fondo. La tunica che indosso richiama la figura di un uomo che la storia ha trasformato in icona, dottrina, conflitto e potere. Ma ciò che mi interessa non è il simbolo: è la fragilità dell'essere umano che si nasconde dietro di esso. Un uomo nato in una terra che continua a conoscere guerre, divisioni e promesse di pace mai compiute. Forse il mio disagio nasce proprio da qui: dalla difficoltà di comprendere un mondo che eredita certezze senza più interrogarsi sulle loro origini. In questa canzone provo a mettere in discussione non le risposte, ma le domande che abbiamo smesso di porci. Perché ogni ideologia, ogni verità assoluta e ogni fondamento che non accetta di essere interrogato rischia di trasformarsi in una nuova forma di fede. E forse l'assurdo non è ciò che vediamo accadere intorno a noi, ma la naturalezza con cui impariamo ad accettarlo.".
Un videoclip tra immagini simboliche e ricerca interiore
Ad accompagnare il singolo c'è anche il videoclip ufficiale, disponibile su YouTube. Nel video Giuseppe Cucè interpreta il ruolo di narratore immerso in una realtà che ha perso i propri punti di riferimento. Attraverso una fotografia cinematografica, giochi di luce, ambientazioni ricercate e continui cambi di scena, prende forma un racconto visivo dedicato all'identità, alla ricerca interiore e al bisogno di trovare un significato in un presente sempre più complesso.
Un percorso artistico iniziato oltre quindici anni fa
Nato a Catania nel 1972, Giuseppe Cucè è cantautore, autore e compositore. La sua produzione si caratterizza per un linguaggio che unisce musica d'autore, spiritualità, memoria e ricerca espressiva, frutto di un percorso artistico che attraversa anche pittura, danza contemporanea e scrittura. Dal 2008 collabora stabilmente con il produttore Riccardo Samperi e con TRP Music. Il primo album, "La mela e il serpente", pubblicato nel 2009, lo porta anche nei principali teatri di Parigi, tra cui Le Trianon, L'Alhambra e Le Petit Saint-Martin.
Negli anni successivi pubblica numerosi singoli fino ad arrivare, nel 2025, all'album "21 grammi", un progetto concettuale dedicato ai temi dell'amore, della fede, della memoria e della trasformazione. Il successo internazionale di "21 grammi". L'album ha ottenuto un importante riscontro fuori dai confini italiani, raccogliendo oltre sessanta recensioni su riviste specializzate di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Messico, Canada e numerosi altri Paesi. La critica internazionale ha definito il lavoro "cinematografico", "profondamente umano", "emotivamente autentico" e capace di superare le barriere linguistiche grazie alla forza delle sue immagini poetiche. Sempre nel 2025 Cucè ha pubblicato anche "El mundo es verdadero", versione in spagnolo del brano "È tutto così vero", che gli ha permesso di ampliare ulteriormente la propria presenza nei mercati dell'America Latina e della Spagna.
Il nuovo capitolo artistico e il tour nei club
Con "Estasi e veleno" si apre un nuovo capitolo del percorso creativo del cantautore. Il singolo anticipa infatti un tour nei club italiani che prenderà il via da luglio e nel quale Giuseppe Cucè presenterà dal vivo il nuovo repertorio insieme ai brani più rappresentativi della sua produzione. Un progetto che conferma la volontà dell'artista di continuare a esplorare, attraverso la musica, il rapporto tra spiritualità, identità, memoria e società contemporanea, dando vita a un universo poetico nel quale il Mediterraneo diventa luogo simbolico di incontro, trasformazione e dialogo tra culture.
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