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  • Roma - Martedì 21 Luglio 2026

Giustizia, Nordio sulla norma dopo i fatti di Bologna: "Nessuno 'scudo penale' per agenti, superiamo solo un automatismo lesivo"

Il Guardasigilli chiarisce il provvedimento sulle iscrizioni nel registro degli indagati: "Tutela non solo le forze dell'ordine ma anche i medici nei casi di presunta malasanità".

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Sulla riforma del registro degli indagati e sulle polemiche emerse a margine dei fatti di Bologna è intervenuto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine della cerimonia di intitolazione dell'aula magna della scuola di formazione "Giovanni Falcone" a Nicolò Amato, a Roma.

"L’espressione 'scudo penale' è assolutamente impropria perché lascia intendere una sorta di immunità, che in realtà non esiste. Al massimo si potrebbe parlare di scudo processuale", ha precisato il Guardasigilli, spiegando nel dettaglio il senso del provvedimento in cantiere.

"La riforma è molto semplice", ha sottolineato Nordio. "Elimina l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per chi agisce in presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi, l’adempimento di un dovere o l’esercizio di un diritto. Finora, infatti, l’iscrizione era obbligatoria anche solo per consentire alla persona di partecipare alle indagini tramite un proprio consulente, ma si convertiva di fatto in una condanna anticipata".

Il ministro ha voluto inoltre sgombrare il campo dai dubbi sull'ambito di applicazione della norma, ricordando che il raggio d'azione va ben oltre il comparto della sicurezza. "Auspico che finiscano le incomprensioni: questa norma riguarda anche i medici. Anzi, dal mio punto di vista, è ancora più importante nei casi di presunta malpractice. Fino a ieri il medico poteva nominare propri consulenti nelle perizie solo se iscritto nel registro degli indagati, con una macchia ingiusta sul proprio onore e sulla propria professione. Ora potrà farlo senza essere iscritto. Non c’è alcuna immunità", ha ribadito Nordio, "ma solo il superamento di un automatismo lesivo".

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