Governo Meloni, Gennaro Sangiuliano, dal TG2 al MIC, non si poteva scegliere di meglio.

Nuovo ministro del Governo Meloni alla cultura è il giornalista RAI Gennaro Sangiuliano, direttore del TG2, personalità di spicco nel panorama giornalistico italiano, un cronista che ha vissuto la RAI da redattore ordinario a Direttore del TG2 con il senso dello Stato e del servizio al Paese.

 

di Pino Nano
Sabato 22 Ottobre 2022
Roma - 22 ott 2022 (Prima Notizia 24)

Nuovo ministro del Governo Meloni alla cultura è il giornalista RAI Gennaro Sangiuliano, direttore del TG2, personalità di spicco nel panorama giornalistico italiano, un cronista che ha vissuto la RAI da redattore ordinario a Direttore del TG2 con il senso dello Stato e del servizio al Paese.

 

Da quando Gennaro Sangiuliano è arrivato alla guida del TG2, e ormai c’èra da quattro anni  la sola regola che ha imposto ai suoi uomini, è la “qualità assoluta del prodotto finale”.

Che, tradotto in parole più povere, significa “equilibrio assoluto dell’informazione”. “La mia vera fortuna- confessa- è di aver trovato qui al TG2 una squadra di giornalisti e di tecnici di altissimo valore e profilo professionale, con cui ogni giorno condividiamo un prodotto che sentiamo tutto nostro”. Guai a sbagliare, comunque.

Equilibrio, par condicio, rispetto assoluto delle minoranze, attenzione estrema per la politica, che non significa asservimento al potere, e dosaggio matematico e maniacale di tutto ciò che va in onda.

Ma è questa la regola migliore per chi in RAI ricopre un ruolo di grande visibilità come il suo, e di grande coinvolgimento mediatico come il giornale che dirige.

 Il giudizio è sempre stato unanime, il TG2, diretto da Gennaro Sangiuliano rimane per gli osservatori politici più accreditati del momento il giornale più “libero” e più equilibrato del sistema radiotelevisivo pubblico. Un riconoscimento che viene a Gennaro Sangiuliano dal successo sempre crescente degli ascolti del suo TG che viene preferito dai giovani e che rimane uno dei TG europei più visti e più seguiti. “Tutto questo- si vocifera a Saxa Rubra- in attesa che lasci il TG2 per il TG1”. Ma si tratta solo di indiscrezioni per il momento, in realtà anzicchè andare al TG1 è finito al Ministero della Cultura per il Governo a guida Meloni.

 

 Questa mattina per Gennaro Sangiuliano è stata una giornata fondamentale, alle otto del mattino aveva già due ore di lavoro, aveva già letto i giornali, aveva già impostato la scaletta dei TG del giorno, alle prese anche lui con la grande “abbuffata politica” che segue il dopo elezioni e in questo caso che anticipa le consultazione del Capo dello Stato al Quirinale.

 Dietro il grande successo del suo TG, lo confermano gli ascolti in crescita continua, e lo conferma il gradimento soprattutto dei giovani verso il prodotto che ogni giorno il TG2 manda in onda, c'è la sua storia personale e professionale di grande saggista e di cronista appassionato e sempre sul campo.

 

 Il vero problema di Gennaro Sangiuliano fino a alle 14 di oggi non era tanto battere il TG1, sarebbe solo un problema di tempo, il TG1 accusa un calo di ascolti importante e prima o poi il TG2 potrebbe anche sorpassarlo, ma il vero problema di Gennaro Sangiuliano è la qualità dell'informazione e delle cose che manda in onda, e su questo il vecchio cronista napoletano è integerrimo.

 La sua storia è tutta ancora da raccontare. 60 anni ancora da compiere, un passato scolastico da secchione e da primo della classe, una passione insana per i grandi scrittori, orfano di padre da quando era ancora giovanissimo, un fratello più piccolo e una madre straordinariamente onnipresente nella sua vita, una moglie bellissima, Federica Corsini, giornalista anche lei ma a RAI Parlamento, oggi l’attuale Direttore del TG2, Gennaro Sangiuliano, è senza dubbio, uno dei giornalisti RAI più seguiti, più apprezzati, e forse anche più temuti del grande circolo mediatico italiano e internazionale.

 

 Giornalista opinionista scrittore e saggista, Gennaro Sangiuliano lo è in senso lato davvero, soprattutto per via delle tante esperienze professionali maturate in tutti questi anni sui diversi fronti della comunicazione scritta e parlata, ma anche per via dei tanti saggi storici e politici che portano la sua firma, e che per mesi sono rimasti in vetta alla classifica dei libri di genere più venduti.

Soprattutto le sue biografie storiche, pubblicate tutte dalla Mondadori, da “
Putin. Vita di uno zar”, a “Hillary. Vita in una dinasty americana”, da “Trump. Vita di un presidente contro tutti”, a “Il nuovo Mao. Xi Jinping e l’ascesa al potere nella Cina di oggi”, e ultima della serie in ordine di tempo, appena fresca di stampa, “Reagan. Il presidente che cambiò la politica americana”, non è altro che la vita avventurosa e affascinante del quarantesimo Presidente degli Stati Uniti d’America, appunto Ronald Reagan. Ma prima ancora, sempre per la Mondadori, di lui erano usciti “Una Repubblica senza Patria-Storie d’Italia dal ‘43 ad oggi”, scritto a quattro mani con Vittorio Feltri, “Scacco allo zar: 1908-1910: Lenin a Capri, genesi della rivoluzione”, e prima ancora “Giuseppe Prezzolini: l’anarchico conservatore”, con la prefazione di Vittorio Feltri, opera finalista del Premio Acqui Storia.

 

 Lo abbiamo già raccontato in passato e lo rifacciamo ancora oggi.

Indimenticabile invece, almeno per noi cronisti, l’analisi dettagliatissima che nel 2010, in occasione della morte dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, Gennaro Sangiuliano pubblicò su
Il Giornale, una vera e propria inchiesta esclusiva in cui Sangiuliano ricostruiva l’avallo dato dall’allora presidente Giorgio Napolitano alla richiesta di impeachment nel 1993 dell’ex Capo di Stato Francesco Cossiga, e che in tutto il mondo era ormai conosciuto come il “picconatore d’Italia”.

Fu quella per lui una delle pagine più interessanti della sua carriera di “storico”, allora ancora esordiente, ma era già abbastanza per capire che il giovane cronista aveva già grande dimestichezza con gli archivi di Stato, e aveva soprattutto imparato a dosare i toni della narrazione legata ai grandi segreti istituzionali di quegli anni.

 


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