Sei sicuro di voler sbloccare questo articolo?
Dopo la sconfitta referendaria e le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, la Premier accetta il confronto in Parlamento. Pd, M5S e Azione all’attacco: "Il sistema di potere è crollato, ora la Presidente ci metta la faccia".
Dopo la sconfitta referendaria e le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, la Premier accetta il confronto in Parlamento. Pd, M5S e Azione all’attacco: "Il sistema di potere è crollato, ora la Presidente ci metta la faccia".
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sciolto la riserva e si presenterà in Parlamento per illustrare l’azione del suo esecutivo dopo la tempesta politica scatenata dall'esito del recente referendum.
L'annuncio è arrivato dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha confermato la disponibilità della Premier a seguito delle pressanti richieste delle minoranze.
L’appuntamento, riferiscono fonti di Montecitorio, è già stato formalizzato per venerdì 10 aprile alle ore 9 presso la Camera dei Deputati. Un passaggio che si preannuncia infuocato, con le opposizioni compatte nel chiedere chiarezza sulla tenuta della maggioranza e sulle prossime mosse di un governo apparso scosso dal voto popolare.
Dalle fila del Partito Democratico, la capogruppo Chiara Braga ha ribadito la necessità di un confronto immediato: “Quello che è successo in questi giorni segna una dura sconfitta per il governo. È un dovere della premier quello di confrontarsi in Aula con il Parlamento. Non può sottrarsi nel dare risposte ai bisogni dei cittadini, ci deve dire come intende governare questo Paese”.
Ancor più duro l'attacco di Riccardo Ricciardi (M5S), che ha messo nel mirino la gestione del potere interno alla coalizione: “Meloni venga in Aula. Davvero la presidente del Consiglio e la maggioranza pensano di cavarsela cosi? Davvero il governo pensa di coprire questo sistema di potere? A dimissionare Delmastro e Bartolozzi non è stata Meloni, ma 15 milioni di italiani ed italiane”.
L'esponente pentastellato ha poi rincarato la dose citando le piazze dei giovani: “Voi li avete guardati con disprezzo, con arroganza, ma loro vi hanno detto NO a cominciare dalle piazze contro il genocidio e contro il riarmo”. Anche il fronte centrista e la sinistra di AVS chiedono risposte concrete sui temi economici e sulla stabilità della squadra di governo.
Marco Grimaldi (AVS) ha parlato sprezzantemente di “pulizie di primavera” necessarie dopo il responso delle urne sulla riforma della giustizia, mentre Riccardo Magi (+Europa) ha evidenziato le crepe interne: “La presidente Meloni ieri ha fatto rotolare alcune teste, ma a noi sembra che sia il governo Meloni ad aver cominciato inesorabilmente a rotolare”, ha dichiarato, invitando la Premier a “metterci la faccia”.
Matteo Richetti (Azione) ha infine spostato l'attenzione sull'agenda dei prossimi mesi, chiedendo se l'esecutivo intenda occuparsi dei problemi reali delle famiglie o restare paralizzato: “Giorgia Meloni venga in aula per spiegare cosa accade nel suo governo e cosa intenda fare per il Paese nei prossimi dieci mesi che precedono la campagna elettorale”.
APPUNTAMENTI IN AGENDA