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  • Messina - Giovedì 11 Giugno 2026

Helen Mirren al Taormina Film Festival: "Come può Israele ripetere gli stessi crimini subiti con la Shoah?"

L'icona del cinema internazionale, attesa sul palco del Teatro Antico per il riconoscimento alla carriera, risponde alle polemiche e alle aggressioni verbali subite a Londra. Nel corso dell'incontro con la stampa, la diva britannica riflette sulla memoria dell'Olocausto e sul drammatico scenario in Medio Oriente.

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Le tensioni internazionali e il dibattito sul conflitto mediorientale irrompono nella settantaduesima edizione del Taormina Film Festival.

L'attrice britannica Helen Mirren, presente alla kermesse cinematografica siciliana in veste di ospite d'onore, ha risposto senza filtri alle domande della stampa in merito alle passate accuse di vicinanza al sionismo che le erano state rivolte. La star internazionale ha colto l'occasione per commentare un episodio spiacevole avvenuto tempo fa a Londra, dove era stata bersaglio di pesanti insulti da parte di un manifestante filopalestinese, definendo l'aggressore semplicemente come “uno squilibrato”.

Subito dopo, l'interprete ha espresso parole di durissima condanna per le operazioni militari condotte dal governo di Tel Aviv, istituendo un parallelismo con la memoria storica del popolo ebraico: “Le forze del male sono ovunque, persino in un paese come Israele, dove pensi: Dio mio, questo è ciò che vi è successo come popolo con la Shoah, come potete anche solo pensare di replicare su un altro popolo le stesse azioni che sono state subite dal vostro? Si chiamano crimini contro l’umanità”.

L'artista ha poi voluto contestualizzare il proprio legame di lunga data con quella terra, distinguendo nettamente tra la leadership politica e il tessuto civile e culturale del Paese. Mirren ha ripercorso la propria giovinezza e l'impatto emotivo che la fine del secondo conflitto mondiale ha avuto sulla sua formazione culturale ed etica: “Ho degli amici fantastici in Israele, la comunità artistica e quella intellettuale israeliana sono composte da persone straordinarie. Essendo nata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, sono cresciuta nell’Europa del dopoguerra. La consapevolezza nella generazione dei miei genitori di ciò che era accaduto con l’Olocausto era così profonda, così importante. Di conseguenza, per me la nascita di Israele è stata un momento cruciale, anche se forse è stato fatto nel modo completamente sbagliato e nel posto sbagliato, non lo so. Ma qualcosa doveva succedere dopo l’orrore dell’Olocausto”.

La diva ha inoltre rievocato i suoi primi viaggi giovanili e l'experience diretta vissuta sul campo, che le permise già all'epoca di cogliere i primi segnali di una situazione sociale complessa e problematica, vissuta a ridosso di uno dei conflitti arabo-israeliani più significativi della storia recente: “Ho molti amici ebrei, i miei primi due fidanzati erano ebrei: uno francese e uno inglese. Fu proprio con il mio fidanzato ebreo inglese che andai in Israele per la prima volta e lavorai in un kibbutz. Quindi ho visto la realtà dall’interno. E già allora vidi cose che mi turbarono profondamente. Parliamo di circa sei mesi dopo la Guerra dei Sei Giorni, quindi molto tempo fa”.

L'appuntamento con la celebrazione della carriera dell'attrice è fissato per la serata di domani. La premiazione ufficiale avverrà all'interno del Teatro Antico nel corso di un evento speciale intitolato alla memoria di Anna Magnani, durante il quale il pubblico presente potrà assistere alla proiezione della versione restaurata del capolavoro “Bellissima” diretto da Luchino Visconti, a settantacinque anni esatti dal suo debutto nelle sale cinematografiche.

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