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  • Roma - Martedì 23 Giugno 2026

Il Museo della Scienza apre i suoi tesori nascosti: domenica 28 giugno visita speciale nei depositi

Il Museo della Scienza di Milano apre i suoi depositi il 28 giugno, svelando biciclette storiche, motociclette da record e la Tenda Rossa.

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Per un giorno il pubblico potrà accedere a uno degli spazi più affascinanti e meno conosciuti del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. Domenica 28 giugno l'istituzione milanese aprirà infatti le porte delle proprie Collezioni di Studio, offrendo ai visitatori l'opportunità di scoprire centinaia di oggetti normalmente custoditi nei depositi e non inseriti nel percorso espositivo permanente. L'iniziativa permetterà di esplorare un patrimonio straordinario che racconta oltre due secoli di innovazione scientifica, tecnica e industriale attraverso mezzi di trasporto, reperti storici e testimonianze delle grandi imprese del Novecento.

Un patrimonio nascosto nel cuore del Museo

La visita guidata prenderà il via alle ore 11 e accompagnerà il pubblico alla scoperta di oggetti che raramente possono essere osservati da vicino. Tra biciclette, motociclette, motori storici e reperti tecnici, il percorso offrirà uno sguardo privilegiato sull'evoluzione della mobilità e delle tecnologie che hanno trasformato la vita quotidiana tra Ottocento e Novecento. Le Collezioni di Studio rappresentano infatti il cuore conservativo del Museo, un luogo dove vengono custoditi manufatti di grande valore storico e scientifico che raccontano il progresso industriale del nostro Paese e non solo.

La collezione di motociclette: un secolo di velocità e innovazione

Uno dei nuclei più affascinanti della visita è dedicato alle due ruote a motore. La raccolta comprende circa cinquanta motociclette che documentano l'evoluzione del settore dagli inizi del Novecento fino agli anni del boom industriale. Tra i pezzi più spettacolari spicca la Vespa Piaggio 125 cc da record del 1951, un esemplare unico realizzato con l'obiettivo di conquistare il primato mondiale di velocità sul chilometro lanciato. Caratterizzata da una livrea argentata e da una carrozzeria estremamente aerodinamica, la moto presenta linee molto diverse da quelle della Vespa tradizionale. La particolare conformazione obbligava il pilota a guidare quasi rannicchiato, con il corpo completamente raccolto per ridurre al minimo la resistenza dell'aria.

La sfida tra Vespa e Lambretta che fece la storia

Con una versione quasi identica a quella conservata nel Museo, il pilota Dino Mazzoncini riuscì nel febbraio del 1951 a stabilire un nuovo record di velocità raggiungendo i 171,1 chilometri orari. Pochi mesi più tardi arrivò però la risposta della rivale Lambretta. L'8 agosto dello stesso anno Romolo Ferri superò il primato toccando i 201 chilometri orari e inaugurando una delle rivalità più celebri della storia del motociclismo italiano. Oggi i due scooter da record sono esposti uno accanto all'altro, testimoni di una stagione straordinaria in cui tecnologia, sport e industria contribuirono a costruire il mito della mobilità italiana del dopoguerra.

Dalle origini della bicicletta ai modelli moderni

Ampio spazio è dedicato anche alla storia della bicicletta. La collezione comprende quasi cinquanta esemplari che raccontano l'evoluzione di uno dei mezzi di trasporto più diffusi e rivoluzionari degli ultimi due secoli. Tra gli oggetti più preziosi conservati nelle Collezioni di Studio figura il biciclo realizzato da Pierre Lallement nel 1865, considerato uno dei primi modelli a pedali della storia.

Il biciclo di Pierre Lallement: una rarità del 1865

L'esemplare colpisce immediatamente per il suo aspetto insolito rispetto alle biciclette moderne. Realizzato in ferro e legno, presenta i pedali collegati direttamente alla ruota anteriore e conserva un'impronta fortemente sperimentale. Il vivace colore giallo, le decorazioni eleganti e il peso di quasi quaranta chilogrammi testimoniano un'epoca in cui la bicicletta era ancora un oggetto innovativo, spesso utilizzato come simbolo di progresso e status sociale più che come mezzo di trasporto quotidiano. Osservarlo oggi significa compiere un salto indietro nel tempo alle origini della mobilità individuale.

La Tenda Rossa, simbolo delle grandi esplorazioni polari

Tra tutti gli oggetti custoditi nelle Collezioni di Studio, uno dei più celebri è senza dubbio la storica Tenda Rossa. Si tratta di una delle testimonianze più significative della spedizione al Polo Nord guidata da Umberto Nobile nel 1928 con il dirigibile Italia. Dopo il tragico incidente avvenuto sui ghiacci artici, la tenda divenne il rifugio dei superstiti, che vi trovarono riparo per quarantotto giorni in attesa dei soccorsi.

Un reperto unico sopravvissuto alla tragedia del Dirigibile Italia

La tenda venne letteralmente catapultata fuori dal dirigibile durante lo schianto e rappresenta oggi uno dei pochissimi reperti originali giunti fino ai nostri giorni. Realizzata in seta color avorio dall'azienda milanese Ettore Moretti, presenta una struttura a pianta quadrata e raggiunge un'altezza di circa due metri e mezzo. Per renderla visibile agli equipaggi impegnati nelle ricerche, i naufraghi decisero di colorarla con una sostanza rossa utilizzata durante i voli del dirigibile. Da quel momento la struttura divenne famosa in tutto il mondo con il nome di "Tenda Rossa". Ancora oggi rappresenta uno dei simboli più evocativi delle grandi esplorazioni polari del Novecento e della straordinaria capacità di resistenza umana in condizioni estreme.

Un'occasione unica per gli appassionati di storia e tecnologia

L'apertura straordinaria delle Collezioni di Studio offre dunque un'opportunità rara per conoscere aspetti meno noti del patrimonio del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. Attraverso motociclette da record, biciclette pionieristiche e reperti legati alle grandi imprese dell'esplorazione, i visitatori potranno immergersi in un racconto che attraversa oltre due secoli di innovazione e ingegno umano. Un viaggio tra tecnologia, avventura e memoria che permette di osservare da vicino alcuni dei tesori più preziosi custoditi nel cuore del più importante museo scientifico e tecnologico italiano.

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