Ultim’ora

Primo Piano

  • Prima Notizia 24
  • Roma - Venerdì 7 Agosto 2026

Il Papa in Francia dal 25 al 28 settembre: confermato l'incontro con le vittime di abusi

La Santa Sede ufficializza il programma della visita apostolica di Leone XIV tra Parigi, Metz e il Santuario mariano, dove le opere dell'ex gesuita Marko Rupnik saranno coperte in segno di rispetto.

Condividi questo articolo

Istituzioni, preghiera e un forte segnale sul fronte della trasparenza e della riparazione: è il senso del viaggio apostolico che Papa Leone XIV compirà in Francia dal 25 al 28 settembre.

La Santa Sede ha diffuso il programma ufficiale di una quattro giorni densa di appuntamenti tra Parigi, Metz, Lourdes e Saint-Denis — dove è previsto l'incontro con i giovani allo Stade de France —, articolata in quattordici discorsi, tappe istituzionali all'Eliseo e all'Unesco, momenti di preghiera a Notre Dame e momenti dedicati al dialogo ecumenico e all'accoglienza dei migranti.

Tra gli eventi centrali figurano il colloquio con le vittime di violenze da parte del clero, annunciato dalla Sala Stampa vaticana con largo anticipo: "Durante il suo prossimo viaggio apostolico in Francia, Papa Leone XIV incontrerà in forma privata, alcune persone vittime di abusi nella Chiesa. Le stesse vittime saranno coinvolte nella preparazione di tale momento. Ulteriori dettagli saranno eventualmente forniti successivamente".

L'iniziativa si inserisce nel percorso di ascolto avviato dalla Chiesa francese dopo i dati del report del 2021 della Commissione indipendente, che aveva stimato in 216mila le vittime dal 1950 in poi, sollecitando un cammino di conversione ricordato a suo tempo anche da Papa Francesco di fronte a "una realtà terribile".

Il tema degli abusi toccherà direttamente anche la tappa del Santuario di Lourdes, dove si è deciso di coprire temporaneamente i mosaici firmati da Marko Rupnik, l'ex gesuita a processo canonico per le violenze nei confronti di diverse religiose. "L'obiettivo è duplice" — ha spiegato a La Vie padre Michel Daubanes, rettore del santuario — "Creare un'atmosfera di festa e, allo stesso tempo, nascondere opere ormai inseparabili dal dramma delle aggressioni sessuali commesse da Rupnik".

L'opera, già esclusa dai giochi di luce durante la processione serale, rimane al centro del discernimento avviato dal vescovo di Tarbes-Lourdes, monsignor Jean-Marc Micas, sulla possibilità di una rimozione definitiva.

Parallelamente, emergono nuovi elementi sulla gestione del caso all'interno della Comunità di Loyola. Secondo quanto riportato dal portale Ovs, alcune vittime sarebbero state sollecitate a concedere il perdono all'artista in occasione del Giubileo del 2000. L'ex religiosa Fabrizia Raguso ha dichiarato a riguardo: "Durante la Pasqua del 2000, Ivanka Hosta, la superiora, ci costrinse a scrivere una lettera a Marko Rupnik in cui descrivevamo il nostro rapporto con lui e ciò che ci aveva fatto, per poi perdonarlo. La motivazione addotta da Ivanka era che, in occasione del Giubileo del 2000, dovevamo cercare la riconciliazione".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24

iscriviti alla newsletter PN24

Ricevi aggiornamenti, notizie, direttamente sulla tua casella email iscrivendoti alla newsletter settimanale Prima Notizia 24.

Iscriviti