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  • Roma - Mercoledì 29 Luglio 2026

Il ritorno di Mancini in azzurro, tra mea culpa e ambizioni: "Farò giocare bene l'Italia e i tifosi mi perdoneranno"

Il Ct riparte dal divorzio del 2023 ammettendo gli errori: "Sulla maglia azzurra e con Gravina ho sbagliato". Poi l'obiettivo: "Qualificarci e puntare ai trofei".

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Ricomincia dal mea culpa e dalla promessa di riavvicinare i tifosi la seconda avventura di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale. Il neo commissario tecnico è tornato subito sugli eventi del 2023, ammettendo le proprie responsabilità per le modalità dell'addio e riallacciando il filo con l'ambiente azzurro.

"Cercherò di far giocare così bene la nazionale, cosi' che i tifosi mi perdonino", ha dichiarato Mancini rispondendo a una domanda sull'accoglienza che si aspetta dal pubblico dopo le polemiche di tre anni fa.

"Come mi immagino l'accoglienza dei tifosi? Sono l'allenatore della nazionale, capisco che quando capitano queste cose ci possono essere persone contro. Cercherò di far giocare bene la squadra. Come si cancella il 2023? Io cercherò di mettere in campo una squadra che proverà a fare quanto fatto anni fa, i giocatori ci sono e gli va data fiducia. Cercheremo di giocare bene".

L'apertura della conferenza è stata infatti segnata dalle scuse ufficiali dell'allenatore verso la Federazione e i sostenitori italiani: "La maglia della nazionale è un po' come la donna della vita, se la perdi hai sbagliato qualcosa".

Entrando nei dettagli del passato, il tecnico ha aggiunto: "Anticipo una cosa io riguardo alla mia vicenda di tre anni fa. Allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina. Se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. E' andata così, sono molto dispiaciuto".

Sguardo poi proiettato al futuro e al nuovo contratto quadriennale, con lo scopo di riportare l'Italia ai vertici del calcio mondiale: "Se mi impegno a garantire di andare oltre i 4 anni di contratto? Quando sono arrivato la scorsa volta, sono stato cinque anni che sono tanti, e questo è il ruolo che più mi piace: abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di vincere un trofeo o due e poter rimanere anche dopo. Quando siamo partiti la prima volta, il 90% dei giornalisti riteneva la nostra squadra fosse la settima o ottava in Europa, ma se in quattro anni non abbiamo mai perso vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatto".

Mancini ha infine tracciato la strada verso i prossimi impegni internazionali: "Se l'Italia va al mondiale come dovrebbe, poi diventa una delle squadre da battere. Anche se ci arriva da non favorita, poi siamo pericolosi. Ora dobbiamo formare subito una squadra e arrivare a questo, a qualificarci all'Europeo e al Mondiale".

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