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- Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026
Il Roma Buskers Festival lascia il Porto Turistico di Roma: "È il momento di cambiare rotta"
Dopo sei edizioni e oltre 160mila presenze, la manifestazione dedicata all'arte di strada si prepara a una nuova fase. Il fondatore Andrea Cicini annuncia il trasferimento del progetto e rivendica il lavoro svolto per la valorizzazione del litorale romano.
Dopo sei anni trascorsi sul mare di Ostia, il Roma Buskers Festival si prepara a cambiare casa. La manifestazione internazionale dedicata agli artisti di strada, diventata negli anni uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili del litorale romano, lascerà infatti il Porto Turistico di Roma per intraprendere un nuovo percorso. L'annuncio arriva da Gruppo Matches, l'agenzia che ha ideato e organizzato il festival sin dalla sua nascita, che parla di una scelta maturata dopo anni di investimenti, difficoltà e promesse rimaste senza risposta.
Sei anni di crescita e numeri da record
Il bilancio delle prime sei edizioni racconta una manifestazione che è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante nel panorama nazionale dell'arte di strada. Dal debutto a oggi il festival ha accolto oltre 160mila spettatori, con un picco di circa 30mila presenze registrato nell'ultima edizione. Numeri che si accompagnano a una forte visibilità mediatica, con centinaia di articoli pubblicati in Italia e all'estero e una vasta partecipazione da parte degli artisti internazionali. Ogni anno arrivano centinaia di candidature da decine di Paesi diversi, mentre gli spettacoli proposti hanno contribuito a trasformare il porto di Ostia in un grande teatro a cielo aperto affacciato sul Mediterraneo.
La scelta di lasciare il Porto
A spiegare le ragioni del cambiamento è Andrea Cicini, amministratore delegato di Gruppo Matches e direttore artistico del festival. "In questi anni abbiamo lavorato per valorizzare il Porto Turistico di Roma attraverso progetti culturali, sociali e artistici, tutti gratuiti e aperti alla cittadinanza", afferma. Secondo Cicini, il Roma Buskers Festival è nato subito dopo la pandemia con l'obiettivo di restituire spazi di incontro e socialità alla comunità. Un progetto costruito attraverso investimenti diretti e una forte convinzione nelle potenzialità del territorio. "Abbiamo portato decine di migliaia di persone a Ostia e allo stesso tempo abbiamo fatto conoscere il porto e il litorale in tutto il mondo grazie agli artisti e ai gemellaggi internazionali", sottolinea.
Le difficoltà e le occasioni mancate
Nel suo intervento il direttore artistico non nasconde le difficoltà incontrate lungo il percorso. "Abbiamo partecipato a numerosi bandi e ricevuto molte promesse che non si sono mai tradotte in sostegni concreti", spiega, evidenziando come il festival sia riuscito a crescere nonostante gli ostacoli incontrati negli anni. Una situazione che ha contribuito alla decisione di voltare pagina e immaginare un nuovo futuro per la manifestazione. "La mia collaborazione con il Porto si conclude nel 2026 e con essa si trasferiranno anche i nostri progetti", dichiara Cicini.
Un festival che guarda oltre Ostia
Prima del trasferimento definitivo, il Roma Buskers Festival vivrà una fase di transizione. La settima edizione sarà infatti caratterizzata da un format diffuso, mentre dall'anno successivo la manifestazione troverà una nuova sede stabile. Nel frattempo il progetto continua a espandersi. Solo nel 2025 il festival ha partecipato a iniziative e appuntamenti in oltre 17 città italiane, portando spettacoli e attività di animazione ben oltre i confini del litorale romano. Tra gli eventi più recenti figura anche la partecipazione alla Notte Bianca dell'Eur, dove alcuni artisti selezionati dal festival hanno animato gli spazi della manifestazione.
Il ringraziamento alla comunità
Nel tracciare il bilancio dell'esperienza, Cicini ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare ai cittadini di Ostia, alle associazioni del territorio, ai comitati di quartiere, ai partner e ai volontari che hanno sostenuto l'iniziativa nel corso degli anni. "Le migliaia di persone che hanno partecipato alle nostre edizioni hanno condiviso un'idea di cultura accessibile, inclusiva e aperta a tutti", afferma.
Un legame che, secondo gli organizzatori, resterà uno degli aspetti più importanti dell'esperienza maturata sul territorio.
"Ostia ha bisogno di progetti, non di promesse"
Nel messaggio che accompagna l'annuncio emerge anche una riflessione sul futuro del litorale romano.
"Ostia non ha bisogno di promesse ma di progetti concreti e continuità", sostiene Cicini, convinto che la valorizzazione del territorio passi attraverso iniziative capaci di generare partecipazione e senso di comunità.
Il riferimento è al ruolo che il festival ha cercato di svolgere negli ultimi anni, contribuendo a riportare il nome di Ostia sulle pagine culturali e turistiche nazionali e internazionali.
Il futuro del Roma Buskers Festival
Per il momento gli organizzatori non hanno ancora svelato la sede che ospiterà le prossime edizioni. I dettagli del Roma Buskers Festival 2026 saranno annunciati nelle prossime settimane.
Una cosa però appare certa: il progetto non si ferma. Dopo sei anni trascorsi sul porto di Ostia, il festival è pronto a intraprendere una nuova navigazione.
"Ogni volta che abbiamo avuto il coraggio di andare oltre è nato qualcosa di bello. Oggi spieghiamo le vele per una nuova avventura. La rotta è tracciata", conclude Cicini.
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