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- Roma - Giovedì 4 Giugno 2026
Immigrazione: il Cdm approva il dl per attuare il Patto Ue sull'asilo
Il provvedimento prevede procedure accelerate per specifiche categorie di richiedenti asilo e un potenziamento delle risorse amministrative. Inoltre, introduce riforme nell'ordinamento giudiziario, tra cui il ripristino di modalità più rigorose per l'esame di Stato per avvocati e la creazione di un Gip collegiale per le custodie cautelari, con avvio posticipato al 2027.
Il quadro normativo nazionale in materia di gestione dei flussi migratori e diritto d'asilo si adegua ufficialmente ai nuovi e stringenti parametri deliberati dalle istituzioni comunitarie.
Il Consiglio dei Ministri ha varato lo schema di decreto-legge recante misure urgenti volte a recepire le linee guida del Patto dell'Unione Europea su migrazione e asilo, la cui entrata in vigore ufficiale è fissata per il prossimo 12 giugno 2026.
Come chiarito nella documentazione tecnica e nelle schede riassuntive diramate da Palazzo Chigi al termine della riunione governativa, il testo normativo approvato servirà a “rendere immediatamente operative le procedure di asilo alla frontiera che il diritto dell’Unione rende obbligatorie per determinate categorie di richiedenti”.
L'impatto numerico e amministrativo sugli uffici statali sarà imponente: sulla base dei calcoli e dei tetti massimi annui definiti dalla Commissione europea per ciascuno Stato membro in proporzione alla sua capacità recettiva, l'Italia “dovrà esaminare con procedura di frontiera, nel primo periodo di applicazione compreso tra il 12 giugno 2026 e il 12 giugno 2027, fino a 16.032 domande annue”.
Questo canale d'esame accelerato scatterà in forma vincolante per tre precise tipologie di migranti: i soggetti ritenuti una minaccia per la sicurezza dello Stato, i richiedenti provenienti da nazioni che registrano un tasso medio di riconoscimento della protezione inferiore al 20% e tutti coloro che esibiranno documenti o generalità mendaci.
I tempi di lavorazione dei dossier saranno ridotti ai minimi termini, poiché le istruttorie “devono concludersi entro il termine massimo complessivo di dodici settimane”.
La contrazione cronologica ha spinto l'esecutivo a pianificare un potenziamento delle risorse umane e materiali negli uffici amministrativi e giudiziari coinvolti. Nelle relazioni di Palazzo Chigi viene evidenziata “la necessità per l’ordinamento nazionale di fissare i termini della fase amministrativa e quelli della fase processuale in modo coerente con tale limite massimo” e, di conseguenza, di “apprestare i necessari rafforzamenti per gli uffici amministrativi e giudiziari chye saranno impegnati nella suddetta attività”.
Sotto il profilo logistico, il migrante sottoposto a questo regime speciale non riceverà un automatico permesso d'ingresso nel territorio nazionale, ma sarà obbligato a risiedere temporaneamente in aree dedicate poste a ridosso dei confini esterni: “Ciò comporta la necessità di individuare i luoghi nei quali il richiedente deve permanere durante tale procedura”.
Parallelamente, per blindare l'efficacia dei respingimenti dei profili non idonei, “è necessario introdurre nell’ordinamento interno le disposizioni che consentono l’adozione di decisioni di rigetto di maggiore rigore, con specifico riguardo alle ipotesi di inammissibilità, manifesta infondatezza e ritiro implicito della domanda”, prevedendo inoltre la misura restrittiva del “fermo del soggetto alla frontiera che consente di tenere a disposition lo straniero per un massimo di 72 ore nelle more degli accertamenti sull’identità e la pericolosità dello stesso”.
Accanto al capitolo dei flussi migratori, il provvedimento d'urgenza introduce profonde innovazioni sul versante dell'ordinamento giudiziario e della formazione dei futuri legali. Nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri, il guardasigilli Carlo Nordio ha illustrato con soddisfazione il ripristino delle vecchie e più rigorose modalità di svolgimento dell'esame di Stato per l'abilitazione alla professione forense, recependo le istanze storiche sollevate dagli ordini professionali.
Il ministro della Giustizia ha rivendicato la bontà dell'intervento correttivo per innalzare il livello qualitativo della categoria: “Abbiamo rinnovato il modello di acesso alla professione forense: su richiesta degli avvocati siamo tornati a un vecchio modello di esame professionale che era stato abbandonato anni fa, dequalificando l’accesso alla professione; abbiamo accolto iniziative e suggerimenti del Consiglio nazionale forense per riportare l’esame di abilitazione nei suoi binari originari, con prove scritte e orali di maggiore serietà”.
Nordio ha poi dato conto del recepimento dei dettami europei in materia di tutela della proprietà industriale, affrontando successivamente il tema spinoso dell'entrata in funzione del Gip collegiale — un organo formato da tre giudici a cui sarà demandata la firma sui provvedimenti di carcerazione preventiva, coordinato con l'interrogatorio preventivo dell'indagato — definendolo come una delle misure più garantiste della sua azione ministeriale. La riforma, pensata anche per ridurre la popolazione detenuta nelle carceri grazie a una valutazione più ponderata dei presupposti di custodia cautelare, ha però incontrato insormontabili colli di bottiglia logistici legati alla digitalizzazione del materiale cartaceo, costringendo il ministero a posticiparne l'avvio formale al prossimo anno.
Il Guardasigilli ha rassicurato l'opinione pubblica sul completamento della transizione tecnologica nei mesi a venire: “Oggi il Tribunale del Riesame molto spesso libera le persone incarcerate dal giudice monocratico, devolvendo subito alla collegialità del Gip questa competenza che deve essere coordinata con il principio di presunzione di innocenza dell’imputato: pensiamo che questo possa servire anche alla deflazione della popolazione carceraria. Questa norma ha trovato difficoltà nell’applicazione e nella trasformazione degli atti in via telematica, rendendone in un certo senso impossibile l’attuazione della norma che è stata così rinviata a febbraio 2027: siamo certi che entro quel termine il mio ministero avrà terminato questo percorso, consentendo la giustizia telematica anche per questo organo importante”.
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