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- Milano - Mercoledì 26 Agosto 2026
Inchiesta rider, la Procura di Milano: "I fattorini di Glovo restano sottopagati, vanno assunti"
Il pm Paolo Storari esprime parere contrario alla revoca del controllo giudiziario per Foodinho. L'accusa rileva che il 30% dell'attività non viene retribuito e l'algoritmo rimane opaco. L'Usb chiede l'applicazione immediata del Ccnl Logistica.
Nonostante il piano di adeguamento e gli incrementi tariffari introdotti nei mesi scorsi, la società Foodinho – piattaforma del gruppo spagnolo Glovo – versa ancora in una posizione di illegalità nell'inquadramento e nella remunerazione dei propri lavoratori.
È la posizione formulata dal pubblico ministero di Milano Paolo Storari nel parere depositato contro la richiesta di revoca del controllo giudiziario per caporalato, misura disposta lo scorso febbraio nei confronti della società gestrice di 40mila rider sul territorio nazionale.
Secondo le analisi condotte dai consulenti tecnici della Procura, le correzioni proposte dalla società – tra cui la fissazione di un compenso minimo di 3 euro a consegna e una tariffa oraria lorda di 14 euro – continuano a non remunerare circa il 30% dell'attività effettivamente svolta.
La discrasia nasce dal calcolo del tempo limitato alla sola fase di consegna, escludendo la fase di attesa e di messa a disposizione. I rilievi forniti dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato evidenziano per il solo mese di giugno oltre 342mila ore lavorative non pagate su un campione di 26mila ciclofattorini, pari a circa 13 ore mensili non retribuite per ciascun lavoratore.
La Procura contesta inoltre la qualificazione di lavoro autonomo applicata ai rider, ravvisando le condizioni d'ingaggio del lavoro subordinato sulla base dei poteri di direzione e controllo esercitati mediante il sistema algoritmico.
Nel documento di otto pagine inviato al gip Roberto Crepaldi, la Procura segnala anche un'evasione contributiva stimata in oltre 38 milioni di euro tra il 2022 e il 2024, unitamente a violazioni in materia di sicurezza e tutela della salute sui luoghi di lavoro.
Sul caso si registra l'intervento dell'Unione Sindacale di Base, che ha sollecitato il superamento dei contratti per la prestazione autonoma. "Per noi l'unico inquadramento contrattuale coerente con la natura reale del lavoro dei rider è quello subordinato, con applicazione del Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizione. Non servono nuovi contratti costruiti intorno alle esigenze delle piattaforme, né forme ibride che mantengano il rischio d'impresa sulle spalle dei lavoratori", dichiara il sindacato in una nota.
L'organizzazione sindacale chiede di riaprire i tavoli di confronto istituzionali per garantire retribuzione sull'intero orario di servizio, pieno versamento dei contributi e sorveglianza sulla gestione delle piattaforme digitali. "Il controllo giudiziario su Foodinho non può essere revocato sulla base di qualche correzione formale. Ma soprattutto non può essere il controllo giudiziario a sostituire indefinitamente ciò che Governo e Ministero del Lavoro devono assumersi la responsabilità di fare: riconoscere che dietro l'algoritmo c'è un datore di lavoro e che chi lavora alle sue dipendenze deve avere un contratto subordinato e il Ccnl Logistica", conclude la sigla sindacale.
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