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  • Roma - Mercoledì 26 Agosto 2026

Mao firma il remix di “Wendy”: i Delta V rileggono il presente con un ponte verso gli anni Novanta

La collaborazione tra Mao e i Delta V si rinnova con il remix di "Wendy", un brano che esplora nuove sonorità elettroniche e atmosfere evocative.

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di Ettore Midas

Ci sono collaborazioni che nascono per un singolo progetto e altre che, anche dopo anni, continuano a trovare nuove strade. Quella tra Mao e i Delta V appartiene decisamente alla seconda categoria. Il nuovo capitolo di questa storia è il remix di “Wendy”, brano tratto da In fatti ostili, l'ultimo album della band pubblicato da Universal Music Italia.

Mao prende la canzone e la porta altrove, senza cancellarne l'identità. La nuova versione si muove infatti su coordinate più elettroniche, rarefatte e notturne, con un'impronta quasi cinematografica. La scrittura dei Delta V rimane riconoscibile, ma viene immersa in un paesaggio sonoro differente, più astratto ed evocativo.

Non è, però, un incontro nato in studio per l'occasione. Tra Mao e i Delta V esiste un rapporto che attraversa quasi trent'anni di musica alternativa italiana.

Le strade dei due progetti si erano incrociate già ai tempi di “Psychobeat”, quando Mao firmò testo e interpretazione di “La mia cosa”. Un rapporto proseguito anche sul piano visivo con la sua partecipazione al videoclip de “Il primo giorno del mondo”, insieme ad Angela Baraldi e Garbo.

Erano gli anni in cui la scena alternativa italiana riusciva a trovare spazio anche nella televisione musicale e a raggiungere un pubblico molto più vasto. I Delta V costruivano una propria cifra elegante e sofisticata, mentre Mao diventava uno dei volti riconoscibili di quella stagione, a cavallo tra musica, televisione e cultura underground.

Un dialogo mai completamente interrotto e tornato recentemente anche dal vivo. Durante il tour di presentazione di In fatti ostili, infatti, Mao ha aperto alcuni concerti dei Delta V, riportando sullo stesso palco due percorsi artistici cresciuti parallelamente.

È proprio questa familiarità musicale a rendere interessante la nuova versione di “Wendy”. Più che un semplice remix, quello di Mao appare come una rilettura personale.

Il brano perde parte della propria dimensione originaria per acquistare profondità elettroniche e atmosfere sospese. Il ritmo, gli spazi e il trattamento del suono costruiscono una sorta di scenario urbano notturno, nel quale la canzone sembra procedere per immagini.

Una scelta che trova una naturale prosecuzione nel videoclip ufficiale.

A dirigerlo è Nicolas Fransolet, regista originario di Bruxelles e attivo a Montréal, che ha scelto Tokyo come scenario. La metropoli giapponese diventa così parte integrante del racconto: luci, movimento, strade e solitudini urbane accompagnano la dimensione emotiva della nuova “Wendy”.

Il remix firmato da Mao non arriva da solo. “Wendy” rappresenta infatti l'ultimo tassello di un progetto più ampio che porta alla pubblicazione di “In fatti ostili RMX”, rilettura completa dell'album dei Delta V affidata a differenti artisti e produttori della scena alternativa italiana.

L'idea è quella di far vivere le canzoni una seconda volta, consegnandole ad altre sensibilità musicali e lasciando che ciascuna possa assumere colori, ritmi e atmosfere differenti.

Nel frattempo le strade continuano a muoversi. I Delta V portano In fatti ostili nel tour estivo, mentre Mao lavora al suo nuovo album, del quale ha già lasciato ascoltare alcune anticipazioni proprio durante le serate condivise con la band.

E così “Wendy” finisce per raccontare qualcosa che va oltre un remix: il dialogo tra due storie della musica alternativa italiana che, partite dagli anni Novanta, hanno ancora voglia di incontrarsi e soprattutto di cercare suoni nuovi.

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