
- Prima Notizia 24
- Roma - Martedì 4 Agosto 2026
Inps, via libera alla Naspi per chi si dimette a causa di violenze o stalking
L'istituto equipara la scelta all'involontarietà: il sostegno economico spetta anche se le minacce arrivano da soggetti estranei al lavoro.
Chi si trova costretto a rassegnare le dimissioni per tutelare la propria incolumità fisica e psicologica ha diritto ad accedere alla Naspi.
A chiarirlo è l'Inps attraverso un messaggio ufficiale, specificando come queste situazioni rientrino a tutti gli effetti nella fattispecie di disoccupazione involontaria.
Per l'Istituto, la decisione di interrompere l'attività lavorativa a fronte di abusi non rappresenta un'opzione discrezionale: "Per ogni lavoratrice o lavoratore che subisce tali episodi, la scelta di interrompere il rapporto di lavoro non costituisce una libera decisione, bensì un atto di autodifesa.
La legge e l'Inps riconoscono questa condizione come disoccupazione involontaria, equiparandola a tutti gli effetti alle dimissioni per giusta causa per fatto del terzo, garantendo così il diritto al sostegno economico senza penalità".
La tutela viene estesa indipendentemente dal contesto in cui le minacce prendono forma. Come evidenziato nella nota, infatti, "le violenze e le condotte persecutorie, anche se provenienti da soggetti estranei all'ambiente professionale, possono determinare un'oggettiva impossibilità di proseguire l'attività lavorativa".
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