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  • Giovedì 23 Aprile 2026

Iran, Araghchi: "Usa e Israele responsabili delle conseguenze della guerra"

Teheran blinda Hormuz: "Chiuso finché dura il blocco dei porti". Sequestrate due navi straniere. Oggi vertice Rubio-Libano a Washington.

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"La responsabilità delle conseguenze della guerra ricade su Israele e Stati Uniti". Lo ha affermato con forza il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, definendo Washington e lo Stato ebraico gli "aggressori" nel conflitto scoppiato il 28 febbraio scorso.

Incontrando l’inviato sudcoreano Chang Byong, il ministro Araghchi ha gelato le speranze di una distensione immediata: la riapertura dello Stretto di Hormuz resta "impossibile" finché persisterà il blocco statunitense dei porti iraniani. 

Una linea ribadita dal presidente del Parlamento, Ghalibaf, secondo cui non ha senso parlare di cessate-il-fuoco totale mentre l’economia viene tenuta "in ostaggio".

La tensione è passata dalle parole ai fatti nello Stretto di Hormuz, dove ieri la Marina iraniana ha sequestrato due navi, la Francesca e la Epanamouds, accusate di violazioni marittime. Una terza unità, la Evia, è sotto controllo dei Pasdaran. L’IRGC ha avvertito che agirà "con fermezza" contro ogni iniziativa contraria alle norme di Teheran.

Sul fronte diplomatico, mentre il Pakistan preme per mantenere aperti i canali tra le parti, a Washington si attende il secondo incontro preparatorio tra Libano e Israele guidato dal Segretario di Stato Marco Rubio.

Il presidente libanese Joseph Aoun ha confermato lo sforzo per prorogare la tregua di dieci giorni, mentre la Casa Bianca, tramite la portavoce Caroline Leavitt, ha precisato che spetterà a Donald Trump definire il calendario per la fine delle ostilità, dopo che lo stesso Presidente aveva ipotizzato nuovi round negoziali entro 36-72 ore.

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