
- Prima Notizia 24
- Giovedì 23 Aprile 2026
Inchiesta escort a Milano, Leao rompe il silenzio: "Sono totalmente estraneo"
L'attaccante del Milan: "Non ho commesso reati, tutelerò la mia reputazione".
L’attaccante del Milan, Rafa Leao, prende posizione con fermezza in merito all'inchiesta della Procura di Milano su un presunto giro di escort di lusso che coinvolgerebbe anche alcuni calciatori di Serie A.
Attraverso una nota ufficiale, il portoghese ha voluto smentire categoricamente qualsiasi implicazione personale. “In questi giorni il mio nome, come quello di altri calciatori, è comparso su siti, social e giornali in riferimento a un’inchiesta della Procura di Milano. Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell’inchiesta”, ha dichiarato il calciatore.
Leao ha poi ribadito: “Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato. Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata”.
L'attaccante ha concluso annunciando azioni legali: “Prima che calciatori, siamo persone con una famiglia e una reputazione. Per questo ho già dato mandato al mio legale di tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continuerà a diffondere notizie false o lesive della mia reputazione”.
L'inchiesta, che ha portato ai domiciliari la 38enne Deborah Ronchi, delinea un sistema organizzato tra Milano e Mykonos, mascherato dalla società di eventi Ma.De Milano.
Secondo gli inquirenti, le serate si svolgevano tra locali esclusivi come Ceresio7 e Langosteria Bistrot, oltre a festini privati caratterizzati dall'uso di "gas esilarante" e dalla presenza di ragazze impiegate ufficialmente come “hostess”, ma disponibili per prestazioni sessuali.
Dalle indagini coordinate dalla gip Chiara Valori emergono dettagli su incontri riservati a clienti facoltosi, con versamenti accertati dalla Guardia di Finanza per oltre 450mila euro e un sequestro complessivo di circa 1,2 milioni.
Parte dei flussi finanziari sarebbe transitata dalla società Carpa srl, legata al Pineta Milano. Gli investigatori hanno segnalato il coinvolgimento di almeno altri 25 locali della movida milanese, utilizzati come cornice per l'organizzazione delle serate, pur senza contestazioni dirette ai gestori.
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