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  • Roma - Mercoledì 29 Aprile 2026

Iran, Trump imbraccia il mitra: "Il bravo ragazzo non c’è più". Teheran: "Guerra non finita"

Il Presidente USA pubblica un fotomontaggio armato e ordina il blocco dei porti iraniani. Rial in caduta libera ai minimi storici, mentre l'Italia si prepara a inviare i dragamine nello Stretto di Hormuz.

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La tensione in Medio Oriente non accenna a placarsi nonostante le tregue formali. Il portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia, in un video ripreso da Al Jazeera, ha dichiarato con fermezza: "Noi non consideriamo la guerra finita” nonostante il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, a causa di una mancanza di fiducia. Akraminia ha aggiunto che le sue forze militari stanno rifornendo le scorte e aggiornando le liste di obiettivi.

Parallelamente, secondo il Wall Street Journal, Donald Trump ha incaricato i suoi collaboratori di prepararsi a un blocco prolungato dei porti iraniani. Nel corso di recenti incontri, tra questi un colloquio lunedì nella Situation Room, Trump ha optato per continuare a comprimere l'economia e le esportazioni di petrolio iraniane bloccando le rotte marittime da e verso i suoi porti, valutando le altre opzioni – riprendere i bombardamenti o ritirarsi dal conflitto – più rischiose del mantenimento del blocco.

Il presidente statunitense ha rincarato la dose su Truth: "L'Iran non riesce a darsi una mossa. Non sanno come firmare un accordo non-nucleare. Farebbe bene a svegliarsi presto", aggiungendo un fotomontaggio che lo ritrae con occhiali da sole e fucile mitragliatore imbracciato su uno sfondo di bombardamenti, accompagnato dalla didascalia: "No more Mr. Nice Guy!" ("Il Bravo ragazzo non c'è più"). 

Questa strategia sta affossando la valuta nazionale iraniana, che ha toccato il minimo storico rispetto al dollaro dal 1979: sul mercato nero un dollaro viene scambiato a circa 1,8 milioni di rial, mentre per un euro servono 2,1 milioni di rial. La crisi morde anche il settore produttivo globale: secondo l'International business report di Grant Thornton, l'ottimismo delle PMI mondiali è calato del 6%, con il 51% degli imprenditori che considera le perturbazioni geopolitiche un ostacolo.

Teheran ha risposto scrivendo all'Onu per denunciare "pirateria" e "bullismo" statunitense, con l'ambasciatore Saeed Iravani che ha chiesto di condannare il sequestro delle petroliere M/T Majestic e M/T Tifani.

Anche Ursula von der Leyen è intervenuta al Parlamento europeo avvertendo che "le conseguenze di questo conflitto potrebbero farsi sentire per mesi o addirittura anni a venire", definendo la situazione come la seconda grande crisi energetica in quattro anni.

In questo scenario, l'Italia si dice pronta a intervenire. Il vicepremier Antonio Tajani, a Torino per ‘Obiettivo export’, ha affermato: "Siamo pronti a inviare dragamine della nostra Marina Militare, accompagnate da altre navi della Marina Militare in una missione internazionale europea o delle Nazioni Unite che dovrà garantire in futuro, appena ci sarà il cessate il fuoco duraturo, la libertà di navigazione sullo Stretto di Hormuz”.

Tajani ha spiegato che il governo ha dato "disposizione attraverso l'azione del ministro Crosetto a partecipare, con la Marina Militare a eventuali operazioni internazionali sotto la bandiera dell'Onu, o dell'Unione Europea, per partecipare all'azione sia di sminamento sia di garanzia della libertà di navigazione".

La Marina Italiana è dunque pronta a intervenire come già accade nel Mar Rosso contro gli Houthi o nella missione Atalanta.

Sui fronti caldi, l'IDF ha denunciato nuove violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, abbattendo un drone diretto verso la località di Avivim. Raid israeliani nel sud del Libano hanno causato la morte di due miliziani lunedì sera e, in un attacco separato a Khirbet Selm, sono rimaste uccise due persone, tra cui un soldato libanese.

L'esercito del Libano ha confermato: "Un soldato e suo fratello sono stati uccisi in un attacco israeliano che li ha colpiti nella città di Khirbet Selm, nel distretto di Bint Jbeil, mentre viaggiavano in motocicletta".

Nonostante la violenza, Tokyo ha confermato con ottimismo il transito sicuro di una nave diretta in Giappone nello stretto di Hormuz, definendolo uno "sviluppo positivo".

Sul piano dei diritti umani, l'Onu ha denunciato una stretta repressiva in Iran con almeno 21 esecuzioni e oltre 4.000 arresti dall'inizio della guerra. Infine, parole di conforto sono arrivate da Papa Leone XIV, che all'udienza generale ha salutato i fedeli del Libano e del Medio Oriente ricordando che “il cristiano è chiamato a fidarsi di Dio, soprattutto nei momenti di debolezza e preoccupazione, perché con Lui siamo nella pace e nella sicurezza”.

Sul fronte diplomatico iracheno, l'ambasciata USA si è congratulata con il nuovo premier designato Ali al-Zaidi, auspicando un Paese "libero dal terrorismo" e un futuro di benefici tangibili per americani e iracheni.

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