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  • Roma - Lunedì 8 Giugno 2026

Italia Nostra lancia l'allarme: "Beni culturali e paesaggio sotto attacco". Sit-in a Roma il 18 giugno

Nel mirino le semplificazioni amministrative, il silenzio-assenso e le norme su edilizia e rinnovabili che minacciano il paesaggio. Italia Nostra lancia l'allarme sulla dispersione delle opere d'arte e scende in piazza a Roma per difendere la Galleria Borghese e gli alberi storici.

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di Sabrina Consolini

Un appello forte e senza mezzi termini per difendere il patrimonio culturale e paesaggistico italiano. A lanciarlo è Italia Nostra, che denuncia quello che definisce un progressivo smantellamento del sistema di tutela costruito nel corso del Novecento e consolidato dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Secondo l'associazione, una serie di interventi legislativi e amministrativi starebbe infatti riducendo le garanzie previste dall'articolo 9 della Costituzione, che affida alla Repubblica la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Nel documento diffuso dall'associazione vengono contestate diverse proposte di modifica al Decreto Legislativo 42 del 2004, attualmente all'esame del Parlamento.

Per Italia Nostra tali interventi rischierebbero di compromettere l'unitarietà del sistema di tutela e di ridimensionare il ruolo delle Soprintendenze, considerate il principale presidio dello Stato sul territorio per la protezione dei beni culturali e paesaggistici. Particolare preoccupazione viene espressa anche per alcune recenti disposizioni che, secondo l'associazione, limiterebbero le attività di controllo sulla circolazione delle opere d'arte e dei beni culturali, aumentando il rischio di dispersione del patrimonio e favorendo una crescente apertura alla gestione privata.

Nel mirino finiscono inoltre i provvedimenti riguardanti la rigenerazione urbana, il Testo Unico dell'Edilizia e lo sviluppo degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ritenuti potenzialmente impattanti sulla qualità del paesaggio e del territorio.

Secondo Italia Nostra, uno degli aspetti più critici riguarda il progressivo ridimensionamento del peso delle Soprintendenze nei processi autorizzativi, attraverso procedure di semplificazione amministrativa, il ricorso al silenzio-assenso e la trasformazione di alcuni pareri da vincolanti a semplicemente obbligatori.

Una tendenza che, a giudizio dell'associazione, rischia di alterare l'equilibrio tra competenze statali e locali nella gestione del patrimonio culturale.

L'associazione annuncia quindi una nuova fase di mobilitazione e sensibilizzazione pubblica, con l'obiettivo di coinvolgere organizzazioni civiche, professionisti, enti del Terzo Settore e cittadini in una riflessione sul futuro della tutela del patrimonio italiano. L'appello si inserisce in un più ampio movimento di protesta che culminerà il prossimo 18 giugno con un sit-in previsto a Piazza Capranica, a pochi passi da Montecitorio. 

L'iniziativa, promossa da associazioni e comitati impegnati nella difesa del territorio romano, intende richiamare l'attenzione sulle trasformazioni urbanistiche e sui progetti ritenuti lesivi dell'identità storica e monumentale della Capitale. Tra le questioni al centro della mobilitazione figurano l'ipotesi di ampliamento della Galleria Borghese, la tutela degli alberi storici della città e la richiesta di una revisione delle politiche di gestione del patrimonio culturale.

Per Italia Nostra la sfida non riguarda soltanto la conservazione dei monumenti, ma il modello stesso di sviluppo del territorio. Un confronto che, secondo l'associazione, dovrà necessariamente partire dal rispetto dei principi costituzionali e dalla centralità della tutela come valore fondante dell'identità culturale italiana.

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