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- Roma - Martedì 1 Settembre 2026
Italiani a Berlino, il modello Comites: informazione, diritti e una rete che non lascia indietro nessuno
Dai video dedicati a sanità, lavoro, scuola e fisco alla “Guida Primi passi in Germania”, fino alla collaborazione con sindacati, associazioni e istituzioni tedesche. Il presidente del Comites Berlino-Brandeburgo Federico Quadrelli racconta un sistema di accoglienza che punta a rendere più semplice la vita dei connazionali: «Rappresentare significa ascoltare, creare ponti e costruire soluzioni insieme».
di Demetrio Crucitti
Prima di incontrare il Federico Quadrelli, attuale Presidente del COMITES di Berlino (NELLA FOTO), abbiamo curiosato un po’ sul sito web del COMITES di Berlino e d’intorni e abbiamo trovato delle pillole di accoglienza veramente utili a tutti, visitare per credere, un sistema di accoglienza fatto da interessanti e freschi audiovisivi che accompagnano i nostri concittadini per tutta la durata di permanenza in Germania/Berlino. Una serie di audiovisivi che spaziano dalla sanità, tasse, lavoro, scuola, disabilità e non solo. già presenti sul sito e sui social e prodotti dal 2016, poi un Vademecum del 2022 che raccoglie tutte le associazioni e gli enti italiani presenti in quel territorio, informazioni istituzionali alla portata di un semplice click.
Federico Quadrelli presidente del Comitato degli Italiani all'Estero di Berlino-Brandeburgo. A lui è stato assegnato il Premio speciale dalla Gazzetta Diplomatica nel 2025. A Quadrelli, che è anche vicepresidente regionale del gruppo di lavoro "Migration und Vielfalt" della SPD di Berlino, è stato riconosciuto l'impegno per l'inclusione e il dialogo efficace con le istituzioni tedesche. Lo abbiamo intervistato. Politologo, sociologo e saggista italiano residente a Berlino, eletto alla presidenza del Comites (Comitato degli Italiani all'Estero) della circoscrizione consolare di Berlino e Brandeburgo a fine 2021. Il suo impegno si focalizza sui diritti della comunità italiana in Germania, sull'integrazione, sulla valorizzazione della nuova emigrazione e sulle politiche europee.
Quali sono le priorità attuali del Comites per migliorare l'accesso e le tempistiche dei servizi consolari per la comunità italiana a Berlino e nel Brandeburgo?
“il Comites è un organo di rappresentanza e quindi non interviene direttamente sull'attività del Consolato. Il nostro compito è un altro, ma è altrettanto importante: ascoltare la comunità, raccogliere le segnalazioni e portare le principali criticità all'attenzione delle istituzioni attraverso un dialogo costante con il Consolato. Tempi di attesa, digitalizzazione e accessibilità delle informazioni sono alcuni dei temi sui quali continuiamo a lavorare. Credo che proprio questa capacità di dialogare con le istituzioni, senza sostituirci ad esse, sia uno dei punti di forza del nostro Comites. Rappresentare significa anche costruire soluzioni insieme, nell'interesse concreto dei cittadini.”
Come si sta muovendo l'organismo per supportare i connazionali di nuova immigrazione nella gestione dell’impatto con una diversa burocrazia?
“chi arriva in Germania si trova spesso davanti a una burocrazia complessa e a procedure che non conosce. Per questo vogliamo che il Comites sia sempre più un punto di orientamento, capace di dare informazioni semplici e affidabili e di mettere le persone in contatto con i servizi giusti. Un esempio concreto è la nuova edizione della “Guida Primi passi in Germania”, realizzata insieme agli altri Comites tedeschi e con il sostegno dell'Ambasciata d'Italia a Berlino. La guida raccoglie informazioni su scuola, salute, casa, lavoro, servizi consolari e molti altri aspetti della vita in Germania. Ma dobbiamo fare un passo ulteriore: queste informazioni dovrebbero essere disponibili già prima della partenza. Sarebbe quindi importante che le Regioni italiane mettessero la guida a disposizione sui propri siti web. Informare prima significa evitare errori, ridurre difficoltà e permettere alle persone di arrivare in Germania più preparate.”
Questa è una sfida a cui volentieri parteciperemo e collaboreremo, ma desideriamo con Lei approfondire: : la precarietà e l'accesso al mercato del lavoro tedesco rappresentano spesso uno scoglio per i giovani connazionali. Quali progetti concreti ha avviato o intende avviare il Comites per tutelare i lavoratori italiani?
“per noi la tutela dei lavoratori passa innanzitutto dalla conoscenza dei propri diritti. Un giovane che arriva in Germania deve sapere che tipo di contratto sta firmando, quali sono i suoi diritti, a quale salario ha diritto e come funziona il sistema di formazione e previdenza. Abbiamo già iniziato a lavorare in questa direzione. Abbiamo organizzato un importante evento sulla formazione professionale insieme ai sindacati tedeschi, alla Camera di Commercio di Berlino e a realtà economiche del territorio, e abbiamo realizzato con la Camera di Commercio materiale informativo in italiano su questi temi. Il nostro comunicato sull'evento del 2026 testimonia proprio questa scelta di costruire iniziative insieme alle istituzioni e agli attori tedeschi. È questo, secondo me, il modello che dobbiamo continuare a sviluppare: non limitarci a dare informazioni, ma creare ponti tra la comunità italiana e il sistema tedesco. La tutela passa anche dalla capacità di essere protagonisti, e non semplicemente destinatari, del mercato del lavoro.”
In che modo il Comites collabora con i sindacati tedeschi e le associazioni territoriali per prevenire casi di sfruttamento ed esclusione sociale?
“la collaborazione con sindacati e associazioni è fondamentale perché spesso sono proprio queste realtà a intercettare per prime situazioni di difficoltà, sfruttamento o isolamento. Il Comites non sostituisce i servizi professionali di consulenza e non pretende di risolvere direttamente ogni problema. Può però fare qualcosa di molto importante: creare una rete, facilitare i contatti e indirizzare le persone verso chi ha gli strumenti e le competenze per intervenire. Credo che questa sia una delle funzioni più importanti della rappresentanza: fare in modo che una persona che si trova in difficoltà non rimanga sola e sappia a chi rivolgersi”.
Quali strumenti adotta il Comites di Berlino per incentivare una partecipazione più ampia dei residenti alle attività istituzionali e alle decisioni collettive?
“per noi partecipazione significa innanzitutto ascolto. Non possiamo rappresentare una comunità se non siamo presenti nei luoghi in cui quella comunità vive. Per questo abbiamo cercato di utilizzare sempre di più i canali digitali e gli incontri pubblici, ma soprattutto di uscire da Berlino. Come Presidente ho visitato più volte le comunità italiane di Lipsia, Magdeburgo e Dresda, proprio con l'idea di incontrare anche quei connazionali che vivono lontano dalla capitale. Vogliamo un Comites aperto e rappresentativo: delle nuove generazioni e dei nuovi arrivati, ma anche delle prime e seconde generazioni. Sono comunità con esigenze diverse, ma tutte meritano la stessa attenzione. La rappresentanza, per noi, significa proprio questo: non lasciare nessuno ai margini.”
“Come viene valorizzata la rete associazionistica italiana del Brandeburgo e in quali forme si esprime la sinergia con le altre istituzioni italiane in Germania?
“La rete associativa è una delle nostre risorse più importanti. Le associazioni sono spesso il primo luogo in cui una persona entra in contatto con la comunità italiana e rappresentano quindi un osservatorio privilegiato sui bisogni del territorio. Per questo vogliamo rafforzare il coordinamento tra associazioni, Comites, Consolato e le altre istituzioni italiane, non creando nuove strutture, ma mettendo maggiormente in rete quelle che già esistono. In passato abbiamo anche proposto un progetto per studiare e mappare l'associazionismo nella nostra circoscrizione. Purtroppo, a oggi, non abbiamo ricevuto dal Ministero i fondi necessari per realizzarlo. Ritengo però che uno studio di questo tipo sarebbe molto importante: conoscere meglio la nostra rete associativa significa poter intervenire meglio, capire dove ci sono bisogni scoperti e rafforzare il ruolo della comunità italiana nel Paese ospitante. In questo senso considero anche il Premio Speciale 2025 della Gazzetta Diplomatica, che ho avuto l'onore di ricevere come Presidente del Comites, non tanto come un riconoscimento personale, quanto come un riconoscimento al lavoro che stiamo cercando di portare avanti: rendere il Comites un interlocutore credibile per le istituzioni e, soprattutto, un punto di riferimento concreto per la comunità italiana. È questa, in fondo, la direzione nella quale vogliamo continuare a lavorare.”
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