La Calabria non va mai in ferie - ALLEGATO
Si è innescata, finalmente, la discussione ad ampio raggio sul Dimensionamento Scolastico.
di Demetrio Crucitti
Mercoledì 13 Settembre 2023
Catanzaro - 13 set 2023 (Prima Notizia 24)
Si è innescata, finalmente, la discussione ad ampio raggio sul Dimensionamento Scolastico.

Questo titolo  ha  una risposta immediata, in Calabria non si fa programmazione sul vero stato dei bisogni delle persone, che per  semplicità  raggrupperemo in: alunni,  studenti, di ogni ordine e grado, giovani, disabili, anziani, disoccupati, pensionati, disoccupati e  laureati disoccupati. 

La  Calabria non va mai in ferie  perché le toppe   si cercano dopo che  i buoi scappano dalla  stalla, sempre in emergenza, senza  mai  fare  uno studio  approfondito,  come se fossimo “in area calma”: di programmazione, di rendicontazione e di trasparenza.

Per  aumentare  la  Consapevolezza,  in coerenza  con le leggi  vigenti,  occorre studiare,  pensare, discutere far emergere  i bisogni (ovvero  tendere  ad offrire  agli studenti le stesse  opportunità, con un pizzico di utopia che non guasta mai, indipendente  dal loro luogo di residenza, se si pensassero   alle tecnologie di comunicazione  come mezzo  per  scopi  sociali proseguendo per gradi,   si potrebbe  raggiungere  uno  stadio di soddisfazione dei bisogni più alto), inoltre occorre fare interagire e convergere  le varie  transizioni  in atto proposte  dal PNRR.

Di recente è scomparso Domenico De Masi  sociologo del lavoro  e  primo in Italia negli anni ’70 nell’introduzione  del Telelavoro in una recente  intervista  affermava  che prima del Covid  i telelavoratori in Italia  erano  solo 580.000 mentre  durante  il Covid (quindi emergenza!)  sono passati a 8.000.000 di soggetti, con le varie  modalità  Televavoro o Smart-Working   e  non ci sono  dati invece  sul Telestudio o sulla Telemedicina ecc,ecc.

A  chi non è mai  capitato  di dover  accelerare  le  conclusioni  di un  convegno  perché  gli studenti partecipanti  dovevano  prendere la fatidica corriera,  oppure  vedere  un convegno  essere  rimandato  perché  il personale  dei Comuni, dopo 30 anni e più  ancora  LSU,  quel giorno previsto per il convegno,  in stato di agitazione non prestavano servizio  per gli school-bus. 

Allora  oggi,  settembre 2023 si è innescata, finalmente, la discussione ad ampio raggio sul Dimensionamento Scolastico che è un tema  altamente  sociale, che deve innescare  principi di solidarietà  tra  vari soggetti istituzionali  che  hanno la responsabilità  di offrire agli studenti e a tutti gli operatori del  mondo della scuola  in particolare i docenti  e gli impiegati nonché  a tutti gli operatori  dei Comuni e delle Provincie  le stesse opportunità, il Sindacato  ha un ruolo fondamentale in questo contesto perché  tutti  devono avere, nella consapevolezza  del proprio ruolo, diritto di  controllare  e  fare anche delle proposte. Sul tema del Dimensionamento Scolastico per conoscere lo stato dell’arte, la settimana scorsa,  abbiamo sentito il Vice Presidente  della Giunta  della  Calabria, la prof.ssa  Giusi Princi, che ci ha rilasciato  la seguente dichiarazione, in merito alle note riportate  a mezzo stampa: “
C’è il chiarimento tecnico della DG Iunti  (n.d.r.:  Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale). Le minoranze linguistiche , le aree disagiate, i piccoli borghi possono essere tutelati; è una scelta delle Province/ Città metropolitana che elaborano i piani stabilire quali. Non ci sono deroghe specifiche ministeriali ( infatti quanto letto non parla di parametri numerici) perché non essendoci più parametri minimi o massimi come era previsto in passato( in cui si prevedeva il tetto di almeno 600 da abbassare con deroga minoranze linguistiche ) , sono le province / città metropolitana, sulla base del numero di autonomie assegnato secondo i parametri del ministero, a prevedere quali autonomie salvaguardare e quali no.”

La Vice Presidente
  della  Giunta Regionale  tra le Deleghe ha anche quella dell’ Istruzione coadiuvata dal Dirigente Generale avv. Maria  Francesca Gatto del Dipartimento Istruzione, Formazione e Pari Opportunità e nello specifico  progetto di coordinamento per il Dimensionamento Scolastico 2024/2025 opererà anche la dott.ssa Anna Perani, sempre dello stesso dipartimento.

Allora  se  a  prendere  con responsabilità le decisioni sono la Città  Metropolina e  le Provincie  dovrebbero  pensare a quegli studenti  che  devono prendere  la  corriera,  al ritorno  al proprio comune troveranno disponibili  servizi  che  possono aiutarli  a confrontarsi  con altri  studenti, per esempio esiste una Biblioteca del Comune aperta  pronta ad  accoglierli  per  consentire  loro  un confronto, facilitare l’uso di  videoconferenze  di classe, per esempio, semplicemente da  organizzare e la valutazione dei costi  non deve  essere un problema altrimenti la  Calabria  avrà  sempre dei costi storici  a zero, se non negativi molto spesso  si  sopperisce  con il volontariato dei professori che pagano di tasca loro, o attraverso  schiere di giovani   che sono   impegnati  molto  in progetti  di  Servizio Civile Universale  che  dovrebbero essere  trasmutati in veri posti di lavoro  sanando  una volta per tutte la pianta organica di quell’ente territoriale.

Per la prima volta oggi il Dimensionamento Scolastico  vede  tutti  soggetti  istituzionali, nella consapevolezza  dei rispettivi  ruoli,  con  una  grande  consapevolezza e  un grande  senso di responsabilità nell’ affrontare il Dimensionamento Scolastico  con una  sensiblità  aumentata verso  grandi temi importantissimi, quali: Diritto allo Studio, Riduzione della Dispersione Scolastica, Comuni Montani, Aree Interne  e  Minoranze  Linguistiche.

Alcuni  aspetti si sovrappongono  e  spontanea  sorge  la domanda  come mai  dal 2012  ad oggi  non sono stati sfruttati appieno  i parametri numerici messi a disposizione dalle norme passate?  Come mai non c’e stata una oculata applicazione di servizi  con il primario obbiettivo  di  offrire  il piu’ possibile  agli alunni  e  studenti opportunità identiche  indipendentemente  dal luogo di residenza. 

L’aspetto che non è stato molto preso in considerazione dai vari interventi che si sono susseguiti fino ad oggi è lo studio dell’Istat sulla popolazione scolastica da cui parte il nuovo modello del Ministero dell’Istruzione e del Merito  che  va  a definire  il numero di  Autonomie per singola Regione e si vede un calo della popolazione scolastica drammatica che va per esempio a coinvolgere la natalità e anche lo spopolamento delle aree interne, con molti giovani che stanno lasciando l’Italia. 

Questi  sono i temi da cui partire,   anche perché  il Nuovo Dimensionamento Scolastico  è piu’  difficile  da  applicare  perché  lascia  agli Enti Territoriali  (Città Metropolitana e Provincie, che dovrebbero sentire anche i vari Assessori Comunali in una sinergia Istituzionale  che superi  le appartenenze) margini operativi  piu’  estesi che non la semplice tagliola  del numero  assoluto degli alunni e/o studenti per definire una autonomia,  il problema del Dimensionamento Scolastico   deve  essere  preso in carico   senza  pregiudizi da tutti,  accettando  sia  l’approccio  Bottom up  (esempio  azioni di tutela da parte del Comune di Reggio   Calabria  in particolare l’azione svolta dall’Assessore  Comunale anche alle Minoranze  Linguistiche arch. Lucia Anita Nucera, sulla  Minoranza  Linguistica per la Lingua Greco Calabra), ma da parte di  questi  ultimi  valutare attentamente  anche  l’azione delle istituzioni che operano in modalità  Top-down, per esempio la Giunta  Regionale.  L’incontro e il coordinamento  delle due  modalità  producono nel tempo sicuramente delle sinergie positive.

Restando nel primo tema  citato  dalla  VicePresidente Princi  ovvero quello delle  Minoranze  Linguistiche ( la locuzione  rappresenta  un riconoscimento giuridico dettatto dalla Costituzione  che  attende  anche all’attivazione di tutele giuridiche  che hanno valenza  nel campo dell’Istruzione che dovrebbe valere  anche per le altre Lingue Minoritarie  Arbereshe e Occitano presenti in Calabria)  quale  componente del CdA della Fondazione  Regionale per  la Comunità Grecanica abbiamo sentito  il prof. Pasquale  Casile storico  ed esperto in lingua Greco Calabra e in Neogreco, nonché Vicepresidente dell’ Associazione  Magna Grecia  Pieve Emanuele con sede operativa a Gerace   per  avere  qualche proposta  in merito alle difficoltà  all’insegnamento della Lingua di Minoranza :  “ non si puo’ trasmette una lingua a livello individuale, serve che le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (compresi i licei classici) si attivino con dei percorsi formativi sulla lingua in questione di cui conosciamo  i vantaggi  pedagogici, e creando anche delle  opportunità per i giovani per nuove  figure  professionali  di interpreti, traduttori da  offrire  al settore  dell’editoria, ai servizi della Pubblica Amministrazione, che  dovrebbero essere  attivati  dai Comuni e dalla Città Metropolitana.  Come  dicevo  prima lo studio della Lingua di Minoranza rappresenta una grande opportunità  dal punto di vista pedagogico sull’occupazione dei professori  abilitati,  ma  ha anche una ricaduta sulla conoscenza  della propria identità  territoriale. Vorrei poter  lanciare  una proposta per l’anno scolastico  che  si sta  aprendo ai nostri occhi,  rendere  obbligatorio un viaggio per tutti i licei classici d’Italia  nella Magna Grecia  per  esempio un tour  a valenza culturale che interessi tutta la Calabria in cui  sono presenti  vari  insediamenti greci, basti  pensare Crotone con  Pitagora  che è una  figura mondiale, ma  poco presente  nei circuiti  dei viaggi scolastici".


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