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- Roma - Giovedì 6 Agosto 2026
La politica e la musica piangono Francesco Guccini: cordoglio da Mattarella a Vasco Rossi
Dalle istituzioni ai grandi colleghi della canzone d'autore, il Paese piange il "Maestrone".
L'addio a Francesco Guccini continua a suscitare un'ondata di profonda commozione in tutta Italia, unendo istituzioni, esponenti politici e grandi protagonisti del panorama musicale e culturale nel ricordo del cantautore e scrittore emiliano.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il proprio cordoglio attraverso una nota ufficiale sottolineando il valore della sua opera: “Con Francesco Guccini scomplete un poeta, un musicista, un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza. Ai familiari va il più sentito sentimento di cordoglio”.
Dichiarazioni di profonda stima sono giunte anche dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una nota ufficiale: “Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni”. La premier ha aggiunto: “Conosco a memoria molto dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. “Cirano” e “Cristoforo Colombo” sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale. Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me. Perché non mi appartiene e non mi apparterrà mai l’ideologia: sono una persona libera e la libertà di leggere e ascoltare tutto – al di là delle differenze – sarà sempre la mia bussola”.
Il Sottosegretario alla Cultura, Pietro Cannella, ne ha ricordato l'eredità artistica in una nota inviata alla stampa: “La scomparsa di Francesco Guccini rappresenta una perdita significativa per la musica d’autore italiana. Attraverso la sua produzione artistica, durata oltre sessant’anni, ha lasciato un segno profondo in generazioni di ascoltatori. Alla sua famiglia e ai suoi cari rivolgo sentite condoglianze”.
Dalle opposizioni, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ne ha ripercorso la coerenza e l'impegno civile: “Con la chitarra e con le parole Francesco Guccini ha raccontato le ingiustizie, i sogni, le rabbie e le speranze del nostro Paese. E l’Italia delle province, delle fabbriche, delle partenze e dei ritorni, senza retorica. Non ha mai smesso di stare dalla parte degli ultimi e di dire la verità, anche quando era scomoda. In un tempo di slogan e rumore, ci ha ricordato il valore del pensiero, della memoria, della bellezza. Alla famiglia e a tutte e tutti quelli che gli hanno voluto bene va il cordoglio più profondo mio personale e di tutta la comunità democratica”.
Omaggi accorati sono arrivati anche dagli altri leader politici sui propri profili social. Nicola Fratoianni ha affidato ai social il suo saluto: “Ciao a chi ha saputo cantare dell’anarchia, dell’ideale e anche della disillusione. Delle osterie di fuori porta e dell’Appennino dove risuona la tramontana. Dell’amore e degli abbandoni. Di Eskimo e di Autogrill. Di Amerigo e di Cyrano. Ciao a chi meglio di tutti ha saputo cantare quei giorni di Genova. Ciao a te, maestro, che ci hai accompagnato in tante fasi della nostra vita. Tra la via Emilia e il west. Addio, farewell”.
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha richiamato su Facebook e X le sue composizioni storiche: “La canzone della bambina portoghese. Ma anche Shomèr ma mi-llailah?. E tante altre meno conosciute insieme agli evergreen più famosi. Francesco Guccini se ne va, le sue canzoni restano. Perché sono parte della nostra vita e lo saranno per sempre. La domanda di senso e l’impegno civile, l’amore e la politica: tutto in Guccini acquista profondità e bellezza. Un pensiero ai suoi cari e alla sua Pavana”.
Un ricordo personale è giunto da Romano Prodi tramite una nota: “Ci ha lasciato un grande poeta, un grande musicista e un uomo generoso che tutti noi, con affetto, chiamavamo il ‘maestrone’. Con la scomparsa di Francesco Guccini perdo un amico che solo poche settimane fa sono andato a trovare: mi piaceva chiacchierare con lui e mi mancherà poterlo fare ancora. Le sue canzoni hanno segnato la cultura di intere generazioni, comprese quelle più giovani, perchè Guccini ha saputo trasmettere valori e cultura attraverso la sua musica e i suoi libri. Amatissimo da Bologna, la sua notorietà come musicista e come scrittore non era certo limitata all’Emilia. Una terra che ha fortemente amato e raccontato, con tutta la poesia dei suoi versi che tradivano il grande affetto che lo legava alla sua terra. Il mio pensiero più affettuoso va alla moglie, alla figlia, a tutta la sua famiglia e ai tantissimi che gli hanno voluto bene”.
Sentita la partecipazione degli amministratori locali delle sue terre d'elezione. Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l'assessora alla Cultura Gessica Allegni hanno espresso il cordoglio dell'intero territorio: “Oggi l’Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro. La scomparsa di Francesco Guccini addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione. Guccini è stato uno dei nostri più grandi artisti, cantautore, scrittore, illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le nostalgie delle storie di ognuno. Generazioni sono cresciute con la profondità dei suoi versi a segnare momenti della propria vita e della società attorno, facendosi ispirare dal suo sguardo poetico, fine, impegnato, unico nel cogliere le sfumature, tra sogni, paure, speranze, malinconie, quelle che ci uniscono tutti e tutte”.
Su Instagram, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha voluto ricordarne il legame indissolubile con il borgo pistoiese in cui risiedeva: “Addio a Francesco Guccini. Con profondo dispiacere se ne va una delle voci più autentiche della cultura e della canzone d’autore italiana. Le sue parole hanno raccontato generazioni, dando voce ai valori della libertà, della memoria, della giustizia e dell’umanità. Per la Toscana il suo nome resterà indissolubilmente legato a Pavana, il borgo dell’Appennino pistoiese che ha scelto come casa e che ha trasformato in un luogo dell’anima, rendendolo protagonista di pagine indimenticabili della sua musica e della sua narrativa. Le sue canzoni continueranno ad accompagnarci, perché i grandi artisti non ci lasciano mai davvero: continuano a vivere nelle emozioni che sanno trasmettere. Grazie di tutto Francesco!”.
Il mondo della musica e dello spettacolo si è unito in un abbraccio corale attraverso le reti sociali. Cristiano De André ha dedicato sui suoi profili social un pensiero al legame ideale tra Guccini e suo padre Fabrizio: “Con la scomparsa di Francesco Guccini se ne va una parte fondamentale della storia del cantautorato italiano. Come mio padre, ha rappresentato una voce libera, capace di raccontare il nostro Paese con poesia, impegno civile e spirito di resistenza. La sua è una perdita immensa per la cultura italiana e per tutti coloro che nelle sue canzoni hanno trovato uno sguardo lucido, umano e vero sulla realtà. Ciao Francesco. Che la terra ti sia lieve C.”.
Anche Eugenio Finardi ha sottolineato online la portata storica dell'artista: “Con Francesco Guccini se ne va una delle più importanti figure del dopoguerra italiano. Ha raggiunto Fabrizio, Franco, Pino, Ivan e troppi altri che hanno segnato un’era storica straordinaria per la canzone popolare italiana”.
La Premiata Forneria Marconi ha condiviso un messaggio d'addio sulle proprie pagine social: “Ciao Francesco, un abbraccio grande alla tua famiglia e buon viaggio a te. Sarai sempre qui, anche se in un’altra dimensione. Continua a scrivere!”.
Ad arricchire il tributo della PFM sono arrivate le parole ricche di ricordi di Franco Mussida, affidate alla rete: “Sono uno dei tanti musicisti che hanno incontrato Francesco mentre faceva ciò che forse amava di più: suonare e cantare. Sono quel Franco da lui citato ne “L'isola non trovata”. Quello dell'isola è un tema affascinante e suggestivo per il mondo dell'arte e della Musica in particolare. Anch'io, negli anni della PFM, mi ero confrontato con un'isola, quella de “L'isola di niente”. Ogni isola, si sa, ha qualcosa di speciale nel suo delimitare un territorio. La mia con Francesco fu una di quelle occasioni nate quasi per caso.
Ero stato convocato alla Sax Record, uno studio di registrazione nel quartiere Isola — e anche questa, col senno di poi, sembra una piccola coincidenza — per una sessione con la chitarra acustica. Mi trovai davanti Francesco, per me allora un essere indecifrabile. Accadde tutto in un lampo, in diretta, buona la prima. Tre ore di lavoro e poi via, a registrare altra musica, altri generi. Erano tempi in cui convivevano tanti mondi e generi musicali diversi. C'era chi, come Francesco, con suoni e parole sapeva attraversare il cuore e la mente con riflessioni ispirate, racchiuse in filastrocche costruite su atmosfere country, canzoni da ascoltare a cuore aperto, concetti da passare di bocca in bocca.
Accanto c'erano tante altre tipologie di voci, rauche, soul, e anche tenorili, capaci di scuotere "fisicamente" il sistema emotivo della gente. Ma il lavoro di un musicista è proprio questo: lavorare con le emozioni. E le emozioni non si giudicano, si rispettano.
Con Francesco ci reincontrammo a metà degli anni Novanta. Fu un incontro bello, nel quale ebbi modo di manifestargli tutta la mia stima. Una stima, prima di tutto, umana ed etica. Forse anche per via della mia storia personale ho sempre sentito in Francesco qualcosa di familiare. Sono cresciuto tra una dimensione politica e una religiosa cattolica: distribuivo l'Unità davanti alla chiesa del quartiere e frequentavo l'oratorio, dove incontrai un secondo padre, Don Gianfranco.
Con un po’ di ironia potrei definirmi una sorta di sintesi tra Peppone e Don Camillo. Forse per questo, osservando l'Isola di Francesco, l'ho sempre immaginata come un'isola laica e religiosa al tempo stesso, di cui era custode e governatore. Governatore di un senso di giustizia capace di smascherare l’arroganza dei “furbi di professione”. Un’isola dove vive l'indignazione per il sopruso e soffia il vento di un senso di libertà in cui si esprime il rispetto per le diversità. In cui al posto delle vigne si coltiva l'amore e la compassione per le fragilità dell'uomo, che la sua Musica ha spesso raccontato con sincerità e franchezza. Un'isola utopica che ho sempre percepito senza stato né religione. Mancherai Francesco, eccome mancherai”.
Anche Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri, curatori della mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, lo hanno ricordato sui canali social dello Spazio Gerra di Reggio Emilia: “Oggi è un giorno triste per i tanti che hanno ascoltato e vissuto con i versi di Francesco Guccini. Tra le centinaia, forse migliaia di messaggi a lui dedicati dai visitatori della mostra, molti raccontano di come in alcuni momenti importanti della vita ci fosse un verso di Guccini a cui ritornare per cercare un senso, forse una consolazione. Ci mancherà la sua voce, una delle più autorevoli e profonde, un punto di riferimento per comprendere il nostro presente. In questo momento di lutto, ci uniamo tutti intorno alla famiglia, cui esprimiamo il nostro più sentito cordoglio”.
Accanto a loro, tanti altri colleghi del panorama musicale hanno riempito i social con i loro pensieri. Vasco Rossi ha salutato così il cantautore: “Ciao Francesco. Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato “di moda” ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l’allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la Via Emilia…e Il Roxi Bar. Resterai per sempre nei nostri cuori”.
Gianni Morandi ha rievocato i loro incontri sui propri profili social: “Quando ci incontravamo, aveva sempre storie straordinarie da raccontare, storie di montagna, della nostra Emilia, storie di musica e di vita. Se n’è andato un vero poeta…Ciao Francesco”.
Zucchero Fornaciari, con cui Guccini scrisse la canzone "Un Soffio Caldo", uscita nel 2011 nell'album "Chocabeck" (di cui i due cantanti furono protagonisti anche nel video ufficiale) ne ha citato i versi sui canali web: “Non ti ho mai perduto, con quanto amore, stai soltanto dormendo in fondo al mio cuore”.
Un messaggio di cordoglio è giunto dal profilo Instagram di Antonello Venditti: “Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame! Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione… Mancherai al futuro e a tutti noi! Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra… Antonello”.
Su X, Enrico Ruggeri ne ha sottolineato il coraggio: “Un’altra perdita incolmabile. Ha raccontato emozioni, stati d’animo, speranze, rimpianti, tra anarchia e aspettative. Si è schierato quando farlo era una scelta pericolosa”. Affetto profondo espresso anche da Luciano Ligabue su X: “Ti ho ammirato e ti ammiro sconfinatamente, ma ancora di più ti ho voluto e ti voglio davvero bene”.
Sulla stessa piattaforma, Claudio Baglioni ha rivolto un ultimo saluto: “Addio Maestrone. Porti via con te pezzi di storie di molti. Possano farti compagnia”.
Anche Fabio Fazio ha espresso sempre via X la propria vicinanza: “La scomparsa di Francesco Guccini si porta via un pezzo della nostra vita, del nostro tempo. E’ un dolore grande”.
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