
- Prima Notizia 24
- Venezia - Lunedì 1 Giugno 2026
Lega, Zaia: "Il partito diventi federalista sul modello della Cdu tedesca"
Il presidente del consiglio regionale del Veneto, propone una ristrutturazione interna dei partiti e un miglioramento etico, sottolineando l'importanza di un federalismo che risponda alle diverse esigenze degli elettori e sostiene che la politica debba affrontare temi etici con maggiore libertà di coscienza, come già fatto dal segretario Salvini.
Una profonda ristrutturazione dell'architettura interna dei partiti e un salto di qualità etico che sappia svincolare i grandi temi della vita e della morte dalle rigide logiche della disciplina di scuderia.
È la doppia traiettoria tracciata da Luca Zaia, presidente del consiglio regionale del Veneto, che in una lunga riflessione affidata alle colonne del Corriere della Sera ha analizzato la collocazione strategica del Carroccio e le dinamiche politiche nazionali.
L'esponente leghista ha respinto le indiscrezioni sul suo futuro personale, spostando il baricentro sui bisogni di un elettorato sempre più frammentato: “Da sempre si dicono un sacco di cose su di me. Al momento non ho parlato né chiesto nulla a nessuno. I partiti, cominciando dal nostro, prima o poi dovranno fare la scelta del federalismo interno. Il militante di Campione d’Italia ha bisogni diversi da quello di Canicattì. Dunque un partito che voglia rispondere a tutte le istanze, deve essere federalista. Ho già detto parecchie volte che esiste un modello nato nel 1948 in Germania, che prevede un partito nazionale, la Cdu, con una costola locale bavarese (Csu). Ma è una mia idea, io conto uno. Una riflessione però andrebbe fatta: la Lega oggi è il partito più antico in Parlamento. Una scelta del genere lo trasformerebbe nel più innovativo e più in grado di offrire una scelta interessante anche per i giovani”.
L'analisi dell'ex governatore veneto ha toccato anche i recenti scenari legati ai suoi colloqui privati, a partire dal faccia a faccia con la presidente di Fininvest, un dialogo che ha sollevato diverse speculazioni negli ambienti giornalistici e parlamentari.
Rispetto ai contenuti dell'incontro con Marina Berlusconi, l'amministratore si dice “stupito” che “qualcuno trovi strano che io possa averla incontrata. La conosco da tempo, ho una grandissima stima per suo padre, di cui ritrovo in lei molti tratti. Abbiamo parlato del libro che sto scrivendo, del mio podcast Il Fienile e anche appunto del Paese e dei temi etici. A tavola si parla di tutto. Ma come si dice… Chi è in sospetto è in difetto”.
Un capitolo centrale del dibattito politico imminente riguarderà la riproposizione a Venezia del testo normativo sui diritti dei malati terminali, una materia su cui Zaia rivendica la massima linearità d'azione. L'esponente del Carroccio conferma che voterà “a favore” della legge di iniziativa popolare sul fine vita che fu bocciata nel 2024 che a breve tornerà in consiglio regionale in Veneto. “Ma – aggiunge – tenga presente che due anni fa, quando la legge fu bocciata per un solo voto, io non feci né una riunione né una sola telefonata per fare la conta dei voti”.
La discussione sul biotestamento e sull'assistenza medica al suicidio è attualmente al vaglio anche dei senatori a Roma e, secondo l'amministratore veneto, “su certi temi etici la politica deve fare un salto di qualità. Il fine vita deve essere una no-fly zone: i partiti devono lasciare libertà di coscienza, come peraltro ha fatto il segretario Salvini. Ci sono tanti esponenti politici le cui coscienze non collimano con la posizione del loro partito”.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Prima Notizia 24
















