Leopolda, Renzi contro tutti difende la storia di Italia Viva.

 Seconda giornata di dibattito ieri a Firenze alla grande kermesse di Italia Viva. Renzi protagonista assoluto.

di Gregorio Corigliano
Sabato 20 Novembre 2021
Roma - 20 nov 2021 (Prima Notizia 24)

 Seconda giornata di dibattito ieri a Firenze alla grande kermesse di Italia Viva. Renzi protagonista assoluto.

Giornata quella della Leopolda dedicata al dibattito sulla politica dell'oggi e soprattutto del domani protagonisti con l'immancabile Renzo che ha trascorso la mattinata tra GR1 con Pablo Rogas (assente Paolina Meli)  televisioni pubbliche e private per poi fare da cassa di risonanza al sindaco di Milano, Beppe Sala, al Sindaco di Firenze Dario Nardella e vari altri amministratori al Giurista Cassese ed al magistrato Veneto Nordio, si devono mettere in testa che pur col 2 percento non siamo un partito morto ma un partito le cui idee finiscono per diventare leggi approvate dal Parlamento.

Tra un intervento e l'altro ha rassicurato tutti che la serata, così come è stato, sarà  dedicata alla vicenda dell'inchiesta della magistratura sul presunto finanziamento illecito alla fondazione Open-una riflessione a voce alta-da tutti attesa. 
Un fiume in piena al di là di ogni immaginazione.  Il dibattito era centrato sul ruolo degli amministratori sui giuristi dei magistrati sui temi dei comuni della cybersicurezza (se ne è occupata in un tavolo tematico coordinata dal Senatore calabrese Magorno la coordinatrice di Italia Viva di Cosenza Nunzia Paese) della green economy -peccato non ci fosse Greta Bhumberg- non è mancata l'appassionata alla futura scuola di formazione su Ventotene, a dimostrazione che Italia Viva come ha ben rilevato il Senatore Andrea Marcucci già capo gruppo al Senato che la politica di Renzi è stata sempre di centro sinistra. Le leggi sul terzo settore le unioni civili, la tentata semplificazione del mercato del lavoro.

Tutto questo mentre a pochi Km dalla Leopolda un dibattitto tra Nardella Sindaco di Firenze ed il Ministro Di Maio a proposito del libro “un amore chiamato Politica” del Ministro degli Esteri: se il PD conferma il matrimonio con Conte Di Maio e la destra continua ad avere una trazione sovranista sulla linea Salvini-Meloni è del tutto evidente che c’è una prateria tra chi sta tra René-Europa. trovato il modo di ribadire l’obbligatorietà del vaccino anticovid la Leopolda si è confermata laboratorio di idee, come ha confermato il Presidente della Regione Toscana, Giani.

E che dire delle intercettazioni telefoniche sui sei milioni di procedimenti arretrati, ne hanno parlato Sabino Cassese il presidente dei penalisti italiani Caiazza, poi, atteso ma non nella misura prevista e nei toni immaginati l’intervento – fiume di Renzi seguito da 15 minuti di applausi e di standing ovation.

A volte gridando la propria innocenza a volte ironico a volte duro a volte affabile, Renzi ha spiattellato la sua tesi totalmente contraria agli assunti del PM che è sempre quello delle indagini sul Padre, la Mamma, la Sorella, Il Cognato, di Matteo Renzi. Anche attraverso e nonostante la vicenda “Open” noi facciamo del garantismo il tema fondamentale del nostro futuro politico.

Difenderemo sempre Magistrati e Giornalisti perché fondamentali della qualità della democrazia. Per questo la riforma della giustizia è il primo step di un cammino che deve impegnare tutte le forze politiche, e per l’essenza di uno stato di diritto: il caso Tortora è stato spesso la traccia degli intervenuti senza sorvolare sulle perquisizioni e sul sequestro dei telefonini dei computer- anno girato anche tra le mie mutande- convinti di poter trovare traccia sul finanziamento illecito della politica una conclusione durissima nel corso della quale Renzi ha definito il suo un processo Kafkiano, avrebbero voluto addirittura stringere un cordone sanitario anche Flik che è stato presidente del comitato del NO al referendum mi ha dato ragione di fronte al PM. Male non fare questa la conclusione del leader che ha chiesto un confronto con Prodi, D’alema, Bersani. 
 
Prodi sul Kazachistan e la Cina, D’Alema e Bersani su Telecom, Monte dei Paschi di Siena ed i soldi predi dai Riva per Ilva di Taranto. Insomma Leopolda come guanto di sfida alla politica tout court.
 
 

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