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Il capo della mafia etnea è deceduto nel reparto carcerario dell'ospedale San Paolo di Milano. Condannato all'ergastolo per la strage di Capaci, era al 41-bis dal 1993.
Il capo della mafia etnea è deceduto nel reparto carcerario dell'ospedale San Paolo di Milano. Condannato all'ergastolo per la strage di Capaci, era al 41-bis dal 1993.
Si è spento questo pomeriggio, intorno alle 18:30, Benedetto "Nitto" Santapaola, figura di vertice tra le più potenti e feroci di Cosa Nostra.
Il boss, che aveva 87 anni, è deceduto nel reparto carcerario dell’ospedale San Paolo di Milano, dove si trovava ricoverato pur restando soggetto al regime di carcere duro.
Nato a Catania il 4 giugno 1938, Santapaola è stato per decenni il sovrano assoluto della criminalità organizzata nella Sicilia orientale, distinguendosi per una strategia criminale spietata e per il solido asse di ferro stretto con l'ala stragista dei corleonesi guidata da Totò Riina.
La sua lunga scia di sangue si era interrotta all'alba del 18 maggio 1993, quando i Carabinieri lo scovarono in un casolare nelle campagne di Mazzarrone, mettendo fine a undici anni di latitanza dorata.
Da quel momento, Santapaola non ha più lasciato la cella, accumulando una serie di ergastoli definitivi per il suo ruolo di mandante in innumerevoli omicidi e per il coinvolgimento diretto nella fase esecutiva della strage di Capaci del 23 maggio 1992, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.
Considerato l'alter ego di Riina fuori dalla provincia di Palermo, Santapaola ha rappresentato il volto di una mafia capace di infiltrare l'economia e le istituzioni, mantenendo al contempo una potenza di fuoco militare devastante.
Con la sua morte scompare uno degli ultimi protagonisti principali della stagione delle stragi che ha insanguinato l'Italia negli anni Novanta, portando con sé i segreti di una delle organizzazioni criminali più impenetrabili del secolo scorso.
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