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- Roma - Martedì 21 Luglio 2026
Liste d'attesa, Agenas: 1,6 milioni di prestazioni in più nei tempi, ma 3 milioni di italiani aspettano ancora troppo. Schillaci: "Strada giusta"
Il bilancio dei primi sei mesi del 2026 evidenzia miglioramenti e forti divari tra le Regioni. Il ministro della Salute: "L'importante è garantire gli esami nei tempi".
Le misure sul contrasto alle liste d'attesa iniziano a mostrare i primi segnali positivi, anche se per quasi tre milioni di italiani i tempi d'attesa per accedere a visite ed esami sanitari continuano a superare i limiti previsti. È quanto emerge dal Bollettino sul primo semestre del 2026 redatto dall'Agenas, che evidenzia come le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate abbiano erogato nei tempi di garanzia 1,6 milioni di prestazioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nello specifico, le prime visite mediche effettuate nei tempi stabiliti sono salite al 78,5%, mentre gli esami diagnostici hanno raggiunto l'84,6%.
Accanto ai miglioramenti generali si confermano tuttavia marcate criticità per 2,8 milioni di cittadini rimasti in attesa oltre la soglia massima. Se per le prestazioni urgenti oltre l'80% dei pazienti viene preso in carico nei tre giorni previsti, per le visite di tipo differito o programmato le attese possono superare i sei mesi o persino toccare i 300 giorni.
Permangono inoltre ampie disuguaglianze sul territorio nazionale: nell'erogazione delle visite nei tempi di garanzia la Basilicata si attesta al vertice con il 98,9%, seguita da Marche, Lazio e Veneto sopra il 90%, mentre in fondo alla classifica si posizionano Umbria, Puglia e la Provincia Autonoma di Trento con percentuali inferiori al 64%.
Sulla pubblicazione dei dati è intervenuto il ministro della Salute Orazio Schillaci a margine dell'inaugurazione del nuovo museo dell'Istituto Superiore di Sanità, rivendicando l'impatto dei provvedimenti normativi adottati. "Sulle liste d'attesa credo che la strada che abbiamo intrapreso due anni fa con la legge sia quella giusta e abbiamo instaurato una sana competizione tra le Regioni. Riguardo ai dati positivi, non so dire se siano dovuti ai risultati del servizio pubblico o del privato accreditato. Non faccio distinzioni, perché per i cittadini l'importante è fare gli esami nei tempi stabiliti e non pagare il ticket se sono esenti o pagarlo quando lo devono pagare", ha sottolineato il ministro. Schillaci ha poi concluso focalizzandosi sulle disparità geografiche: "Come sempre il dato che mi piace di meno è questa disuguaglianza nell'offerta e nella presa in carico dei pazienti tra Regione e Regione: su questo bisogna lavorare. Credo però che, finalmente, avere un metodo scientifico, che ho voluto fortemente, per misurare quello che avviene nella sanità pubblica e nelle liste di attesa sia importante perché abbiamo lo strumento che ci permette, se c'è la volontà, di migliorare".
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