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  • Roma - Giovedì 4 Giugno 2026

Lutto nel mondo dell'arte e del fumetto: è morta Marjane Satrapi, celebre autrice di "Persepolis"

 Il suo decesso, annunciato dal suo entourage, è attribuito a una profonda tristezza dopo la morte del marito, Mattias Ripa. Satrapi ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama artistico e nell'attivismo per i diritti civili, con opere che raccontano la sua giovinezza in Iran durante la rivoluzione islamica.

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Il mondo della cultura internazionale piange la prematura scomparsa di una delle sue voci più libere, coraggiose e anticonformiste. All'età di 56 anni si è spenta l'artista, fumettista e regista franco-iraniana Marjane Satrapi, celebre in ogni angolo del globo per aver dato vita a "Persepolis", capolavoro della letteratura disegnata e pietra miliare del cinema d'animazione contemporaneo.

La notizia del decesso è stata diffusa dal suo entourage e ripresa dal quotidiano francese Le Parisien.

Il comunicato ufficiale diffuso dai congiunti e trasmesso all'agenzia di stampa AFP mette in luce il profondo legame affettivo che univa l'autrice al proprio consorte, Mattias Ripa, noto produttore, attore e sceneggiatore cinematografico scomparso l'8 aprile 2025. Nel testo si legge la toccante motivazione intima che avrebbe accelerato la fine dell'illustratrice: “E' morta di tristezza a poco più di un anno dalla scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita”.

Satrapi, che aveva stabilito la propria residenza in territorio francese da circa tre decenni, lascia un vuoto incolmabile sia nel campo delle arti visive sia nel panorama dell'attivismo per i diritti civili.

La parabola artistica di Marjane Satrapi resta indissolubilmente legata alla sua opera più celebre. Nata come serie a fumetti autobiografica e successivamente trasposta in un acclamato lungometraggio d'animazione, "Persepolis" ha offerto una testimonianza lucida e spietata degli anni della giovinezza dell'autrice in Iran, sconvolto dall'avvento della teocrazia. La narrazione descriveva minuziosamente la transizione traumatica della società persiana durante le fasi della rivoluzione islamica, focalizzandosi poi sul doloroso percorso di esilio forzato vissuto dall'autrice all'interno dei confini europei.

La forza dell'opera risiedeva nella capacità di rievocare, attraverso un tratto grafico netto e una potente alternanza di toni drammatici e ironici, i momenti più bui di quel passaggio storico. Le tavole e le sequenze animate davano corpo e voce ai tanti personaggi travolti dall'ondata di arresti di massa, persecuzioni ideologiche ed esecuzioni capitali che caratterizzarono il consolidamento del potere da parte dell'ayatollah Khomeini.

Questo straordinario affresco storico e personale ricevette una consacrazione internazionale unanime, culminata nel 2007 con l'assegnazione del prestigioso Premio della Giuria al Festival di Cannes, rimanendo un punto di riferimento assoluto per la comprensione delle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente.

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