Mafie, a Pierpaolo Farina il Premio Giovanni Falcone 2022
Pierpaolo Farina, sociologo, ideatore e direttore di WikiMafia, è tra i vincitori del Premio Giovanni Falcone 2022. Istituito dalla Fondazione Falcone col concorso “Saperi per la Legalità“, il premio nasce per valorizzare le migliori tesi di laurea e dottorato sul fenomeno mafioso.
di Pino Nano
Venerdì 18 Novembre 2022
Milano - 18 nov 2022 (Prima Notizia 24)
Pierpaolo Farina, sociologo, ideatore e direttore di WikiMafia, è tra i vincitori del Premio Giovanni Falcone 2022. Istituito dalla Fondazione Falcone col concorso “Saperi per la Legalità“, il premio nasce per valorizzare le migliori tesi di laurea e dottorato sul fenomeno mafioso.

“Devo ancora metabolizzare bene quello che è successo, dato che non sono abituato a vincere nulla, tanto meno a vedermi riconosciuto il mio lavoro. Intanto grazie a chi ha giudicato di qualità la mia tesi e a chi mi è stato vicino mentre la scrivevo “.

Questo il primo commento ufficiale alla notizia del Premio che gli è stato conferito da parte dello stesso Pierpaolo Farina, che troviamo sul sito ufficiale di Wiki Mafia di cui lo stesso Pierpaolo Farina è direttore.

Ma chi è Pierpaolo Farina? Sul suo sito personale lui si racconta senza rete.

“Sono nato a Milano poco dopo la mezzanotte del 10 gennaio 1989. Faceva freddo, a quanto pare. E c’era anche parecchia nebbia. Se poi contate che sono pure del segno del Capricorno, potete ben capire che c’erano già allora tutti gli elementi per farmi diventare un perfetto rompiballe. Mi piace la politica, ma vado matto anche per il fantasy, la fantascienza, la letteratura inglese (a parte l’immancabile Shakespeare, il mitico Samuel Coleridge) e italiana (Italo Calvino, Pasolini, Pirandello e molti altri), l’elettronica e l’informatica. Mi piace immortalare cose con la mia macchina fotografica, passione che si è sviluppata da quella per la videocamera e il cinema”.

Non solo questo, dice molto di più: “Adoro cani e gatti, nonostante la mia allergia; sono abbonato agli antistaminici, essendo allergico anche alla polvere.

La tesi premiata verrà pubblicata nei prossimi mesi nella collana “I Quaderni della Fondazione Falcone “, pubblicata dal marchio editoriale “Aracne”, e chi l’ha già letta parla di una straordinaria analisi sociologica e generale sulla penetrazione della mafia nel tessuto milanese e lombardo, “idea” questa che in anni passati veniva sostenuta a piè sospinto da un grande magistrato antimafia come Nicola Gratteri e a cui in molti allora non hanno dato molto peso o comunque il giusto peso.

Pierpaolo Farina – si legge in una nota ufficiale di Wiki Mafia- ha conseguito presso l’Università degli Studi di Milano il titolo di Dottore di Ricerca in Studi sulla Criminalità Organizzata il 13 luglio 2021, con la tesi “Le affinità elettive. Il rapporto tra mafia e capitalismo in Lombardia “.

Attraverso il suo lavoro di ricerca dottorale il direttore di WikiMafia ha proseguito i suoi studi sul rapporto tra mafia e capitalismo, iniziati nel 2012 con la sua prima tesi triennale dedicata alla “tassa mafiosa“, proseguiti poi con la tesi magistrale “Mafia & Capitalism: a love story“, e mai interrotti da allora. Il lavoro di ricerca è stato portato a termine sotto la supervisione del prof. Nando dalla Chiesa. Come dire? La garanzia assoluta di un giudizio severo e al di sopra di ogni sospetto.

La tesi di dottorato di Pierpaolo Farina analizza le cause della crescente 'domanda di mafia' in Lombardia, regione unanimemente considerata la 'locomotiva d’Italia', che può vantare una lunga e importante tradizione civica e imprenditoriale, ma che negli ultimi anni è stata colpita dalle prime condanne per associazione mafiosa di alcuni suoi imprenditori. Recuperando il concetto di «affinità elettive» di Pierre Bourdieu- si legge nella nota ufficiale diffusa da Wiki Mafia-, il lavoro di ricerca ricostruisce le tappe del radicamento mafioso nel tessuto socio-economico, politico e culturale regionale, in particolare nella città di Milano. In una prospettiva diacronica, ha analizzato genesi ed evoluzione del rapporto tra fenomeno mafioso e classe dirigente economica lombarda, attraverso l’approfondimento di vicende significative all’interno della periodizzazione storica adottata («la semina mafiosa», anni ’50-‘60 – «la grande trasformazione», anni ‘70 – «l’ibridazione», anni ’80-‘90 – «la simbiosi», anni Duemila).

Partendo dagli assunti che «la mafia non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano» (di Giovanni Falcone) e che «la vera forza della mafia è fuori dalla mafia» (di Nando dalla Chiesa), la ricerca ha individuato quegli elementi «potenzialmente affini» della cultura imprenditoriale lombarda e ha indagato le cause storicamente rilevanti che hanno permesso alle diverse declinazioni del fenomeno mafioso di divenire, nell’arco di 70 anni, attori sociali quasi-normali dello scenario socio-economico e politico lombardo.

Un lavoro di ricerca importante, dunque, che noi aspettiamo di leggere per intero, ma che apre certamente nel Paese un dibattito apparentemente sopito sulla pervasività e la presenza della mafia in ogni angolo di questo nostro Paese.


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