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  • Roma - Venerdì 31 Luglio 2026

Marco Rizzo lascia DSP "Voglio un'Italia libera, sovrana e giusta"

L'ex coordinatore strappa col partito per le divergenze su sicurezza, migranti e globalizzazione: "La sfida è tra popolo ed élite, punto all'Italia del Domani".

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"Ho deciso di lasciare Democrazia Sovrana Popolare e di rassegnare, con effetto immediato, le mie dimissioni dall’incarico di Coordinatore Nazionale. È una scelta sofferta, ma inevitabile.

Non è più possibile proseguire un percorso comune con chi ha scelto di allontanarsi dal progetto originario, assumendo posizioni ambigue sui processi della globalizzazione liberista, sull’immigrazione incontrollata, sulla sicurezza e sul ruolo dei lavoratori delle Forze dell’Ordine.

Il tema dell’immigrazione e della sicurezza è fondamentale. L’Africa deve essere libera, sovrana, governata dagli africani e non sfruttata da potenze straniere e interessi predatori. Ma l’Italia ha il dovere di tutelare i cittadini italiani, soprattutto le classi più deboli: anziani, donne, bambini, lavoratori e famiglie delle periferie.

So bene che chi affronta questi argomenti rischia di essere etichettato come “di destra”. Non mi interessa. Io non ragiono per etichette, ma per verità politica. Il conflitto reale oggi non è tra destra e sinistra, ma tra popolo ed élite, tra sovranità e globalizzazione, tra chi vuole difendere l’Italia e chi la vuole consegnare a interessi esterni.

Non mi impressionano piccoli numeri riuniti fuori da ogni autentica legittimità politica. Nella storia contano le idee, le prospettive, le traiettorie. E io credo che nei prossimi mesi il quadro politico italiano possa cambiare profondamente. Il mio obiettivo è quello di impedire il declino dell’Italia.

Serve un’Italia sovrana, libera, sicura, giusta. Un’Italia che difenda il lavoro, la produzione nazionale, l’identità del nostro popolo e la pace. Un’Italia non subalterna a Bruxelles, alla NATO, alla finanza internazionale o alle mode ideologiche del momento. Serve un’Italia del futuro. Serve l’Italia del Domani".

Con queste parole, Marco Rizzo lascia il ruolo di coordinatore nazionale per intraprendere una nuova progettualità politica.

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