Matteo Renzi apre la Leopolda, per lui una standing ovation

Davanti ai cancelli della vecchia stazione Fiorentina i sempreverdi aficionados di Renzi, memori dell’ultimo appuntamento di due anni fa.

di Gregorio Corigliano
Venerdì 19 Novembre 2021
Firenze - 19 nov 2021 (Prima Notizia 24)

Davanti ai cancelli della vecchia stazione Fiorentina i sempreverdi aficionados di Renzi, memori dell’ultimo appuntamento di due anni fa.

Tornato a Firenze, dopo l’esperienza vissuta dalla Gruber, dove “non si è parlato di politica, tutt’altro” sono stato assalito: Renzi non dovevi andare! Torna qui, alla Leopolda, perché qui si discute realmente di politiche valorizzando i giovani soprattutto.

Questo l’incipit di Matteo Renzi aprendo i lavori alla Leopolda 11, annunciando che, pur non previsto dal programma, oggi si discuterà di Open con annessi e connessi. Nelle prime battute, alle 21 ha ricordato come molti argomenti discussi qui a Firenze nel corso degli anni sono diventati legge come per esempio il Family Act.

Cita Pier Paolo Pasolini: Non potranno mentire in eterno, dovranno un giorno rispondere alle idee con le idee. Non ha rinunciato, Renzi, di esprimere “solidarietà” a Conte per essere stato privato di una grande postazione in RAI: il TG1. “Potevano dargli almeno Rai Gulp!”. Poi ha fatto salire sul palco cinque giovani della sua scuola di formazione e li ha fatti intervenire per illustrare le loro esperienze politiche di cui si sono detti orgogliosi. Renzi ha poi annunciato l’apertura di “Radio Leopolda” nella prima settimana di Gennaio. Anche in quell’occasione parlerò di quello che è accaduto nel periodo “non collegato” mutuando un termine calcistico. Noi siamo quelli di Ventotene, ha ancora detto Renzi, non dimenticatelo mai, carico come che è più di sempre dopo aver fatto scorrere sul video immagini di Conte che passa la cantonella di presidente del consiglio a Draghi.

Infine la parola a Giovanni MaLagò, presidente del CONI.

Davanti ai cancelli della vecchia stazione Fiorentina i sempreverdi aficionados di Renzi, memori dell’ultimo appuntamento di due anni fa (l’anno scorso la Leopolda non c’è stata causa covid) si sono presentati alle 15, ma immaginando che i cancelli sarebbero stati aperti alle 18. Tre ore di fila che sembravano non passare mai e per giunta, tutti costretti a stare inquadrati e in piedi. Per la verità l’attesa - snervante davvero - è stata ripagata con incontri vari con esponenti di Italia Viva, di coordinatori resistenti, di giovani entusiasti, di politici.

Ad un certo punto - sempre in jeans e camicia bianca - entra lo stesso Renzi che, in attesa dell’intervento, si era fermato a parlare con i giornalisti e con i suoi sostenitori. Centrodestra? “Non si finisce mai di dire idiozie: finiamola di commentare le frasi di Niccichiè, siamo allo sbando”.

Lei è qui per la Leopolda? gli chiediamo, immagino. “Sappia che qui si rivive la passione per la politica, si esprimono riflessioni e idee attorno alla politica e alla società, il coraggio e la passione anche di andare controcorrente per dare risposte alla sempre maggiore complessità del tempo che stiamo vivendo. Eravamo riformisti ieri, ne siamo più convinti oggi. Le esigenze di bisogni collettivi necessitano di risposte complesse ne populiste ne demagogiche.


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