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  • Roma - Martedì 9 Giugno 2026

Medicina di Precisione, S.I.E.M.PRE. rivendica il ruolo pionieristico: "Non si può riscrivere la storia scientifica italiana"

Il presidente Augusto Sannetti richiama il mondo accademico e le istituzioni sanitarie: "Da oltre venticinque anni lavoriamo su questi temi. Serve un confronto realmente inclusivo e rispettoso delle competenze maturate nel Paese".

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di Paolo Rinaldi

C'è una voce che chiede di essere ascoltata e che rivendica con fermezza, ma senza toni offensivi, un primato culturale e scientifico troppo spesso dimenticato. È quella della Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione – S.I.E.M.PRE., che attraverso il suo presidente, il professor Augusto Sannetti, richiama l'attenzione del mondo accademico, delle istituzioni sanitarie e dello stesso Ministero della Salute sulla necessità di riconoscere il contributo fornito da chi, quando ancora la Medicina di Precisione non era divenuta una parola d'ordine della sanità contemporanea, aveva già compreso la portata rivoluzionaria di questo nuovo paradigma.

"La memoria scientifica – osserva Sannetti – non può essere selettiva". Una riflessione che assume il sapore di una rivendicazione, alla luce delle recenti iniziative dedicate alla Medicina di Precisione promosse da AIFA e dalla Fondazione HEAL Italia, dalle quali S.I.E.M.PRE. ha rilevato con rammarico l'assenza di un coinvolgimento della propria comunità scientifica.

Una circostanza che, secondo la società scientifica romana, rischia di generare una rappresentazione incompleta dello sviluppo della Medicina di Precisione nel nostro Paese.

S.I.E.M.PRE. ricorda infatti di essere stata tra le primissime realtà italiane ad affrontare in maniera sistematica i temi della medicina personalizzata, promuovendo già all'inizio del nuovo millennio una visione innovativa fondata sull'integrazione tra genetica, ricerca molecolare, pratica clinica e approccio multidisciplinare. Un impegno che affonda le proprie radici anche nell'esperienza maturata da Augusto Sannetti e da un gruppo di ricercatori italiani nell'ambito dell'International Human Genome Project e successivamente dell'International Human Probiome Project.

Da oltre un quarto di secolo la Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione opera attraverso gruppi di studio multidisciplinari che coinvolgono clinici, ricercatori, accademici e professionisti sanitari nel rigoroso rispetto dei principi di indipendenza scientifica e di assenza di conflitti di interesse. Un patrimonio culturale costruito nel tempo e consolidato attraverso venticinque congressi nazionali consecutivi patrocinati dal Ministero della Salute e dal Ministero dell'Università e della Ricerca, oltre a numerose attività formative e divulgative.
La società collabora inoltre con prestigiose università e istituzioni internazionali, con la Community of Mediterranean Universities, è in cooperazione scientifica con oltre settanta società scientifiche italiane ed è partner strategico della European Society for Clinical Investigation (ESCI).

Da qui la nota critica che emerge dalle lettere indirizzate all'Agenzia Italiana del Farmaco e alla Fondazione HEAL Italia. Non una polemica fine a se stessa, ma la richiesta di un principio che, secondo S.I.E.M.PRE., dovrebbe essere alla base della ricerca scientifica: il pluralismo delle competenze.

"Non si può parlare di stato dell'arte della Medicina di Precisione in Italia dimenticando coloro che hanno contribuito a costruirne le fondamenta", sottolinea il presidente Augusto Sannetti, che invita il mondo accademico e le istituzioni a evitare il rischio di una narrazione autoreferenziale e a promuovere invece un confronto aperto, capace di valorizzare tutte le esperienze maturate nel settore.

La sensazione, espressa con garbo ma senza nascondere una certa amarezza, è che oggi molti soggetti istituzionali abbiano scoperto una disciplina che S.I.E.M.PRE. studia, divulga e promuove da oltre venticinque anni.

Per questo la società scientifica lancia un appello che suona anche come una richiesta di riconoscimento storico e culturale: la Medicina di Precisione italiana non nasce oggi e non può essere raccontata come una storia senza memoria.

Un messaggio rivolto non soltanto alle grandi infrastrutture di ricerca e alle agenzie regolatorie, ma anche al Ministero della Salute e all'intero sistema universitario nazionale, affinché il futuro dell'innovazione sanitaria sia costruito sulla collaborazione e non sulle esclusioni.

Perché, come ricordano dalla Società Italiana Educazionale Medicina di Precisione S.I.E.M.PRE., il progresso scientifico non appartiene a pochi protagonisti, ma è il risultato di un patrimonio collettivo fatto di studio, ricerca, intuizioni e lavoro condiviso. E cancellarne le origini significherebbe impoverire la stessa credibilità della comunità scientifica italiana.

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