
- Prima Notizia 24
- Roma - Sabato 25 Luglio 2026
Noleggio sociale, UN.I.COOP rilancia: «Una linea pilota per sostenere le piccole cooperative del welfare»
Michele De Gasperis, Uniccop, (Nella foto) propone di estendere il noleggio sociale alle piccole cooperative, migliorando l'accesso alla mobilità sostenibile e ai servizi essenziali.
di Andrea Valenti
Estendere il progetto del noleggio sociale anche alle piccole cooperative che ogni giorno garantiscono servizi di assistenza e inclusione nei territori. È la proposta avanzata da Michele De Gasperis, presidente del Dipartimento Sociale di UN.I.COOP., al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo la presentazione del nuovo programma governativo realizzato insieme all'Automobile Club d'Italia.
L'iniziativa dell'Esecutivo, destinata ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 30 mila euro, prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro per favorire il noleggio a lungo termine di autovetture nuove a basse emissioni, con l'obiettivo di rendere più accessibile la mobilità sostenibile e accelerare il rinnovo del parco circolante.
Secondo De Gasperis, il progetto rappresenta un passo significativo nella direzione della mobilità sociale, ma potrebbe essere ulteriormente rafforzato attraverso una sperimentazione dedicata al mondo della cooperazione sociale, senza sottrarre risorse alle famiglie già individuate come beneficiarie.
«La misura proposta dal ministro Urso costituisce un intervento innovativo perché mette insieme sostenibilità, sicurezza e accessibilità economica», osserva De Gasperis. «Accanto a questo strumento, potrebbe trovare spazio una linea autonoma destinata alle piccole cooperative sociali che ogni giorno assicurano servizi essenziali nelle periferie, nei piccoli comuni e nelle aree interne del Paese».
Il presidente del Dipartimento Sociale di UN.I.COOP. ricorda come molte cooperative operino nell'assistenza domiciliare, nel sostegno agli anziani, nell'accompagnamento delle persone con disabilità, nei servizi educativi e nei percorsi di inclusione lavorativa. Attività che richiedono un utilizzo costante degli automezzi e che spesso si scontrano con i costi sempre più elevati di acquisto, gestione e rinnovo del parco veicoli.
«Per queste realtà – sottolinea – l'automobile non rappresenta un semplice mezzo di trasporto, ma una vera infrastruttura del welfare territoriale. È lo strumento che permette agli operatori di raggiungere le persone più fragili, spesso in territori dove il trasporto pubblico è insufficiente o del tutto assente».
La proposta prevede una linea sperimentale limitata e verificabile, riservata alle cooperative sociali di minori dimensioni, selezionate attraverso criteri oggettivi e trasparenti. Tra gli elementi da valorizzare potrebbero figurare il radicamento territoriale, la tipologia dei servizi svolti e l'effettivo impiego dei veicoli nelle attività di interesse generale, con particolare attenzione ai mezzi destinati al trasporto delle persone con disabilità.
Per De Gasperis non si tratterebbe di introdurre un nuovo incentivo generalizzato per il sistema delle imprese, ma di costruire uno strumento mirato a sostenere quelle organizzazioni che rappresentano il presidio più vicino ai bisogni delle comunità locali e che, proprio per le loro dimensioni, incontrano maggiori difficoltà nell'accesso al credito e alle formule tradizionali di noleggio.
L'obiettivo, conclude il presidente del Dipartimento Sociale di UN.I.COOP., è aprire una riflessione sulle possibili sinergie tra politica industriale, transizione ecologica ed economia sociale, favorendo un modello capace di migliorare non soltanto la qualità del parco automobilistico, ma anche l'efficienza dei servizi di assistenza, cura e inclusione garantiti quotidianamente dalle cooperative sul territorio.
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