
- Prima Notizia 24
- Roma - Giovedì 23 Luglio 2026
Medio Oriente: attacco Houthi a petroliere nel Mar Rosso, corrono greggio e gas. Trump e Rubio serrano i ranghi su Teheran
Incrociatori e droni colpiscono navi saudite, mentre gli Usa impiegano il bombardiere B-1 per la dodicesima notte di attacchi in Iran. Tensione alle stelle a Hormuz, Brent oltre i 98 dollari.
Nuova e drastica impennata della tensione in Medio Oriente, dove gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato l'attacco con droni e missili balistici contro due petroliere saudite che avrebbero violato il blocco navale nel Mar Rosso, provocando vasti incendi a bordo.
L'escalation si estende allo Stretto di Hormuz, dove le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno riferito dell'esplosione di una nave e del dietrofront di altri mercantili.
La crisi ha fatto schizzare le quotazioni energetiche sui mercati internazionali, con il Brent arrivato a sfiorare i 99 dollari al barile e il Wti sopra i 90 dollari, mentre ad Amsterdam le quotazioni del gas viaggiano intorno ai 62 euro al megawattora.
Sul fronte militare, gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di raid aerei per la dodicesima notte consecutiva, colpendo depositi di missili, infrastrutture marittime e sistemi di difesa aerea in Iran.
Per la prima volta dall'inizio delle recenti ostilità, il Pentagono ha impiegato un bombardiere strategico supersonico B-1 decollato dal Regno Unito.
Dall'altra parte, Teheran ha rivendicato attacchi con droni contro tre basi statunitensi in Kuwait e l'intercettazione di vettori iraniani nello spazio aereo giordano, minacciando per bocca del generale Seyyed Majid Mousavi di bloccare interamente il transito di greggio a Hormuz qualora Washington colpisca le infrastrutture nazionali.
Resta altissima la pressione politica e diplomatica della Casa Bianca. Donald Trump è intervenuto tramite i social per avvertire che gli Stati Uniti riterranno direttamente responsabile l'Iran per ogni azione compiuta dagli Houthi, dicendosi molto deluso dalle condotte del gruppo yemenita. Il presidente statunitense ha inoltre subordinato il futuro accordo per il nucleare civile con l'Arabia Saudita all'adesione formale di Riad agli Accordi di Abramo.
Sulla postura di Washington è intervenuto con fermezza il Segretario di Stato americano Marco Rubio. Commentando la linea della Casa Bianca a margine del vertice Asean a Manila, il capo della diplomazia statunitense ha spiegato che la politica del presidente Donald Trump nei confronti dell'Iran è "testa per occhio", replicando alle affermazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che aveva parlato di una dottrina di difesa basata sul principio di "occhio per occhio".
Rubio ha inoltre dichiarato che gli Houthi sono stati per lo più intelligenti tenendosi fuori dal conflitto, ma che ora si sono lasciati ingannare dall'Iran prendendo di mira l'Arabia Saudita e le sue navi, augurandosi una de-escalation da parte del gruppo.
In merito allo stato dei negoziati con Teheran, il Segretario di Stato ha aggiunto che l'Iran implora un accordo ma sembra non essere pronto a negoziare, poiché ogni volta che propone un'intesa finisce per romperla o modificarla, concludendo che il prezzo da pagare per l'Iran aumenterà ogni notte finché la leadership non tornerà alla ragione.
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