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- Roma - Martedì 4 Agosto 2026
Medio Oriente, Bessent: "Possibile accordo per la riapertura di Hormuz oggi o domani"
Il segretario al Tesoro USA annuncia la svolta sulle rotte marittime. Intanto si riaccende lo scontro tra Houthi e Arabia Saudita e scoppiano violenti combattimenti nell'ovest della Libia.
Un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz garantendo la "libertà di navigazione" potrebbe essere formalizzato già oggi o domani. Ad annunciarlo è stato il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, in un'intervista rilasciata alla Cnbc.
La dichiarazione del rappresentante statunitense giunge in una fase di forte instabilità nella regione mediorientale, segnata anche dalla ripresa dei raid da parte del movimento yemenita degli Houthi. Il portavoce militare del gruppo, Yahya Saree, ha dichiarato di aver "colpito con successo un obiettivo sensibile appartenente al nemico saudita presso l'aeroporto di Najran utilizzando un drone", specificando che l'azione militare contro la struttura meridionale rappresenta "una risposta alla violazione dello spazio aereo sui governatorati di Saada e Hajjah da parte del nemico saudita tramite droni".
L'attacco degli Houthi s'inserisce nel quadro dell'inasprimento dei rapporti con Riad, seguito alla proclamazione del blocco marittimo e ai blitz contro la flotta saudita. Parallelamente, si registra un'escalation di violenza anche sulla sponda nordafricana. Scontri a fuoco di ingente portata si sono scatenati tra la notte e la mattinata nelle città libiche di Zawiya e Surman, a ovest di Tripoli, provocando morti, feriti e determinando il blocco della principale arteria stradale verso il confine tunisino.
I primi scontri si sono concentrati nella zona di Al Harsha e in prossimità del polo petrolifero di Zawiya, per poi propagarsi verso Surman e coinvolgere l'area del carcere locale, dove l'impiego di armi automatiche e pesanti ha favorito l'evasione in massa di numerosi reclusi, per lo più migranti.
Secondo le ricostruzioni della stampa locale, nei combattimenti sarebbero implicati gli uomini di Mohammed Bahroun, detto Al Far, e i miliziani della 103ma Brigata di fanteria capeggiata da Othman al-Lahab, sebbene non siano giunte conferme formali dalle autorità di Tripoli. La situazione ha spinto i comuni interessati a fermare le attività pubbliche, mentre le organizzazioni di soccorso e la Mezzaluna Rossa hanno sollecitato l'apertura di corridoi umanitari per l'evacuazione dei civili.
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