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- Roma - Lunedì 10 Agosto 2026
Medio Oriente, Jerusalem Post: Netanyahu dà una chance al "Board of Peace" per Gaza
Mentre l'esercito israeliano si posiziona sulla Linea Gialla, la Casa Bianca getta acqua sul fuoco. In Yemen nuovo attacco Houthi con sette morti.
Mantenendo l'attenzione accesa sulle dinamiche diplomatiche e militari della regione, alcune fonti informative rilevano come il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu avrebbe espresso a Jared Kushner la disponibilità a concedere un'opportunità al piano di disarmo di Hamas elaborato dall'amministrazione Trump, mentre le Forze di Difesa Israeliane (Idf) si stanno posizionando in arretramento lungo la Linea Gialla.
Ricostruzioni della testata Jerusalem Post, basate su indiscrezioni di Axios, collocano il colloquio tra Netanyahu e il funzionario statunitense alla scorsa settimana. Sul fronte americano si registra una posizione di sostanziale tranquillità: dalla Casa Bianca è stato fatto sapere che la presidenza "non è preoccupata" dalle dichiarazioni del premier israeliano, aggiungendo la precisazione di un esponente dell'amministrazione: "Comprendiamo le esigenze politiche di Bibi. Non abbiamo problemi al riguardo, purché continui a fare ciò che chiediamo, in particolare per quanto riguarda la limitazione degli attacchi a Gaza".
Sul terreno nella Striscia prevale invece uno scetticismo radicale. Hussam al-Astal, alla guida di una milizia attiva nel sud dell'enclave con il sostegno logistico di Israele, ha espresso forti perplessità al Times of Israel circa la fattibilità della seconda fase del cessate il fuoco, sostenendo che l'organizzazione islamista non accetterà mai di privarsi degli arsenali.
"Non credo che l'accordo andrà in porto. Hamas non consegnerà le armi in suo possesso. Spero che si arrivi a un accordo di cessate il fuoco, ma senza Hamas. Hamas non lo accetterà", ha affermato al-Astal, motivando il suo giudizio con la convinzione che "Hamas sa che se consegnasse le sue armi, non sarebbe più al potere".
In parallelo, la stabilità dell'area viene scossa dalle notizie provenienti dal fronte yemenita. Un comunicato diffuso dal portavoce delle forze governative, il colonnello Majid al-Nuzaili, ha confermato il drammatico bilancio di una serie di attacchi condotti dagli Houthi tramite l'impiego di missili e droni, diretti sia contro postazioni militari che contro infrastrutture civili e centrali elettriche. Le incursioni hanno provocato sette vittime – di cui quattro soldati e tre civili – oltre al ferimento di altre trenta persone.
Le forze armate di Sana'a hanno riferito di aver intercettato e abbattuto undici vettori senza pilota, mentre fonti dell'agenzia Saba indicano tra i bersagli dei droni una centrale solare destinata all'approvvigionamento della città portuale. Da parte loro, gli insorti Houthi hanno rivendicato l'azione sostenendo di aver mirato a depositi d'armi e contingenti militari sauditi dislocati nell'area dello scalo portuale.
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