Medio Oriente: Trump congela i raid alle infrastrutture energetiche per 5 giorni, "colloqui con l'Iran molto buoni". Teheran smentisce: "Nessun dialogo"

Mentre il Dipartimento di Stato sollecita la massima prudenza ai cittadini americani nel mondo, Teheran minaccia il blocco totale delle rotte marittime nel Golfo.

(Prima Notizia 24)
Lunedì 23 Marzo 2026
Roma - 23 mar 2026 (Prima Notizia 24)

Mentre il Dipartimento di Stato sollecita la massima prudenza ai cittadini americani nel mondo, Teheran minaccia il blocco totale delle rotte marittime nel Golfo.

Inaspettato cambio di marcia nelle dinamiche belliche tra Washington e la Repubblica Islamica. Attraverso la piattaforma Truth, Donald Trump ha annunciato una tregua parziale: “Ho dato istruzioni all'esercito statunitense di rinviare tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”.

Il tycoon ha giustificato il provvedimento citando una fase di “conversazioni molto positive e produttive” finalizzate a “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”.

La sospensione, prevista per una durata di cinque giorni, dipenderà dal “successo degli incontri e delle discussioni in corso” che, stando al Presidente, “proseguiranno per tutta la settimana” in virtù del “tenore e il tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive”.

Tuttavia, da Teheran giungono smentite categoriche sulla reale esistenza di un canale diplomatico. L'agenzia Fars sostiene che non vi siano contatti e che la ritirata strategica di Washington sia dovuta al fatto che “l'Iran aveva minacciato di colpire a sua volta le centrali elettriche in tutto il Medio Oriente”.

Sul fronte della sicurezza interna, il Ministero dell'Intelligence ha confermato la cattura di 25 sospetti “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, rei di aver trasmesso dati sensibili alla rete Iran International e di avere “legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”.

La minaccia militare iraniana si è spostata anche sul piano navale. Il Consiglio di difesa ha avvertito che, in caso di assalti ai propri confini marittimi, “qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”. Secondo le autorità locali, “in tal caso, l'intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”.

Nel frattempo, la situazione umanitaria si aggrava: un'incursione aerea USA a Khorramabad ha provocato “sei morti e 43 feriti”, con l'agenzia Isna che segnala che “quattro case sono state completamente distrutte”.

In risposta all'escalation, il Dipartimento di Stato americano ha diffuso un "avviso a livello mondiale" per i propri connazionali, mettendo in guardia sul fatto che “i gruppi che sostengono l'Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all'estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”, precisando inoltre che “le chiusure periodiche dello spazio aereo potrebbero causare disagi ai viaggi”.

Infine, rimane fitto il mistero su Mojtaba Khamenei. Sebbene alcune fonti citate dal Washington Post lo descrivano come “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”, l'intelligence alleata non ha ancora prove definitive della sua reale operatività: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”, riportano fonti israeliane, mentre l'Iran sembra sempre più sotto il controllo dei Guardiani della Rivoluzione.


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