Allarme campagne: Cia sollecita interventi immediati contro il caro carburanti

La Confederazione degli agricoltori denuncia l'inefficacia delle attuali agevolazioni fiscali di fronte all'impennata del gasolio: senza un credito d'imposta strutturale, la produzione alimentare nazionale è a rischio.

(Prima Notizia 24)
Lunedì 23 Marzo 2026
Roma - 23 mar 2026 (Prima Notizia 24)

La Confederazione degli agricoltori denuncia l'inefficacia delle attuali agevolazioni fiscali di fronte all'impennata del gasolio: senza un credito d'imposta strutturale, la produzione alimentare nazionale è a rischio.

Il comparto primario italiano si trova sull'orlo di una paralisi operativa causata dall'insostenibile ascesa dei costi dei derivati del petrolio.

Secondo l'analisi della Cia-Agricoltori Italiani, le recenti manovre governative volte a mitigare i prezzi alla pompa non hanno generato alcun sollievo tangibile per le aziende agricole: la flessione di appena 4 centesimi è stata istantaneamente annullata dai continui rincari di mercato.

L'organizzazione sottolinea con vigore che gli attuali regimi di favore, come l'accisa al 22% e l'aliquota Iva ridotta, risultano del tutto inadeguati per fronteggiare una crisi di portata internazionale alimentata da spinte speculative e instabilità geopolitica.

Per scongiurare il default delle imprese agricole, la Cia reclama una strategia di ampio respiro che coinvolga anche le istituzioni comunitarie, passando dalle promesse di sostegno a erogazioni finanziarie concrete e immediate.

Il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, ha delineato con estrema chiarezza le priorità del settore: "Dopo il Consiglio europeo, di apertura alla linea italiana per misure nazionali urgenti contro il caro-bollette, si passi dalle parole ai fatti anche per il nostro comparto. Serve il credito d'imposta per l'acquisto del gasolio agricolo. C'è un rischio elevato per la continuità produttiva della nostra agricoltura, per la tenuta di imprese e famiglie. Tra i campi e il carrello della spesa, agricoltori e cittadini continuano a pagare il prezzo più alto di una guerra che, ancora una volta, non mette al riparo prima di tutto le popolazioni più coinvolte e la sicurezza alimentare".

La richiesta si focalizza dunque sulla necessità di blindare la continuità delle filiere produttive, evitando che l'esplosione dei costi di gestione travolga i bilanci agricoli e si ripercuota pesantemente sulla spesa alimentare quotidiana delle famiglie italiane.


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