Meloni-Macron, troppi titoli di giornali contro il primo premier donna della Repubblica

Giorgia Meloni si insedia ed è già ridda di giornali e di titoli contro. All’estero la gente non capisce il perché di tanto livore, prima ancora che il Governo dia i suoi primi segnali di vita.

di Rocco Turi
Martedì 25 Ottobre 2022
Roma - 25 ott 2022 (Prima Notizia 24)

Giorgia Meloni si insedia ed è già ridda di giornali e di titoli contro. All’estero la gente non capisce il perché di tanto livore, prima ancora che il Governo dia i suoi primi segnali di vita.

Pessimi titoli colmi di livore verso Giorgia Meloni, nuovo Presidente del Consiglio italiano. Che titolo sarebbe “Meloni, a lezione d’Europa”, dedicato dal solito giornale fazioso, nel suo primo giorno di insediamento? E che titolo sarebbe “Ma questo è femminismo?” che lo stesso quotidiano esibisce con unico scopo di cercare un pelo nell’uovo prima ancora che inizi l’attività del nuovo governo: sono gufi a cui poco importa dell’Italia perché il loro scopo e vedere amici al Governo e cogliere frutti utili per i propri interessi e carriere. E che titolo sarebbe “Meloni è ostaggio di Draghi” oppure “Macron dà a Giorgia lezioni di sovranismo” in un fugace incontro improvviso, avvenuto quasi a sorpresa a Roma.

Per fortuna e presi dalla foga nel criticare e odiare “a prescindere”, i grandi del “giornalismo mondiale” che circolano nelle nostre redazioni non sono stati buoni osservatori delle fotografie pubblicate nei loro stessi giornali, per le quali avrebbero avuto il “destro” di ricamare critiche a tutto spiano. La cosa che realmente colpisce è la stretta di mano fra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, una stretta di mano “molle” del nostro Presidente del Consiglio alla mercé, quasi in potere dell’altro, da cui è possibile trarre una certa comprensibile timidezza “della prima volta”, ma che i giornaloni - nel caso fossero stati capaci di osservare e interpretare correttamente il gesto - avrebbero molto probabilmente parlato di una Giorgia non all’altezza del suo compito. E siccome i grandissimi giornalisti italiani sono avvezzi a cogliere ciò che nessun altro vede, essi avrebbero preso il tenero gesto quale occasione di dilungarsi e insistere con altri argomenti sull’incapacità della Meloni nell’affrontare da succube i grandi problemi europei e mondiali che l’aspettano.

In questi giorni il nostro nuovo Presidente del Consiglio ha già dimostrato le sue capacità radendo al suolo per la prima volta quel Silvio Berlusconi che ha sempre cercato di essere primo della classe, ma questa volta non vi è riuscito. Giorgia Meloni dovrà solo superare i gesti simbolici come quello di una stretta di mano. Proprio da una stretta di mano si capisce la personalità di chiunque. Una stretta di mano molle e poco sicura è sintomo di ansia; nella fattispecie dell’incontro fra Meloni e Macron è ansia giustificata per essere stata prima volta. Ma da oggi in avanti, Giorgia Meloni guardi in volto il suo interlocutore, gli stringa la mano con decisione in modo che anche i muscoli del braccio partecipino al gesto con adeguata energia, magari faccia oscillare la sua mano accompagnando tre volte quella del suo interlocutore, ma sia lei a guidare il gesto. Anche i gesti del corpo vogliono la loro parte.


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