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- Roma - Venerdì 31 Luglio 2026
Migranti, crisi a Ceuta: l'Italia sospende Schengen con la Spagna, oltre 48 mila persone rimpatriate, 57 morti
Il Ministero dell'Interno dispone il blocco delle frontiere marittime e aeree con Madrid e concorda con la Francia il rafforzamento dei controlli terrestri.
Il Ministero dell'Interno italiano ha disposto la sospensione dell'accordo di Schengen con la Spagna, ordinando la chiusura delle frontiere marittime e aeree con il Paese iberico. La misura drastica è stata definita durante il Comitato Analisi sull'Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere presieduto dal ministro Matteo Piantedosi al Viminale, a margine di costanti contatti con la premier Giorgia Meloni.
Contestualmente, a seguito di un colloquio tra Piantedosi e l'omologo francese Laurent Nuñez, Italia e Francia hanno condiviso l'opportunità di un rafforzamento immediato delle verifiche lungo il confine terrestre tra i due Paesi, attivando anche la Fuerza di intervento rapido per effettuare controlli approfonditi.
La decisione giunge mentre l'enclave spagnola di Ceuta, in Marocco, fa i conti con un'ondata senza precedenti di circa 60mila ingressi irregolari registrati nelle ultime ore — pari al 70% della popolazione locale —, che ha spinto le autorità a sospendere persino le feste patronali.
Secondo fonti del ministero dell'Interno di Madrid, la macchina dei respingimenti ha già riportato in territorio marocchino oltre 48.300 persone (circa il 75% degli arrivi), con ritmi di uscita arrivati a toccare i 150 transiti al minuto.
Resta drammatico il bilancio delle traversate a nuoto: i corpi recuperati in mare dalle forze di polizia sono saliti ad almeno 57, a fronte dei 43 riscontrati nelle ore precedenti.
L'emergenza ha provocato un duro scontro diplomatico e politico. Il premier spagnolo Pedro Sanchez, giunto a Ceuta assieme al ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, ha parlato di "un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna", chiedendo di "recuperare al più presto la normalità".
Sanchez ha addossato la responsabilità della crisi alle organizzazioni criminali: "I responsabili sono le mafie", accusate di aver diffuso "come polvere da sparo attraverso le reti" un'interpretazione di comodo di una recente sentenza della Corte Suprema che vieta i respingimenti di chi entra a nuoto.
Per fermare il flusso, Madrid ha annunciato l'installazione di una barriera fisica di boe lungo il frangiflutti e l'applicazione rigida degli accordi bilaterali di rimpatrio con Rabat.
Netta la posizione degli Stati Uniti, il cui Dipartimento di Stato ha accusato Madrid di "sforzi deliberati volti a consentire e facilitare l'immigrazione illegale di massa in Europa", schierandosi a fianco degli europei "contro questa violazione della sovranità e dei diritti umani".
Sulla vicenda è intervenuto con durezza anche il presidente Donald Trump, definendo l'accaduto una "catastrofe" e un'"invasione": "È terribile. Ricordatevi questa immagine. Tra tre anni saremo noi così, se dovesse andare al potere la parte sbagliata", ha affermato a Fox, attribuendo la crisi a "leggi deboli, cattiva gestione e norme molto liberal". Commenti analoghi sono arrivati dai funzionari della Casa Bianca Stephen Miller e Steven Cheung.
Parallelamente, dall'entourage del Cremlino è arrivato il commento dell'inviato speciale russo Kirill Dmitriev, che su X ha accostato l'afflusso di migranti al sacco di Roma: "Barbari alle porte: 410 d.C. versus oggi", citando il dipinto "Distruzione" di Thomas Cole.
Dall'Unione Europea, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato che "le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili", sollecitando "rimpatri rapidi", mentre il commissario agli Affari Interni Magnus Brunner e fonti comunitarie hanno precisato che i controlli alle frontiere esterne di Ceuta restano operativi e non si registrano spostamenti interni verso il continente.
Sollecitazioni a Rabat sono giunte dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha chiesto di "riaccogliere immediatamente i migranti irregolari". Per conto di Bruxelles, l'ex alto rappresentante Josep Borrell ha però criticato la mossa italiana sostenendo che "nessuno Stato membro può sospendere unilateralmente la partecipazione di un altro a Schengen".
Sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico, la tensione resta alta anche nella vicina Melilla, dove la frontiera di Beni-Enzar è stata temporaneamente chiusa dopo tentativi di sfondamento da parte di circa 400 persone per "effetto emulazione". Durante gli scontri ai valichi di confine a Fnideq e Nador, segnati da lanci di pietre contro gli agenti, la polizia marocchina ha tratto in arresto circa 30 persone.
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