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  • Milano - Giovedì 4 Giugno 2026

Milano: arrestato insegnante della Scuola Militare "Teuliè", è accusato di abusi sessuali, concussione e maltrattamenti su allievi

Le indagini, condotte dalla magistratura milanese e dai Carabinieri, hanno rivelato un ambiente scolastico degradato, caratterizzato da un sistema oppressivo che ha costretto gli allievi a vivere in condizioni di assoggettamento psicologico. L'operazione è avvenuta con la massima riservatezza per tutelare le vittime.

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Un grave scandalo giudiziario scuote i vertici e la storica reputazione della Scuola Militare "Teulié" di Milano, uno dei centri di formazione giovanile più noti e rigorosi del Paese: un docente in servizio presso la struttura di corso Italia è stato privato della libertà personale e sottoposto a un provvedimento di arresto in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Le imputazioni formulate a suo carico dalla magistratura milanese spaziano dai reati di violenza sessuale aggravata alla concussione, fino ai maltrattamenti continuati.

Le condotte illecite, stando a quanto finora emerso dal fascicolo degli inquirenti, sarebbero state perpetrate in modo reiterato ai danni di una pluralità di studenti iscritti ai corsi dell'istituto.

L'attività investigativa, coordinata dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e dalla sostituta Alessia Menegazzo, è stata condotta sul campo con la massima riservatezza dagli specialisti dell'Arma dei Carabinieri assegnati alla sezione di Polizia giudiziaria.

Gli accertamenti tecnici e le audizioni protette avrebbero permesso di portare alla luce un quadro ambientale profondamente degradato e tossico all'interno delle mura scolastiche.

Oltre ai singoli episodi di violenza, anche sessuale, gli investigatori contestano all'insegnante la creazione e il mantenimento di un vero e proprio sistema oppressivo, caratterizzato da una costante condizione di assoggettamento e sudditanza psicologica a cui venivano costretti i giovani allievi.

Il lavoro dei Carabinieri si è concentrato sulla ricostruzione quotidiana delle dinamiche relazionali tra il docente e le sue vittime. Secondo le risultanze d'indagine, l'indagato sfruttava la propria posizione di superiorità gerarchica e didattica per imporre la propria volontà, trasformando le ore di lezione e i momenti di contatto con gli studenti in occasioni di sistematica vessazione.

Il quadro probatorio descrive un campionario di sopraffazioni fisiche e morali, accompagnate da ripetute umiliazioni verbali volte a minare l'autostima dei ragazzi e a isolarli, impedendo loro di trovare la forza di denunciare i fatti ai superiori o alle famiglie.

Il blitz dei militari dell'Arma ha interrotto quella che i magistrati consideravano una situazione di imminente pericolo per l'incolumità e la salute psichica dei minori coinvolti.

Le indagini della Procura milanese proseguono ora a ritmo serrato per chiarire se vi siano stati altri episodi analoghi, per verificare eventuali coperture o omissioni all'interno dell'istituto e per perimetrare con esattezza il numero complessivo delle persone offese da questa prolungata catena di abusi.

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