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Il generale sarebbe stato corrotto con 22mila euro, borse di lusso, noleggi auto, biglietti per lo stadio Olimpico e per la Scala.
Il generale sarebbe stato corrotto con 22mila euro, borse di lusso, noleggi auto, biglietti per lo stadio Olimpico e per la Scala.
Il generale dei Carabinieri Oreste Liporace e l'imprenditore Ennio De Vellis sono stati posti agli arresti domiciliari con le accuse di traffico di influenze illecite, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione e turbata libertà degli incanti.
Le misure cautelari sono scattate nell'ambito di un'indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dalla Procura di Milano, che si sono concentrati su illecite concessioni di fondi e appalti pubblici, in cambio di soldi e altre utilità e tramite la concertazione dei soggetti economici che hanno partecipato, in via fittizia, alle procedure di gara. Al momento, sono in corso perquisizioni e acquisizioni di atti in varie province italiane.
In seguito all'arresto, Liporace, che fino al 2021 era stato comandante del reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri di Velletri e oggi era direttore dell’ Istituto Alti Studi della Difesa, è stato sospeso.
Secondo una ricostruzione, il generale sarebbe stato corrotto con 22 mila euro, borse firmate Louis Vuitton, biglietti allo Stadio Olimpico per le partite della Roma, un biglietto per il Teatro La Scala di Milano e soggiorni alle terme con ‘bagno alla greca con Don Perignon Vintage 2009’. Nel 2013, Liporace fu proposto dall'allora Sindaco di Roma, Ignazio Marino e dalla sua Vice Capo di Gabinetto Rossella Matarazzo, come comandante dei vigili urbani della Capitale.
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