Rocco Commisso, con lui muore l’ultimo grande calabrese d’America

Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina, fino a ieri, giorno della sua morte, è stato certamente almeno nell’immaginario collettivo di noi italiani il calabrese più famoso d’America.

di Pino Nano
Sabato 17 Gennaio 2026
Roma - 17 gen 2026 (Prima Notizia 24)

Rocco Commisso, Presidente della Fiorentina, fino a ieri, giorno della sua morte, è stato certamente almeno nell’immaginario collettivo di noi italiani il calabrese più famoso d’America.

Figlio di un falegname, era nato 76 anni fa a Marina di Gioiosa Ionica e aveva vissuto gli ultimi mesi della sua vita combattendo contro un male incurabile. Perfettamente consapevole della gravita della malattia che lo aveva colpito aveva continuato a lavorare fino all’ultimo anche dal suo letto d’ ospedale con una tenacia e una passione che nel tempo hanno fatto di lui una vera icona del mondo dell’imprenditoria e dello sport. Italiano, Calabrese e Italoamericano di straordinario fascino e con alle spalle una storia di emigrazione esaltante e ricca di successi imprenditoriali.

L’ho rincorso per anni tra New York e Firenze, soprattutto una volta diventato lui Presidente della Fiorentina Calcio, acquistata dai Della Valle nel 2019, ma si era sempre negato, non voleva parlare di temi diversi dallo sport, e che non riguardassero la squadra di calcio di cui era diventato presidente. Alla fine me ne sono fatta una ragione, ma la sua storia è quanto di più emozionante ed emblematico si possa immaginare nel raccontare oggi l’emigrazione italiana in nord America, soprattutto in Pennsylvania dove si era stabilita la sua famiglia di origine.

Era arrivato a New York all'età di 12 anni e nessuno avrebbe mai potuto immaginare o aspettarsi che 50 anni dopo lo scugnizzo di Marina di Gioiosa Ionica dopo sarebbe diventato membro della prestigiosa classifica Forbes 400, per via di una straordinaria carriera nel settore della televisione via cavo e che è andata avanti per quasi mezzo secolo di storia finanziaria americana.

La sua passione dello sport è pari al suo amore per il mare che aveva sotto casa in Calabria. Da giovane gioca a calcio con i Columbia Lions tra il 1967 e il 1970, poi entra a far parte di una squadra di matricole che conclude la stagione da imbattuta e che porterà la squadra della Columbia alla sua prima storica partecipazione ai playoff NCAA. Per le sue prestazioni in campo- raccontano i grandi cronisti sportivi americani- “Rocco Commisso è stato insignito per tre volte del riconoscimento All-Ivy League ed è stato invitato a sostenere un provino per la nazionale statunitense di calcio in vista delle Olimpiadi del 1972. A metà degli anni Settanta ha co-fondato Friends of Columbia Soccer e ne è stato presidente dal 1978 al 1986, e in quel periodo, Columbia ha vinto otto titoli Ivy consecutivi ed è diventata l’unica università della Ivy League ad aver disputato la finale del campionato NCAA”.

Non a caso, nel 2004, in occasione del 250° anniversario della fondazione di Columbia, il quotidiano universitario Daily Spectator inserisce Rocco Commisso tra i 250 più grandi alumni undergraduate di tutti i tempi. C’è di più. Da molti anni, Columbia assegna un premio annuale di calcio maschile che porta il suo nome, e nel 2013, l’università ha riconosciuto il suo contributo intitolandogli lo stadio di calcio del Baker Athletics Complex, che oggi si chiama Rocco B. Commisso Soccer Stadium. Il massimo del massimo.

La sua biografia ufficiale fa tremare i polsi.

Dopo il diploma alla Mount Saint Michael Academy nel Bronx nel 1967, frequenta la Columbia University grazie a una borsa di studio completa, ottenuta grazie al calcio, e consegue una laurea in ingegneria industriale e un MBA. Poi, dopo la laurea in economia aziendale nel 1975, trascorre un decennio nel settore finanziario, inizialmente presso Chase Manhattan Bank (oggi J.P. Morgan Chase) e successivamente presso la Royal Bank of Canada, dove gli affidano le attività di finanziamento negli Stati Uniti per aziende dei settori media e comunicazioni, un ruolo strategico di altissimo profilo e di rilevante peso economico e sociale.

Dal 1986 al 1995 ricopre il ruolo di vicepresidente esecutivo, direttore finanziario e consigliere di amministrazione di Cablevision Industries Corporation, e nel corso del suo mandato, Cablevision Industries, allora società privata, passa dal 25° all’8° posto tra le più grandi aziende via cavo del Paese, servendo 1,3 milioni di clienti al momento della fusione con Time Warner. Una vera e propria rivoluzione industriale nel settore delle comunicazioni.

Nel 1995 fonda Mediacom con l’obiettivo di acquisire e rilanciare sistemi via cavo nelle comunità più piccole e meno servite del Paese fino a diventare -incredibile davvero- il quinto operatore via cavo degli Stati Uniti, e questo gli permette di offrire servizi di dati ad alta velocità, video, telefonia e mobile a oltre 3 milioni di famiglie e imprese in 22 Stati diversi. Quello che Silvio Berlusconi era riuscito a fare in Italia, lui lo aveva già fatto negli Stati Uniti e con un valore commerciale almeno quadruplo rispetto a quello che era accaduto in Italia.

Rocco era “l’uomo dei record” per gli americani, ma era soprattutto un “genio italiano” che l’America non ha mai smesso di ammirare e di amare. Sonno mille e ancora di più i riconoscimenti che oggi lui si porta in cielo per una vita spesa al servizio della sua nuova terra di adozione. I più celebrati dalle cronache mondane di questi anni, l’Ernst & Young Entrepreneur of the Year Award, il Life Achievement Award della National Italian American Foundation, la Ellis Island Medal of Honor e il Vanguard Award for Distinguished Leadership, che è il più alto riconoscimento dell’industria della televisione americana via cavo.

Una vera e propria punta di diamante, un uomo che viene invitato e inserito d’autorità nelle massime e più prestigiose Associazioni Newyorkesi, la Broadcasting & Cable Hall of Fame, la Cable Center Hall of Fame e la Columbia University Athletics Hall of Fame, per non dimenticare che sotto la sua guida, Mediacom viene nominata U.S. Best Managed Company da Deloitte Private e dal Wall Street Journal dal 2021 al 2025.

A dare la notizia della sua scomparsa è stata la stessa Società viola con queste righe di commiato corale: "Con grande dolore e tristezza la famiglia Commisso con la moglie Catherine, i figli Giuseppe e Marisa e le sorelle Italia e Raffaelina, comunicano la scomparsa del Presidente Rocco B. Commisso. Dopo un prolungato periodo di cure, il nostro amato Presidente ci ha lasciati ed oggi tutti ne piangiamo la scomparsa. Per la sua famiglia è stato un esempio, una guida, un uomo leale e fedele che accanto a sua moglie Catherine ha raggiunto il traguardo di 50 anni di matrimonio e con i suoi figli è stato un padre severo e amabile, come era il suo carattere, dolce e deciso. Il suo amore per la Fiorentina - si legge - è stata la cosa più bella che si è regalato, passando giornate indimenticabili con i ragazzi e le ragazze delle squadre giovanili, con una carezza e un sorriso sempre per tutti. Inarrestabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle sue aziende Mediacom e Fiorentina e al futuro di queste".

Una vita la sua dedicata allo spot e vissuta con una passione insana.

Il 2017 rimarrà un anno leggendario per lo sport americano, perchè è l’anno in cui Rocco Commisso acquisisce una quota di maggioranza dei New York Cosmos, diventandone presidente, e oggi i Cosmos sono il marchio calcistico americano più riconosciuto al mondo.

Dopo aver iniziato a giocare allo Yankee Stadium nel 1971, lo storico club vince un record di otto titoli professionistici e porta a casa negli Stati Uniti alcune delle più grandi stelle del calcio internazionale, tra cui Pelé, Franz Beckenbauer, Giorgio Chinaglia, Carlos Alberto e, più recentemente, Raúl e Marcos Senna. Dietro tutto questo c’è sempre lui, il ragazzo della locride.

Nel luglio 2025, i New York Cosmos vengono poi acquisiti da North Jersey Pro Soccer, con sede a Paterson, New Jersey, ma Rocco Commisso mantiene una quota di minoranza nel club.

I New York Cosmos ricordano oggi Rocco Commisso come un leader appassionato “che ha dedicato la sua vita al calcio e al futuro di questo sport in questo Paese. Rocco ha lottato per il meglio del calcio americano, credendo nella crescita di questo sport, nell'importanza della comunità e nel potere dei club di ispirare le prossime generazioni".

Dall’America in Italia il salto è breve. In Italia, provò prima ad acquistare il Milan e nel giugno 2019 comprò la Fiorentina, club con cui instaurò il legame più importante, proprio perché basato sull'amore per lo sport.

In Italia, ma soprattutto a Firenze, idealmente, da oggi è lutto cittadino.

Con lui la città dello sport aveva ripreso a sognare in grande, la storia della squadra di calcio come la sua è nei fatti la storia di tutti, ma lutto cittadino lo è anche in Calabria dove lui è nato e dove lui ha lasciato il ricordo di un uomo buono, che non aveva mai dimenticato le sue origini e che era rimasto legato ai ricordi della sua infanzia per il resto della sua vita.

"Il calcio – sottolinea ancora il club viola - era il suo amore e la Fiorentina lo è diventata sette anni fa quando Rocco prese il comando del club Viola e ha iniziato ad amare i suoi tifosi, i colori e la città di Firenze. ‘Chiamatemi Rocco’ aveva semplicemente detto a tutti, con la sua straordinaria empatia. Ed è sempre stato vicino a Firenze e ai fiorentini, nella quotidianità e anche nel periodo più difficile dell’emergenza Covid quando la campagna ‘Forza e Cuore’ ha destinato ingenti donazioni agli ospedali cittadini. Il Rocco B. Commisso Viola Park, la casa della Fiorentina, vivrà per sempre portando il suo nome. Un segno indelebile dell'affetto e della voglia di guardare al futuro dei giovani. Proprio i ‘suoi’ ragazzi che sono cresciuti nel vivaio, conquistando trofei giovanili e proseguendo il proprio percorso nelle prime squadre maschili e femminili della Fiorentina. Sotto la sua guida la Fiorentina ha raggiunto due finali di Conference League e una finale di Coppa Italia”.

Puntuale e impeccabile arriva anche il grazie della Commisso-Dynasty.

”La famiglia Commisso desidera ringraziare tutti coloro che gli sono stati vicino in questi momenti così delicati ed è certa che il ricordo e la memoria di Rocco rimarrà per sempre nei cuori delle tante persone che gli hanno voluto bene e che hanno passato momenti difficili e momenti bellissimi insieme a lui. Un pensiero grande in un momento così triste va a tutte le persone della Fiorentina, staff, giocatori, dipendenti, a tutti le persone che conoscevano Rocco, a tutto il popolo viola e soprattutto a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che continueranno a portare in Italia e nel mondo i colori viola e il ricordo del nostro Rocco. Ci manchi e ci mancherai sempre".

Una storia bellissima la sua, e che per un giorno riporta il nome della Calabria e della sua Marina di Gioiosa Ionica sui grandi network americani con i toni appassionati con cui lui aveva sempre vissuto.

Sarebbe bello pensare e immaginare che anche la Calabria oggi – soprattutto la Locride, che era la sua terra- si fermassero per un minuto soltanto in segno di lutto per lui, ma è il minimo che si possa immaginare per una storia italiana così esaltante e così avvincente. Addio Presidente.


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