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  • Roma - Sabato 4 Luglio 2026

Milano dà voce al coraggio delle donne: alla Fabbrica del Vapore una mostra che trasforma il dolore in speranza

La mostra "Women for Women against Violence" a Milano offre un'esperienza emozionale attraverso ritratti di donne che affrontano violenza e malattia, promuovendo resilienza e speranza.

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di Paola Carrella

Ci sono mostre che si osservano e mostre che si vivono. "Women for Women against Violence", inaugurata negli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano, appartiene alla seconda categoria. Un percorso che va oltre la fotografia per trasformarsi in un'esperienza emotiva capace di dare un volto e una voce a donne che hanno scelto di raccontare la propria battaglia contro due tra le più profonde ferite del nostro tempo: la violenza di genere e il tumore al seno.

L'esposizione, visitabile fino al 30 agosto 2026, raccoglie 21 ritratti fotografici di grande formato, firmati da Tiziana Luxardo.

 Le foto  immortalano storie autentiche di sofferenza, resilienza e rinascita della storia di "Women for Women against Violence" e di Donatella Gimiligliano. Ogni immagine è accompagnata da un QR Code che permette ai visitatori di ascoltare direttamente il racconto della protagonista, creando un dialogo intimo e coinvolgente tra chi osserva e chi ha trovato il coraggio di trasformare il proprio dolore in testimonianza pubblica.

Dietro il progetto c'è la determinazione di Donatella Gimigliano, giornalista e presidente dell'Associazione Consorzio Umanitas, che ha saputo trasformare la propria esperienza personale con il tumore al seno e il suo impegno contro la violenza sulle donne in un'iniziativa di grande valore civile. Il risultato è un percorso espositivo che invita a riflettere, ma soprattutto a non voltarsi dall'altra parte.

La scelta della Fabbrica del Vapore, uno dei luoghi simbolo della creatività milanese, conferisce alla mostra una dimensione ancora più contemporanea. Non solo fotografia, ma anche design, arte e comunicazione si intrecciano in un progetto multidisciplinare che amplia il messaggio di sensibilizzazione.

Ad arricchire il percorso espositivo ci sono infatti due importanti installazioni. La prima, "We Say Stop. 90 manifesti per contrastare la violenza contro le donne", nasce dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e dimostra come la comunicazione visiva possa diventare uno strumento concreto di prevenzione e cambiamento culturale. La seconda, "Trame di speranza, intrecci di vita", presenta le opere in crochet di Antonietta Tuccillo, che durante il percorso di cura per un tumore ovarico ha trasformato il lavoro artigianale in una forma di rinascita personale.

L'inaugurazione è stata anche l'occasione per assegnare i "Women for Women against Violence – Milano Camomilla Awards", riconoscimenti destinati a personalità che si sono distinte nella promozione della cultura del rispetto e della solidarietà. Tra i premiati figurano Simona Ventura, Nina Zilli, Massimo Ciampa, Segretario Generale di Mediafriends in rappresentanza di Fedele Confalonieri, e tre agenti delle Volanti della Questura di Milano – il Vice Ispettore Leonardo Borghetto, l'Assistente Danilo Migiani e l'Agente Gabriella Santonastaso – protagonisti del salvataggio di una giovane donna di 24 anni che era riuscita a chiedere aiuto utilizzando il celebre signal for help, il gesto internazionale contro la violenza domestica.

Particolarmente toccante anche la sfilata delle protagoniste della mostra, donne che hanno scelto di mettere la propria storia al servizio degli altri. Tra loro Filomena Lamberti, prima donna in Italia sopravvissuta a un'aggressione con acido solforico, Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un tentativo di femminicidio, Pinky (Parvinder Aoulakh), vittima di un brutale tentativo di omicidio, Fanny Cristina Campion, paziente oncologica metastatica, e Nicolò Maja, sopravvissuto alla tragedia familiare di Samarate. Presente anche l'attore Alessio Boni, testimonial della mostra, insieme agli artisti Antonio Maggio, autore del brano La faccia e il cuore dedicato a Jessica Notaro, JOIA B e il soprano internazionale Angela Loy Williams.

Realizzata con il sostegno di importanti istituzioni nazionali ed europee e con la collaborazione del Comune di Milano, del Parlamento Europeo, del Senato della Repubblica, della Polizia di Stato, della Regione Lombardia e di numerosi partner pubblici e privati, la mostra rappresenta molto più di un evento culturale. È un invito collettivo a riconoscere che dietro ogni numero delle statistiche sulla violenza e sulle malattie oncologiche esistono persone, famiglie e vite che meritano ascolto, sostegno e rispetto.

Alla Fabbrica del Vapore non si celebrano soltanto storie di sofferenza. Si celebra soprattutto la forza di ricominciare. Perché ogni fotografia esposta racconta che, anche dopo le ferite più profonde, è possibile ritrovare la propria voce e trasformarla in speranza per gli altri.

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