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- Milano - Giovedì 21 Maggio 2026
Milano: danneggiamento pluriaggravato di auto, in manette Artem Tkachuk, Pino di "Mare Fuori"
Il noto attore venticinquenne finisce in manette nella notte a Rho insieme ad altri tre ragazzi. Davanti al giudice cadono le misure cautelari e la difesa nega il coinvolgimento, ma pesa la denuncia per oltraggio.
di Stefano Orlandi
Una notte di schiamazzi e vandalismi nell'hinterland milanese si trasforma in un pesante caso giudiziario per uno dei volti più noti della televisione italiana. Artem Tkachuk, l'attore di 25 anni celebre per la sua interpretazione del personaggio di "Pino o’ pazz" nella serie di successo "Mare Fuori", è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Stato con l'accusa di danneggiamento pluriaggravato in concorso.
L'operazione è scattata poco prima dell'una di notte in via Molino Prepositurale a Rho, dove le pattuglie del commissariato locale sono confluite d'urgenza in seguito alla chiamata di una residente, allarmata dai forti rumori e dai colpi sferrati contro le macchine in sosta. Insieme all'artista sono finiti in manette altri tre ragazzi italiani di 18, 22 e 24 anni, tutti portati davanti al giudice per il rito della direttissima.
Al momento del controllo e della successiva identificazione, la situazione è degenerata a causa della netta resistenza verbale opposta dal venticinquenne, cittadino italiano nato in Ucraina. Secondo quanto ricostruito durante l'udienza in Tribunale a Milano, il giovane avrebbe apostrofato pesantemente le forze dell'ordine, ostentando la propria posizione economica e professionale nel tentativo di intimidire gli operatori. “Sono un attore, con i soldi che ho mi compro te e i tuoi capi“, avrebbe urlato Tkachuk ai poliziotti prima del trasferimento in cella, rimediando così anche una denuncia a piede libero per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.
Al termine delle verifiche, i verbali hanno registrato gravi danni a carrozzerie, paraurti e specchietti retrovisori lasciati penzolanti su quattro diverse vetture: una Dacia, una Renault, una Peugeot e una Fiat 500.
Nel corso del procedimento accelerato, l'attore ha parzialmente ritrattato la propria condotta aggressiva, porgendo formalmente le proprie scuse alla corte per l'atteggiamento non collaborativo tenuto nella notte.
La giudice Amelia Managò ha convalidato il provvedimento restrittivo ma ha disposto l'immediata liberazione del giovane senza l'applicazione di alcuna misura cautelare, respingendo la richiesta del pubblico ministero che sollecitava l'obbligo di firma. Il processo di merito è stato contestualmente aggiornato al prossimo 23 luglio. La posizione del gruppo appare tuttavia articolata: due dei ragazzi fermati hanno respinto gli addebiti, dichiarando di non aver preso parte al raid vandalico e di essersi semplicemente accostati all'attore dopo averlo riconosciuto per strada, al solo scopo di scattare una foto ricordo.
La linea dell'innocenza collettiva è sostenuta con forza anche dall'assistente legale assegnata d'ufficio all'artista di Mare Fuori, che punta a smontare la ricostruzione basandosi sulle tracce digitali lasciate dai ragazzi e sulle prime testimonianze oculari raccolte sul posto. “I ragazzi non si conoscevano, hanno delle foto e delle storie pubblicate su Instagram che potrebbero dimostrare la loro incompatibilità”, ha spiegato l'avvocata Alessia Pontenani.
Secondo la tesi difensiva, la ricostruzione dei quattro indagati risulterebbe solida poiché un testimone sul posto avrebbe descritto l'autore materiale dei calci alle macchine come un soggetto con “una maglietta nera”, mentre, conclude il legale, “nessuno di loro aveva la maglia nera”.
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