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  • Roma - Giovedì 30 Luglio 2026

Minacce a Nordio con sigla Br: "Ti metto in una R4". Solidarietà dalle Istituzioni: "Lo Stato non arretra"

Scritta d'odio apparsa in via Portuense a Roma con il richiamo alla R4 del delitto Moro. Meloni: "Fatto gravissimo da condannare senza ambiguità". La Russa: "Insulto alla memoria delle vittime". Indagano i carabinieri.

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Grave intimidazione indirizzata al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Nelle scorse ore, in via Portuense a Roma, nei pressi di una caserma dei carabinieri, è apparsa la scritta "Nordio ti metto dentro una R4", accompagnata da una stella a cinque punte e dalla sigla Br.

Il messaggio evoca l'automobile in cui venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse. Il testo è stato tracciato sul muro perimetrale di un edificio privato lungo la pubblica via.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per fare luce sull'accaduto, anche se dai primi accertamenti l'area interessata non risulta coperta da impianti di videosorveglianza.

Immediata la reazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: "Esprimo la mia piena solidarietà al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inaccettabile intimidazione. Il richiamo agli anni più bui del terrorismo e alle Brigate Rosse è un fatto che va condannato con la massima fermezza, senza alcuna ambiguità. Al Ministro Nordio va la vicinanza mia personale e dell’intero Governo".

Netta condanna anche da parte del presidente del Senato, Ignazio La Russa: "Rievocare i crimini compiuti dalle Brigate Rosse è un insulto alla memoria delle vittime e un intollerabile attacco allo Stato e alla nostra democrazia. Nessun delirio eversivo e nessuna intimidazione potranno mai piegare l’azione delle Istituzioni e il primato della legalità. Al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, giunga la mia vicinanza personale e quella del Senato della Repubblica".

Fermezza nelle parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha affidato il suo pensiero a X: "Al Ministro Carlo Nordio esprimo la mia piena solidarietà e vicinanza. Ogni tentativo di intimidire chi rappresenta e serve le Istituzioni deve essere respinto con assoluta fermezza. L’odio, la violenza e l’evocazione di una delle pagine più buie della nostra storia non potranno mai condizionare l’azione dello Stato. In una democrazia si discute e ci si confronta, anche duramente, ma non si minaccia. Lo Stato non arretra".

A rimarcare la gravità del gesto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli: "Esprimo la mia più convinta solidarietà al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per il grave episodio intimidatorio verificatosi a Roma. Il richiamo agli anni del terrorismo e all’assassinio di Aldo Moro rappresenta un gesto di inaudita gravità, che merita la più ferma e unanime condanna. Minacciare un rappresentante delle istituzioni significa colpire i principi democratici sui quali si fonda la Repubblica. Confido che i responsabili siano rapidamente individuati e assicurati alla giustizia. Lo Stato saprà rispondere con la forza del diritto, senza lasciarsi intimidire".

Dalla Camera dei deputati è arrivata la presa di posizione del capogruppo di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami: "Piena solidarietà da parte mia e di tutti i deputati di Fratelli d’Italia al ministro Carlo Nordio, oggetto di una scritta infame come infami ne sono gli autori. Mi auguro che i responsabili di questo attacco che evoca l’assassinio del presidente Aldo Moro vengano assicurati al più presto alla giustizia e che paghino per quanto hanno fatto. La strategia del terrore, la violenza fisica e verbale in questa Nazione vanno fermati senza se e senza ma, con determinazione e senza ambiguità".

Vicinanza al Guardasigilli giunge anche dalla Magistratura. In una nota della Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati si legge: "La nostra solidarietà al ministro della Giustizia Carlo Nordio per le odiose minacce ricevute. Le scritte apparse a Roma sono un dato inquietante su cui gli organi competenti sapranno fare piena chiarezza".

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