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- Roma - Lunedì 8 Giugno 2026
Minetti e Cipriani denunciano Il Fatto Quotidiano e la Rai: maxi causa da 250 milioni. La testimone ritratta: "Mie affermazioni distorte"
L'ex consigliera e l'imprenditore si rivolgono al Tribunale di Roma e alla Corte distrettuale di New York chiedendo risarcimenti record. Al centro dello scontro le chat pubblicate dal quotidiano di Travaglio sulla tenuta in Uruguay.
La battaglia legale tra Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani e gli organi di informazione italiani sale di livello, spostandosi su un doppio asse giudiziario tra Roma e gli Stati Uniti con richieste risarcitorie di portata clamorosa.
I consulenti legali dei due partner hanno avviato una decisa controffensiva nei confronti della Società Editoriale Il Fatto, del direttore Marco Travaglio e di oltre dieci giornalisti della testata. Il primo round formale è già in calendario per il prossimo 26 giugno, data in cui è stato fissato l'incontro di mediazione obbligatoria davanti ai magistrati del Tribunale di Roma.
Al centro del contenzioso vi è quella che la difesa definisce una "violenta campagna di stampa diffamatoria" legata alle vicende del provvedimento di grazia concesso all'ex esponente politica lombarda. Sul piatto della bilancia ci sono cifre iperboliche.
Nella causa civile capitolina, i legali di Minetti e Cipriani pretendono un indennizzo superiore ai 5 milioni di euro per diffamazione e violazione dei diritti della personalità.
Nel frattempo, sul fronte oltreoceano, gli avvocati che curano gli interessi della galassia societaria di Cipriani hanno depositato un ricorso formale presso la Corte Distrettuale di New York, esigendo un risarcimento monstre da 250 milioni di dollari che chiama in causa direttamente sia la Rai sia la medesima società editrice del quotidiano.
La contesa editoriale nasce dalle rivelazioni giornalistiche de Il Fatto Quotidiano, che ha dato alle stampe il contenuto delle conversazioni telematiche avvenute con Graciela De Los Santos Torres, massaggiatrice ed ex impiegata presso la tenuta uruguaiana "Gin Tonic", di proprietà dell'imprenditore.
Nei messaggi diffusi, la lavoratrice dipingeva il ranch come "la casa di Playboy", soffermandosi su dettagli relativi a "feste, ragazze, molte cose… droghe", oltre a fare esplicito riferimento a modelle sudamericane e a presunte "prostitute Vip". In un file audio risalente al 22 aprile, l'ex dipendente chiamava in causa l'ex consigliera regionale asserendo che "Nicole sa tutto" in merito a supposti baccanali e denunciando contestualmente condotte inopportune da parte del datore di lavoro: "Giuseppe non conosce il 'no'".
La cronologia dei contatti svela però un brusco ripensamento. Se in un primo momento (il 9 maggio) la Torres aveva acconsentito all'uso del proprio nome con un secco "Sì", la retromarcia è scattata tra il 10 e l'11 maggio dopo la presa visione della bozza del pezzo: "Non voglio che l'articolo venga pubblicato in questo modo", aveva eccepito sollevando riserve sui passaggi legati a visti e passaporti, per poi revocare il nulla osta.
Subito dopo l'uscita dell'intervista, la donna ha manifestato forte apprensione nelle chat: "Sta per esplodere tutto e io rimarrò bloccata qui… La mia vita è finita", prima di interrompere definitivamente le comunicazioni dal 13 maggio.
La svolta decisiva in favore della coppia è emersa grazie a un atto ufficiale redatto lo scorso 29 maggio davanti a un pubblico ufficiale. Come rivelato dal quotidiano Il Domani, che ha preso visione della dichiarazione giurata inviata in Italia, Graciela Mabel De Los Santos Torres ha formalmente ritrattato l'intero impianto accusatorio: "In relazione alla signora Nicole Minetti, si lascia espressa constatazione che, durante tutto il periodo in cui ho lavorato nella 'Chacra Gin Tonic', non ho mai assistito né mi consta in alcun modo con certezza che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione finalizzata a cercare, reclutare, assumere o in qualsiasi modo indurre o invitare prostitute in alcun luogo".
Nello stesso documento notarile, la teste ha preso le distanze dalla narrazione giornalistica lamentando un uso distorto del materiale: "Ritengo che alcune mie dichiarazioni siano state estrapolate dal contesto", parlando di "un'esposizione pubblica non desiderata". La Torres ha infine rimarcato il radicale cambio di vita di Minetti, spiegando che "da quando hanno adottato suo figlio, la sua attenzione è stata principalmente rivolta alla cura e all'educazione del bambino", ridimensionando infine le accuse contro il compagno e specificando che con Cipriani "si è trattato di una situazione di molestia lavorativa, conflitto risolto mediante accordo transattivo tra le parti".
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