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- Roma - Mercoledì 24 Giugno 2026
Morto all'Umberto I l'attore Gjergji Lala, la famiglia presenta denuncia: aperta un'inchiesta per omicidio colposo
L'attore Gjergji Lala è morto all'Umberto I. La famiglia denuncia la gestione del ricovero, avviando un'inchiesta per omicidio colposo.
Sarà un'inchiesta della Procura di Roma a fare chiarezza sulla morte di Gjergji Lala, attore albanese conosciuto sia nel suo Paese d'origine sia in Italia per numerose apparizioni in film e serie televisive. Il fascicolo è stato aperto con l'ipotesi di omicidio colposo dopo la denuncia presentata dai familiari del 78enne, deceduto il 16 giugno scorso al Policlinico Umberto I. Al centro dell'esposto ci sono gli interrogativi sulle cure ricevute durante il ricovero e sulle circostanze che hanno preceduto il decesso. "Nostro padre è morto davanti a noi, senza che nessuno abbia fatto nulla per aiutarlo", sostengono i familiari nelle dichiarazioni contenute nella denuncia.
Nessun indagato, si attendono gli esami autoptici
Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Gli inquirenti intendono infatti attendere gli esiti degli accertamenti medico-legali prima di assumere eventuali ulteriori decisioni investigative. L'autopsia dovrà chiarire le cause esatte della morte e stabilire se vi siano eventuali profili di responsabilità nella gestione sanitaria del paziente. Solo dopo aver esaminato la documentazione clinica e i risultati degli esami disposti dalla magistratura sarà possibile ricostruire con precisione quanto accaduto.
Una carriera tra cinema e televisione
Gjergji Lala era una figura molto conosciuta nel panorama artistico albanese e aveva costruito negli anni una carriera anche in Italia. Nel corso del tempo aveva preso parte a numerose produzioni televisive e cinematografiche, comparendo in serie di grande popolarità come Don Matteo, La Squadra, Gli Orologi del Diavolo e Romulus. Aveva inoltre lavorato in produzioni cinematografiche internazionali e italiane, tra cui House of Gucci, Gangs of New York e Il papà buono. Una lunga attività artistica che gli aveva consentito di conquistare notorietà sia nel mondo dello spettacolo italiano sia in quello albanese.
Il ricovero dopo un intervento ai reni
Secondo quanto ricostruito dai familiari, la vicenda sanitaria che ha portato al decesso sarebbe iniziata il 14 maggio. In quella data i figli dell'attore lo avrebbero accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Frosinone a causa di complicazioni legate a un precedente intervento chirurgico. Lala era stato infatti operato alcune settimane prima per una grave patologia renale. Le sue condizioni avrebbero indotto i medici a disporre il trasferimento al Policlinico Umberto I di Roma, struttura ritenuta maggiormente attrezzata per affrontare un quadro clinico complesso.
Il trasferimento al Policlinico Umberto I
Una volta giunto nella struttura romana, il paziente sarebbe stato preso in carico con un codice di massima urgenza. Durante il ricovero, tuttavia, sarebbero emerse ulteriori complicazioni che avrebbero progressivamente aggravato il suo stato di salute. Tra gli aspetti che ora richiedono approfondimenti figura anche il ritrovamento di una frattura del femore. Si tratta di uno degli elementi più delicati della vicenda e che potrebbe assumere rilievo nell'ambito delle indagini.
Il mistero della frattura
Secondo quanto emerso finora, durante la degenza sarebbe stata riscontrata una lesione al femore che avrebbe provocato forti dolori al paziente. Resta però da chiarire quando e come la frattura si sia verificata. Gli investigatori dovranno accertare se la lesione fosse già presente prima del ricovero oppure se si sia verificata successivamente. Si tratta di un passaggio ritenuto fondamentale per comprendere il decorso clinico dell'attore e le possibili cause del rapido peggioramento delle sue condizioni.
Le domande della famiglia
I familiari chiedono ora che venga ricostruita nel dettaglio l'intera gestione sanitaria degli ultimi giorni di vita del padre. Attraverso il loro legale, l'avvocato Carlo Maria Consalvo, hanno sollecitato accertamenti approfonditi affinché vengano chiariti tutti i passaggi del ricovero. L'obiettivo è comprendere se il decesso sia stato determinato esclusivamente dall'evoluzione delle patologie pregresse oppure se vi siano stati eventuali errori o omissioni nell'assistenza ricevuta.
Le indagini della Procura
La magistratura acquisirà la documentazione sanitaria e ascolterà le persone coinvolte nella vicenda. L'esame autoptico rappresenterà il primo elemento decisivo per orientare l'inchiesta e stabilire se esistano profili di responsabilità penale. Gli accertamenti dovranno anche verificare il rapporto tra le condizioni cliniche pregresse del paziente, le complicazioni emerse durante il ricovero e la causa finale del decesso.
Attesa per i risultati
Per il momento il procedimento si trova in una fase preliminare e non sono state formulate contestazioni nei confronti di medici o personale sanitario. Sarà la relazione degli specialisti incaricati dalla Procura a fornire le prime risposte sui dubbi sollevati dalla famiglia e sulle circostanze che hanno accompagnato gli ultimi giorni di vita dell'attore. Solo dopo l'analisi di tutti gli elementi raccolti gli inquirenti decideranno se procedere con eventuali ulteriori sviluppi investigativi.
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