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- Perugia - Giovedì 30 Luglio 2026
Music Fest Perugia celebra Mozart e Rossini: al Teatro Pavone due capolavori per avvicinare il pubblico alla grande lirica
Per la ventesima edizione della rassegna, il Teatro Pavone ospita "Il flauto magico" e "Il barbiere di Siviglia": un progetto che unisce grande tradizione, alta formazione e giovani talenti.
Due capolavori senza tempo, un teatro storico e una generazione di giovani artisti pronta a raccogliere il testimone della grande tradizione operistica. Il Music Fest Perugia, giunto alla sua ventesima edizione, dedica il momento centrale della rassegna all'opera lirica con due appuntamenti destinati a rappresentare il cuore dell'intero festival.
Il 30 luglio, sul palcoscenico del Teatro Pavone, andrà in scena Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart in una produzione semiscenica, mentre il 9 agosto sarà protagonista Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, proposto in forma di concerto grazie alla collaborazione con Grande Lirica Umbria e interpretato da un cast interamente italiano. Entrambi gli spettacoli avranno inizio alle 20.30. La scelta di affiancare due tra le opere più amate della storia della musica non nasce soltanto dall'intenzione di rendere omaggio ai grandi compositori europei.
L'obiettivo del festival è quello di costruire un percorso capace di avvicinare nuovi spettatori al mondo dell'opera, dimostrando come la lirica possa ancora oggi parlare con immediatezza a pubblici di ogni età.
"Il flauto magico rappresenta una straordinaria porta d'ingresso nel mondo dell'opera, soprattutto per bambini, ragazzi e famiglie", spiega Tiziana Fabietti, direttrice della sezione Opera del Music Fest Perugia. "La forza della fiaba, unita alla musica di Mozart, rende questo titolo accessibile anche a chi non ha mai assistito a uno spettacolo lirico. Accanto a questa proposta abbiamo scelto Il barbiere di Siviglia, che grazie al suo ritmo brillante, alla comicità e alle melodie universalmente conosciute riesce a conquistare anche il pubblico meno esperto."
Le due produzioni sono state concepite con linguaggi differenti. Il flauto magico sfrutterà una messa in scena essenziale, studiata per valorizzare gli spazi del Teatro Pavone e lasciare che siano la musica e l'interpretazione degli artisti a guidare il racconto. Un allestimento che privilegia la narrazione, evocando l'universo fantastico immaginato da Mozart attraverso pochi elementi scenici ma una forte intensità espressiva.
Per Il barbiere di Siviglia, invece, la scelta è ricaduta sulla versione concertistica, arricchita dalla presenza di una voce narrante che accompagnerà gli spettatori nello sviluppo della vicenda, facilitando la comprensione della trama senza alterare la forza teatrale della partitura rossiniana.
"Crediamo che questa formula renda l'ascolto ancora più coinvolgente", sottolinea Fabietti. "La narrazione permette di seguire la storia con naturalezza, mentre la musica conserva tutta la propria energia e il proprio fascino".
Il Music Fest Perugia conferma così una vocazione che da vent'anni rappresenta il tratto distintivo della manifestazione: unire la produzione artistica alla formazione delle nuove generazioni. Le masterclass internazionali, infatti, continuano ad attirare giovani musicisti e cantanti provenienti da numerosi Paesi, offrendo loro l'opportunità di confrontarsi con docenti, direttori d'orchestra e professionisti del settore. "La nostra missione è accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita", osserva ancora Fabietti. "Studiare è fondamentale, ma poter salire sul palcoscenico con un'orchestra, davanti al pubblico, rappresenta un'esperienza insostituibile che contribuisce in modo decisivo alla maturazione artistica".
Per il regista Mirco Michelon, al debutto al Music Fest Perugia con Il flauto magico, il lavoro si è concentrato soprattutto sulla ricerca di un linguaggio scenico essenziale ma ricco di significato. "Ogni movimento, in uno spazio così essenziale, acquista un valore particolare", racconta. "È stato un percorso stimolante che ci ha permesso di lavorare in profondità con gli interpreti, costruendo uno spettacolo nel quale il gesto, la musica e la relazione tra i personaggi diventano elementi centrali del racconto".
Secondo Michelon, la forza del festival risiede proprio nella possibilità di offrire ai giovani artisti un'esperienza professionale completa. "Iniziative come questa permettono di vivere davvero il teatro", conclude. "I ragazzi imparano a confrontarsi con una produzione reale, con i tempi di prova, con il lavoro di squadra e con il pubblico. È un'esperienza che forma non soltanto musicisti, ma professionisti dello spettacolo".
Con il suo equilibrio tra alta formazione e produzione artistica, il Music Fest Perugia continua così a rappresentare uno dei più qualificati laboratori internazionali dedicati alla musica classica, trasformando ogni estate la città umbra in un luogo d'incontro tra tradizione, talento e futuro della lirica.
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