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- Roma - Martedì 9 Giugno 2026
Musica, Claudio Baglioni rompe il silenzio dopo lo stop: "Grazie fan, mi avete dato fiato per continuare"
A poco più di una settimana dal rinvio forzato al 2027 del "GrandTour La Vita è Adesso" a causa delle conseguenze di una polmonite interstiziale, il cantautore riappare in un videomessaggio sui propri canali social. Seduto al pianoforte, l'artista condivide le sue fragilità e ringrazia i sostenitori per lo straordinario affetto: "Un vento, un respiro che fa meglio delle medicine".
La vicinanza del proprio pubblico può rivelarsi il più potente dei farmaci, specie quando un problema di salute va a colpire il nucleo più intimo e identitario di un interprete: la voce e il respiro.
A esattamente otto giorni dall'annuncio del rinvio forzato al 2027 del suo attesissimo tour nazionale, Claudio Baglioni è tornato a comunicare con i propri sostenitori attraverso un toccante videomessaggio pubblicato sui canali social ufficiali.
Un intervento finalizzato a esprimere una profonda e commossa riconoscenza per la gigantesca ondata di solidarietà e vicinanza ricevuta, in cui l'artista romano ha letto la volontà collettiva di tendergli una mano per superare il momento di difficoltà e restituirgli “il fiato necessario per continuare a suonare e a cantare”.
Ripreso all'interno della propria abitazione, seduto dinnanzi alle tastiere di un pianoforte, il cantautore ha ripercorso i passaggi emotivi di quella che ha definito una scelta dolorosa ma inevitabile, dettata dagli strascichi di una severa polmonite interstiziale: “Otto giorni fa ho fatto un annuncio attraverso un videomessaggio, uno dei più difficili della mia intera carriera, sicuramente il più difficile di questa parte così significativa, quello di essere costretto a spostare, posizionandolo, dilazionandolo, posticipandolo addirittura di un anno il mio progetto di GrandTour La Vita è Adesso”.
Una dilazione temporale così ampia, ha spiegato Baglioni, si è resa necessaria per preservare intatta la logistica e la fisionomia originaria dei luoghi e dei presupposti di un cammino concepito come un vero e proprio itinerario umano, artistico e documentaristico. Con insolita e sincera trasparenza, il musicista non ha nascosto il forte impatto psicologico generato da un malanno che ha intaccato quello che storicamente considerava un proprio punto di forza assoluto, ovvero una dote polmonare fuori dal comune, coltivata fin dai tempi della giovinezza e degli studi accademici: “Quando ero studente, un po' di anni fa, di canto, una delle cose che mi fecero fare subito era quella di vedere quanto tecnicamente avessi come contenitori: e si misurò una capacità di oltre 7 litri, un numero considerevole. E di questo me ne sono fatto sempre un vanto: addirittura con i colleghi si scherzava, si gareggiava a chi teneva le note più lunghe, a chi resisteva di più.
Una volta, 41 anni fa in uno dei concerti che appartenevano al primo tour de La Vita è Adesso, allo stadio Flaminio di Roma, l'Istituto di Medicina dello Sport attraverso il contributo di alcuni medici volle monitorare questa mia capacità anche durante il concerto, quindi sotto la camicia avevo una serie di elettrodi che monitoravano e misuravano l'elettorcardiogramma continuamente, per tutta la durata dell'esibizione, e poi ogni tanto andavo dietro e c'era la macchina dell'esame spirometrico, soffiavo lì per vedere appunto quanto era questa capacità anche nella durata, nella distanza, e tutti i medici si meravigliavano del fatto che in quel momento ero un cantante sì, ma sembrava che fossi quasi un atleta da fondo, da maratona”.
Proprio per questa ragione, l'improvvisa vulnerabilità fisica ha rappresentato un ostacolo difficile da accettare sotto il profilo personale: “Ecco, essere proprio costretto da una cosa invece che avevo sempre avuto come un gioiello da mostrare mi ha messo veramente in serio imbarazzo, in grave disagio”.
Tuttavia, lo stop forzato si trasformerà in un'occasione di studio e di recupero artistico, focalizzata sull'apprendimento di metodologie inedite e sul recupero del legame con uno strumento storico conservato tra le mura domestiche: “Ma ho detto, va bene, comunque non sarà così lungo il tempo, perché forse intanto ci sono altre cose da riguardare, da mettere a posto, innanzi tutto ricominciare con alcune tecniche che avevo approntato prima di questa interruzione, tecniche nuove di emissione vocale e dell'uso del respiro. E poi ricominciare magari a suonare ad esempio questo strumento: questo è stato un pianoforte che entrò sempre nel periodo de La Vita è Adesso a casa mia, veniva dall'America, di 120 anni, quindi più anziano di me, e con lui ho passato tanto tempo, ho composto molte canzoni e ultimamente lo avevo forse un po' dimenticato. E lui, un po' come tutti gli strumenti, come tutti i pianoforti che vengono a un certo punto dimenticati, si è scordato, proprio come intonazione, come accordatura e avrà bisogno anche lui di essere un po' sistemato, e su questo abbiano trovato un accordo”.
La parte finale del messaggio è stata interamente dedicata alla straordinaria reazione del pubblico, che ha dimostrato una sensibilità e un rispetto non comuni, offrendo un supporto psicologico immediato: “Un'altra cosa che abbiamo trovato e che ci ha veramente meravigliato è stato in questi otto giorni, ma a me sembra un lunghissimo periodo già trascorso, abbiamo sentito forte, dopo il messaggio, un riscontro di interesse, di attenzione, di cura, di affetto e non è così scontato, perché poi qualcosa del genere si può prestare anche ad essere dileggiato. E invece si è sentito questo vento, questo respiro che fa meglio a volte anche di tante medicine o comunque aiuta i farmaci a fare il loro lavoro meglio.
E allora qui c'è veramente un grazie, perché è un po' come in un verso de La Vita è Adesso, che dice 'e un altro che ti dia respiro e che si curvi verso te': ecco io l'ho visto un po' questo curvarsi, un po' come facciamo noi artisti sul palco. Per una volta tanto sono state alcune persone che ho immaginato e facevano questo inchino, quasi a capire, a soccorrere questa situazione e a darmi il fiato necessario per continuare a suonare e a cantare, perché La Vita è Adesso”. Un congedo poetico siglato da un sorriso e dalle note accennate al piano della sua celebre composizione del 1985.
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