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- Roma - Giovedì 4 Giugno 2026
Musica. Tra note e culture, il talento di Ruijun Li conquista Roma
La giovane pianista e soprano ha presentato un programma variegato, alternando capolavori occidentali a brani della tradizione cinese, creando un autentico dialogo culturale.
Un viaggio musicale capace di unire mondi lontani, abbattendo confini geografici e culturali attraverso il linguaggio universale dell’arte. È quanto ha regalato la pianista e soprano Ruijun Li nel recital ospitato dall’Accademia d’Ungheria in Roma, realizzato in collaborazione con AIMART, in una serata che ha saputo conquistare il pubblico grazie a un programma raffinato e ricco di suggestioni.
Giovane interprete dalla formazione internazionale, Ruijun Li ha proposto un percorso musicale che ha attraversato secoli e tradizioni, alternando capolavori della musica occidentale alle più affascinanti pagine del repertorio classico cinese. Un incontro tra Oriente e Occidente che non è apparso come una semplice successione di brani, ma come un autentico dialogo culturale costruito attraverso sensibilità, studio e profonda consapevolezza artistica.
La parte vocale del concerto ha messo in luce una voce luminosa e versatile. Dalle agilità mozartiane dell’“Exsultate Jubilate” alla delicata intensità di “Lascia ch’io pianga” di Händel, fino alla celebre “O mio babbino caro” di Puccini, l’artista ha dimostrato una notevole capacità di interpretare repertori diversi mantenendo sempre equilibrio espressivo e rigore stilistico. Ogni pagina è stata affrontata con naturalezza, restituendo al pubblico emozioni sincere e mai artificiose.
Particolarmente significativo il momento dedicato alla musica tradizionale cinese. Attraverso l’esecuzione di “Yang Guan San Die”, Ruijun Li ha trasportato la platea in una dimensione sonora fatta di contemplazione e poesia, evidenziando la straordinaria ricchezza di una cultura musicale ancora poco conosciuta dal grande pubblico europeo.
Nella seconda parte della serata, la giovane artista si è esibita al pianoforte affrontando autori come Bach, Haydn e Chopin. Precisione tecnica, controllo del suono e maturità interpretativa hanno caratterizzato ogni esecuzione, culminata nella brillante “Fantaisie-Impromptu” che ha evidenziato tutta la sua padronanza dello strumento.
A chiudere il concerto è stata una delle pagine più amate del repertorio pianistico cinese, “Cai Yun Zhui Yue”, un brano ricco di colori e immagini evocative che ha lasciato nell’aria una sensazione di leggerezza e meraviglia.
Più che un semplice recital, quello di Ruijun Li si è trasformato in un’esperienza culturale capace di dimostrare come la musica possa ancora essere uno strumento privilegiato di incontro tra popoli, tradizioni e sensibilità differenti. Un talento promettente che conferma come il futuro della musica passi anche attraverso la capacità di costruire ponti tra culture diverse.
(Photo by Jonathan Scozzafava)
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